STASERA VI DEVO RACCONTARE ALCUNE COSE OVVIE A BASSISIMA VOCE…

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Al di fuori di questo pianeta, pensai, non c’è nulla, ed è così desolato.
È il nostro solo rifugio,
e questo è fatto così.

(“Poesie” di Bertold Brecht)

 

 

 

 

Grosz, I pilastri della società 1926


Sono pochissime parole, ma non so perché ve le devo dire a voce così bassa, quasi fossi in confessione.

E’ un segreto.

Non si può nominare.

Sono il tuo dio
Non avrai altro dio                                                                                                             all’infuori di me
Onorami ogni istante della tua giornata
Non nominarmi invano
Non adorare altri idoli
perché io sono un dio geloso
Sarò il tuo unico dio
e tu mi adorerai in ginocchio,
perché sarò il tuo più profondo piacere.

Gli amici più intimi, persone che ti conoscono bene anche nei pensieri – nei giudizi sul mondo, e con cui stai assieme da quasi sessant’anni,
gente anche “di sinistra”…
ma non solo
vorrei poter dire “chiunque”
se non fosse un po’ esagerato…
ti raccontano tutto quello che fanno a letto con coniuge, amante o persona tirata su a caso dalla strada, se sono gay – lesbiche, se vogliono essere dei travestiti o se li bramano per sé…

Circe – Grosz 1927

il bisogno di persone svilite (e da svilire) per sentirsi un uomo o una donna… il sesso con gli animali, con le carote e i cetrioli, a due a tre a quattro…
la violenza necessaria all’orgasmo o non necessaria…
il profondo desiderio di scopare soffocando l’altro…

Ma non è solo il sesso che “è scoperchiato” nella nostra vita…

puoi sapere tutto di tutti: quante volte hanno picchiato la madre o il padre…l’euforia  di tirar giù qualche vecchietto-a  sulle strisce mentre rombano sulla moto…e anche qualche giovane per motivi perversi….
Grosz, Il suicidio, 1916

 

 

 

 

 

ma mai
assolutamente mai
potrai sapere quanti soldi hanno in tasca lui o lei, in quel giorno qualunque in cui li incontri. Diventano rossi e, imbarazzatissimi, ti fanno un breve cenno di diniego con la testa e ti sorridono – con un conflitto di emozioni tale – il segreto l’amicizia –  che la faccia intera diventa una smorfia:  lugubre- sarcastica tutto insieme.

 

Emil Nolde   1911

 

E il peggio è che, tutto quello che 

scopro, devo gridarlo intorno. Come un amante, come un ubriaco, come un traditore.

 

— Bertolt Brecht /Vita di Galilelo)

 

(quella che deve gridare “tutto quello che scopre”, anche la classica acqua calda, sempre “in poche parole”, in questo blog è Chiara!)

 

I soldi – scusate la mia ingenuità e ignoranza, lo sapete tutti, ma io da anni l’ho dentro al cuore e proprio oggi ho urgenza di dirvelo  –

 

i soldi, dicevo, sono l’essenza, l’Essere Supremo  della nostra civiltà e, contemporaneamente, il suo più grosso Segreto.

 

TOTEM PUBBLICITARI

 

Ad un piccolo tocco questi, ed altri modelli, sparsi per la città, ventiquattro ore su ventiquattro vi forniscono tutte le notizie sul luogo che abitate.

 

 

Totem di Mario Bardelli

Freud potrebbe dire, usando il titolo del suo libro (1913) che


oggi i Soldi sono, allo stesso tempo, il Totem e il Tabù della nostra Cultura.


Adesso vi racconto le esperienze che mi hanno generato questo bisogno di gridare a tutti…


1. Ieri sul computer ho letto questo annuncio su un sito finanziario inglese:

L’euro sta crollando

ma non è una buona ragione perché voi non possiate approfittarne.

2. questa mattina il figlio del fruttivendolo che sta qui sotto casa mia mi raccontava…

Ha circa trent’anni, una bella moglie brasiliana e una bellissima figlia. Lavora con il padre in un negozio che da molti anni è sempre la meta della crema della minuscola società di Sanremo.


“Vorrei comprarmi una casa, ma i mutui sono cari e poi non ho una proprietà da dare in garanzia….ne ho vista una ad un passo da Pompeiana, una casa  bella tranquilla in mezzo al verde…il vecchio ha proprio bisogno di soldi…ha chiesto 180, ma è già sceso a 120…aspetto che scenda ancora, quando proprio va in malora gli do un calcio e mi prendo la casa per niente….”
3. “L’importante è che io glielo metta in culo prima che me lo metta lui!”
Questo principio morale, base e fondamento per quella parte della nostra civiltà che chiamerei l’aspetto più “spettacolare” del mondo in cui tutti viviamo, e che esiste anche se tanti, come Diletta Luna, vivono in “un altro mondo”, dove – credo io – agli sfinteri anali è destinato il semplice uso di eliminare le scorie, ma senza odio né rancor e men che meno invidia del prodotto dell’altro, dicevo questo essenziale principio morale, un vero passepartout per tutti i tipi di relazioni, l’ho sentito pronunciare da un piccolo imprenditore milanese cattolico praticante nel senso di “ogni domenica messa e comunione”.

due pettegolezzi, forse uno: quando ero quasi a metà articolo, una canzone ha cominciato a suonarmi in mente da molto molto lontano, erano squarci di parole…un cantautore che conoscevo bene…

ma che non mi veniva più in mente…

un manoscritto…nella famosa bottiglia? troppo scontato per lui.


anche numeri…il mio anno di nascita…

(è in macchina un articolo che ho chiamato: “Il dio denaro”: lì saprete di questa “nuova canzone” perché ora mi è venuto in mente tutto!)



5 risposte a STASERA VI DEVO RACCONTARE ALCUNE COSE OVVIE A BASSISIMA VOCE…

  1. D 'IMPORZANO DONATELLA scrive:

    Le parole del fruttivendolo sono agghiaccianti: sembra quasi che non stia parlando di una persona ( il vecchietto della casa), ma di un personaggio di videogioco da eliminare schiacciando qualche pulsante. E’ molto vero il discorso sul denaro, altro che eros. Io credo però che occorra essere irragionevolmente ottimisti: oltre a stare meglio noi, credo che la realtà, di suo, non abbia un indirizzo né buono né malvagio. Un comportamento buono, non dico ingenuo, può fare intravvedere una realtà migliore a chi sia pronto ad accogliere il messaggio. Ritorna la mia teoria che bisognerebbe poter vivere centinaia di anni per vedere i risultati. Ciao. Un abbraccio millenario.

  2. nemo scrive:

    Il commento ‘donatelliano’ mi ha ricordato un ‘compagno’ che sentendosi morire diceva di essere dispiaciuto perché avrebbe voluto vedere come sarebbe andata a finire, gli fu risposto che non sarebbero bastati millenni di vita …. altro che centinaia … Il pensiero ( si fa per dire ) ‘economico/finanziario’ del bottegaio è coerentissimo col contesto, tout se tient ( niente citazione in latinorum, stavolta .. contenta ? ): fallimento della predicazione e della pratica evangelica ?

  3. D 'IMPORZANO DONATELLA scrive:

    Io non direi fallimento del messaggio cristiano ; piuttosto mi viene da dire che si basa su un concetto difficilissimo da seguire, quello di amare il prossimo come noi stessi. Vivere, non dico cristianamente, ma cercando semplicemente di non fare del male a noi stessi e a chi sta intorno a noi, pensando che l’altro ( intendo come altro tutte le forme viventi , animali e piante compresi) sente come noi il dolore e la gioia, la compagnia e l’abbandono, l’affetto e l’odio, ecc. Quando si riesce ad avere questa visione del mondo, la vita ci appare più bella e si schiudono tante barriere che sono dentro di noi. Non per questo dobbiamo essere tonti, ma il nostro modo d’agire influenza senz’altro chi è vicino a noi ; nel nostro intimo sboccia una creatività e un amore per la vita che non avevamo prima, zavorrati come eravamo dalla meschinità e dai limiti del nostro io. Insomma, penso che sia più” conveniente” per tutti cercare di avere questo atteggiamento aperto e disponibile.

  4. linda zappa scrive:

    Nemo ritiene che le parole del bottegaio “sono coerenti al contesto” ossia all’ambiente in cui viviamo; io, invece, ritengo siano vero solo per una parte del mondo: io mi trovo meglio nell’altra parte ed è per questo che sto lì con piacere. Nel mio mondo il denaro non è né un totem o dio né un tabù: vivo con persone che parlano con disinvoltura del loro portafoglio: si tratta di gente che sa vivere bene con la pensione di insegnante che si ritrova, come è il mio caso, o anche con meno; ci sono poi le persone chehanno ancora meno ed io vedo che non si lamentano né chiedono soldi, ma riducono le loro esigenze.
    A proposito del fallimento del messaggio cristiano a differenza di Donatella io direi senz’altro: sì.
    Trattare gli altri come noi stessi è una virtù sia cristiana che laica. C’è gente, sempre nella mia parte di mondo, che ha questa convinzione morale e la pratica sia credendo in un Dio sia non credendoci.

  5. diletta luna scrive:

    Invece io oserei dire che c’è proprio un fallimento della predicazione evangelica, quando il denaro ha un posto così importante nella vita. Oserei anche dire che c’è una mancanza di umanità, di senso civico. Non sarei neanche tanto del parere che il pensiero del bottegaio sia ” coerentissimo con il contesto “,forse perchè io vivo in un pezzo di mondo dove non c’è gente che consideri totem o tabù la faccenda denaro. Conosco gente che vive in una condizione media e prima del denaro ha parecchi altri valori nella vita.

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