INTRODUZIONE: 19. Ritmi costanti e pause, come un treno ha bisogno di binari e di una stazione.


 

 

Insieme alle cure, la cosa che mi ha aiutato di più è stato fare una vita regolata con orari precisi sia per i pasti che per il sonno.

 

Ho sempre avuto fastidio degli orari e delle abitudini, ma il mio sistema nervoso aveva bisogno di ritmi costanti e di pause come un treno ha bisogno di binari.

 

Per arrivarci, il cammino è stato molto lungo.

In casa i miei genitori non c’erano mai perché erano sempre al lavoro, non avevo nessuno che potesse darmi un “no” e disciplinarmi.

Per temperamento ero sempre stata attratta dai limiti, ma solo per forzarli: di fronte ad una porta che si chiudeva, dovevo trovare il sistema per aprirla.

Un paziente, che era con me in ospedale in Brasile, era stato arrestato in aeroporto, e poi ricoverato, perché non aveva potuto accettare che non ci fossero più posti sull’aereo.

 

Una persona con la mia malattia, con un buon lavoro da dirigente, una fidanzata di cui era innamorato, improvvisamente ha sentito tutto questo ( che era qualcosa per cui aveva lottato) come una camicia di forza che stesse per soffocarlo.

Ha piantato tutto da un giorno all’altro ed è andato in India.

E’ tornato sei mesi dopo molto malato di mente ed ha passato un anno internato in una clinica.

Quello che lui cercava in India era lo “sconfinato”, l’illimitato.

Era una persona profondamente religiosa, ma non voleva sentire nominare la parola “religione” perché temeva che questo argomento lo portasse nuovamente al delirio.

Temeva di aprire una porta dentro di lui dove c’era la sua passione sconfinata ed assoluta per l’infinito..

Queste persone, anche quando si rassegnano a certi limiti imposti dalla realtà, vi si trovano sempre a disagio.

In generale, la cosa più difficile per chi ha questa malattia è imparare ad accettare quei limiti che la realtà impone a tutti.

 

 

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