SITUAZIONE DONNE coordinamento femminile pr. Imperia

Mi è pervenuto questo documento per e-mail e lo pubblico volentieri perché è fatto molto bene.

 

Coordinamento Femminile

della Provincia di Imperia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A.I.F.O. Associazione Italiana Amici di Raul Follereau – Gruppo di Imperia; Casa Africa  Associazione per le Donne e i Minori Immigrati – Imperia; C.I.D. Centro Iniziativa Donne – Sanremo; Comitato Cassandra – Imperia; Coordinamento Donne CGIL – Imperia; Coordinamento DonnePD – Sanremo; P.E.N.E.L.O.P.E Donne del Ponente per le Pari Opportunità – Bordighera; Invitate permanenti:  Consigliere Provinciali di Parità effettiva e supplente, Presidenta e Vicepresidenta della Consulta Provinciale Femminile.

18100 Imperia, via Cascione 86(c/o Cespim), coordinamentodonne.prov.imperia@gmail.com

 

 

Il Coordinamento femminile è costituito da gruppi di donne che sono impegnate da tempo nelle tematiche riguardanti la parità di genere ed il pieno rispetto della dignità e dei diritti delle donne. Ad oggi è costituito da 7 gruppi che operano nel Ponente Ligure tra Imperia e Ventimiglia. Ne sono invitate permanenti le Consigliere Provinciali di Parità effettiva e supplente e la Presidenta e Vicepresidenta della Consulta Provinciale Femminile.

 

Tra le attività del Coordinamento vi è in modo particolare quella che riguarda la lotta alla mercificazione del corpo femminile e all’uso indiscriminato che del corpo delle donne vien fatto nei media e nella pubblicità in quanto fenomeno che svilisce la dignità della donna, in quanto consolida quegli stereotipi di genere che  mantengono la donna in condizioni di inferiorità ed infine offre un contesto favorevole ad atti di violenza, fenomeni questi in cui l’Italia purtroppo eccelle.

 

Il “Global Report Gender Gap” pubblicato dal World Economic Forum nel novembre 2010 che misura  il divario tra uomini e donne in termini di pari opportunità, ha messo in luce infatti un netto arretramento del nostro Paese nella classifica internazionale rispetto alla posizione già pessima che occupava nell’anno precedente. L’Italia è infatti passata dal 72° al 74° posto su 140 paesi presi in esame.

 

Il tasso di occupazione femminile in Italia è tra  i più bassi d’Europa e la percentuale scende notevolmente nel caso di mamme con uno o più figli. Lo ha reso noto Eurostat. Il tasso di occupazione delle donne senza figli tra i 25 e i 54 anni in Italia è pari al 63,9% contro il 75,8% della media Ue. La situazione peggiora, per le mamme con un figlio: nel nostro Paese, penultimo della lista prima di Malta, ha un lavoro solo il 59% contro la media Ue del 71,3%.

 

Le donne in Italia costituiscono il 55 % della popolazione, ma se a livello numerico sono più degli uomini, in realtà nel mondo economico, politico, culturale esse occupano spesso un posto ancora marginale e sono gli uomini a ricoprire i ruoli chiave nel Paese.

 

Secondo il rapporto dell’ Oecd Group dell‘Ocse, in Italia vi sono molte presenze femminili alla base, ma poche ai vertici delle carriere. Sebbene abbiano un curriculum universitario migliore, si laureino con voti piu’ alti e in meno tempo dei colleghi uomini a fermarle nell’ascesa c’è la discriminazione tra i sessi che aumenta man mano che si sale nella scala gerarchica dei ruoli.

 

Così, per fare qualche esempio: nel mondo accademico, nonostante rappresentino ormai una quota molto considerevole della popolazione laureata, le donne in cattedra sono ancora poche. Le ricercatrici, riferisce il rapporto dell’Oecd Group, costituiscono il 44,3% e le docenti con il profilo di ‘associato’ il 31,4%, mentre le donne che ricoprono il ruolo di professore ordinario costituiscono appena il 15,9%.  Infine solo 2 rettori su 83 sono donne.

 

Nella magistratura tra i magistrati in servizio al 16 maggio 2007, il 41% erano donne, e la presenza femminile è in costante crescita da anni. Ma al vertice della piramide (posti direttivi, p.es. presidenti di Tribunali o di Corte d’Appello, Procuratori o P.G., presidenti di sezione della Cassazione) troviamo solo il 4% di donne.

 

La partecipazione delle donne alla vita politica è un fenomeno ancora marginale nel nostro paese, sia livello locale che nazionale. Le donne che siedono in parlamento sono in netta minoranza rispetto ai loro colleghi maschi e spesso ricoprono ruoli subalterni e gregari. Anche qui  l’Italia si trova agli ultimi posti della classifica internazionale ed europea. Le donne-deputate in Italia superano di poco il 20% a fronte del 45% della Svezia o del 36% della Spagna. Nelle amministrazioni locali su oltre 118mila amministratori comunali solo il 18% sono donne, le donne sindaco sono poco più del 9%.

 

Questa subcultura sessista  che pone la donna ai margini della vita sociale e politica del paese se da una parte è mantenuta in vita dall’assenza di una adeguata politica di welfare che consenta alla donna di svolgere la sua importante funzione sociale legata alla maternità, dall’altra trae alimento dalla diffusione mediatica di un’immagine che priva la donna di dignità ed autorevolezza contribuendo così a mantenere in vita lo squilibrio storico di poteri fra i sessi e favorendo anche  il dilagare di varie forme di violenza.

 

Le Nazioni Unite nella IV Conferenza Mondiale di Pechino del 1995 hanno riconosciuto infatti che la violenza contro le donne, “che si manifesta nei tre ambiti basici: maltrattamenti familiari, aggressioni sessuali e molestie sul posto di lavoro”, è una violenza di genere, è, cioèuna manifestazione dei rapporti di forza storicamente ineguali tra uomini e donne che ha condotto alla dominazione sulle donne e alla discriminazione”.

 

In Italia tre donne su 10 subiscono violenza, soprattutto in ambito familiare, secondo i dati forniti dall’Istat.

 

Contro il dilagare del sessismo mediatico nel nostro paese le donne hanno deciso di reagire attraverso le mobilitazioni che hanno avuto inizio il 13 febbraio di quest’anno sotto il lemma “se non ora quando?” e questa problematica è oggi al centro del dibattito sociale del nostro paese.

 

Un monito è venuto anche dal nostro Presidente Giorgio Napolitano che in un recente convegno  Donne in Tv e nei media ha affermato che “Uno stile di comunicazione che offende le donne ne può offrire contesto favorevole per atti di violenza”, sottolineando la necessità improrogabile di porre argine all’immagine di una donna ornamentale, vista come un bene di consumo, che ha alla base un evidente disprezzo della dignità femminile”.

Anche a livello delle istituzioni europee la problematica del sessismo mediatico è da tempo oggetto di particolare attenzione. Con la nota Risoluzione adottata nel settembre 2008 (2008/2038(INI) “Sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini” il Parlamento Europeo ha ammonito che la pubblicità che presenta stereotipi di genere riproduce un’iniqua distribuzione del potere tra i sessi…. consolida il perpetuarsi delle ineguaglianze tra uomo e donna…., l’emergere di comportamenti di segregazione in base al genere… e, nel mercato del lavoro, contribuisce a creare divisioni di genere nell’ambito delle professioni in cui le donne generalmente guadagnano meno degli uomini…”. Ha quindi invitato gli Stati membri a provvedere con idonei mezzi affinché il marketing e la pubblicità garantiscano il rispetto della dignità umana e dell’integrità della persona e non comportino discriminazione.

 

Anche in Italia, come è già avvenuto in quasi tutti i paesi europei, si pone l’urgenza di introdurre una normativa che tuteli l’immagine della donna nei mezzi di comunicazione e promuova l’affermazione di una immagine egualitaria e non stereotipata. Una normativa cogente stante le prove di inefficacia dimostrate dai codici di autodisciplina. E’ questo l’obiettivo che si propone la Proposta di Legge n.4424  presentata alla Camera  nel giugno scorso.

 

2 risposte a SITUAZIONE DONNE coordinamento femminile pr. Imperia

  1. nemo scrive:

    Interessante e ben presentato il lavoro del coordinamento femminile. C’ è anche una bella foto che mi pare riguardi una bella ragazza ( ora in felice attesa …. ). Nemo

    • Chiara Salvini scrive:

      hai indovinato? mancano pochi giorni! Sono rimasta felice dell’impaginazione perché, al mio stato di conoscenze del blog, non ho il potere di mettere le immagini dove voglio io; a parte il lavoro di cercarle, e un po’ di maneggio che mi agita assai, il risultato mi ha così entusiasmato perché alla fine è assolutamente casuale. Si fa un amalgama spontaneo tra testo e immagini a cui, per ora, mi danno il diritto di assistere felice! ciao Nemo bello, grazie grazie ch.

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