COSA PUO’ ESISTERE TRA DUE PERSONE PIU’ DELL’AMORE? E’ CARITA’… (PAVESE, DIARIO)

Elio è vissuto sei anni sotto ossigeno prima di chiedere una morte volontaria. Negli ultimi anni abbiamo avuto una fitta corrispondenza, segno di un grande amore speciale che si può avere forse solo per un malato terminale. Avere e ricevere molto, moltissimo. Senza la sua accettazione totale forse non avrei potuto scrivere il libro che regolarmente gli mandavo. Finché ha potuto mi ha scritto, poi scrivevo solo io e telefonavo alla moglie per avere notizie. E’ mancato nel 2003 .Era nato nel ’22. La moglie dal Brasile ha portato le ceneri a Sanremo, sua città di origine.

caro Elio, non so se riesci proprio ad immaginare la mia felicità nel sentirti al telefono!
Mi dicevi sempre che stavi bene, ma io sapevo che non era vero.
So che se stai bene, mi scrivi.
E adesso è passato tanto tempo.
Vedi che abbiamo ancora una storia da percorrere?
“Cosa può esistere più dell’amore tra due persone?
E’ carità” (Pavese)
E’ accettare l’altro in tutti i suoi gesti, nei più diversi da te, e sentirlo un tuo simile, qualcuno che sa davvero guardarti con “simpatia”.
Perché ti vede come un altro essere umano, proprio come se stesso, presi insieme in questo tremendo compito che è esistere.
Sapere che c’è un fiato che puoi cercare perché si adatta al ritmo del tuo.
Siamo noi, un po’ idealizzati, ma siamo noi.
E poi c’è la distanza, una distanza lunga.
Se riusciamo ad essere così vicini, nonostante questa, vuol dire che ci vogliamo davvero bene.
Ti ricordi quella canzone di Modugno? La distanza spegne i fuochi piccoli, ma accende quelli grandi.
Sono stata a Sanremo a sbaraccare l’appartamento, un lavoro infernale, così ogni tanto andavo a sentirmi i vecchi dischi.
Dio come ti amo!
Fra noi, è finita così…
portavi la mia vita con te.
Te le ricordi?
Lo so che ricordi.
Il tuo sostenermi nello scrivere questo libro è per me fondamentale. Perché nessuno lo sa fare come te.
Sai, penso che ti piace tanto come scrivo…perché ho imparato da te!
Mi raccontavi di Don Piggioli, che voleva dei testi brevi dove le parole fossero essenziali.
Hai sempre odiato tutte le forme di retorica.
Ho avuto un buon maestro.
E le tue lettere e le tue cartoline tutte scritte.
Devo trascriverle per mandartele, ma fino a metà giugno circa non ho tempo. Devo portare il mio scritto ad una psicoanalista che mi faccia una supervisione, non vorrei dire troppe sciocchezze. E’ una persona calma, molto sensibile e umana. L’ho conosciuta quando lavoravo da Zapparoli. Da Zapparoli, forse non lo sai, seguivo dei pazienti in qualità di paziente guarita. Pensa che responsabilità! Non ho retto e mi sono ammalata. C’erano troppi pasticci con lui, era il mio terapeuta e – a lui non lo potrei dire – ma per lavorare tranquillo aveva mantenuto un trasfert solo positivo, così nell’ingoiarmi tutta la rabbia che avevo di lui me ne ero innamorata. Una mossa classica, contemplata in tutti i manuali fin dai tempi di Freud. Quasi obbligatoria. Ma spetta al terapeuta lavorarci.
E’ anche vero che se uno si sente coccolato, adorato, è difficile rinunciarci. I terapeuti sono persone come le altre.
Adesso è passato molto tempo da quel periodo, sono tornata da Zapparoli per la mia depressione e ci vado molto tranquilla. Tra poco, a giugno, avrò finito. Ho cambiato le medicine e adesso sto bene. Ho perso quella stanchezza infinita che si sente in depressione. Riesco a fare le cose e sono contenta. Si è sempre contenti quando si vede che si combina qualcosa. Soprattutto io che non ho mai combinato niente. Mi sono curata, ed è stato un gran lavoro. Fortunatamente i miei avevano lavorato tanto da permettermelo. Come sapessero. Se no, non so cosa avrei fatto.
La Ri sta bene, a momenti è abbatuta per M., ma ha ripreso la sua vita di pranzi e parrucchieri. La Ri è proprio una persona specialmente umana. Quando parla con te, anche se parli di te, ti ascolta davvero e ti vede. Ti ricorda, telefona, mantiene i fili.
Anch’io mantengo i fili e il mio con te è una robusta corda d’acciaio, che non è nata pronta così, ma si è formata a piccoli pezzi che sono la nostra storia.
Una lunga storia che ci permette di essere ancora insieme, io e te, tu e me. Ci teniamo per mano. E dalla stanza dove viviamo andiamo in giro per il mondo.
Hai visto la partita Juventus Real Madrid? Mi è piaciuta molto. Deve essere migliorata la mia capacità di simbolizzazione perché adesso capisco dove è la porta che devono fare goal. Aspetto Milan Juventus e parteggio per la Juventus, gioca meglio e poi il Milan è di Berlusconi. Forse leggerai sul giornale le sue varie sparate. Pare che i consensi stiano diminuendo perché il costo della vita si è molto alzato.
Non te ne importerà granché, ma te lo racconto.
Non so raccontare i fatti, ma solo cose intime.
Sono una persona unidimensionale.
Aspetto la tua lettera.
Ti amo molto e ti abbraccio.
Un abbraccio alla carissima S. e a B. che ho saputo stampa le mie lettere. chiara
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