DUE POESIE GRAZIOSE E BELLE DI DONATELLA D’IMPORZANO DEL TEMPO IN CUI SCRIVEVA IN RIMA

 

Stanziale

 

Sono felice

Perché è ancora agosto.

Delle mie ferie

non pago mai il costo.

io che rimango

fisso in città

posso spassarmela di qua e di là.

Dormo al mattino

fin quando mi piace;

mi guardo allo specchio

e lui mi compiace.

Penso con gioia:

tranquillo io sto qui

mentre per gli altri

non è mai così.

Devono fare

le sudate vacanze

e divertirsi,

magari un istante;

poi fare foto,

conoscere gente

di cui in fondo

non gli importa niente.

Cielo d’agosto:

una stella cadente

accende di gioia

la nostra mente.

Cielo d’agosto,

non parto mai più:

io qui sto bene

e guardo all’insù.

 

 

 

Gioventù

 

Quand’ero giovane

fui conquistata

dalla speranza

d’una grande ondata:

pace, benessere

in abbondanza,

amore , gioia e fratellanza.

Abbasso i padroni,

viva la gente;

non più barriere

ma solidi ponti,

che ci congiungano

senza più affronti.

Niente più guerre,

abbasso i “caimani”,

mettiamo su un mondo

con le nostre mani.

Dicevano in tanti:

spargiamo fiori,

non più violenze,

non più oppressioni,

che l’uomo diventi

per l’altro uomo

un buon fratello

e chieda perdono

per tutti i delitti

e le cose cattive

che in tanti secoli

hanno fatto soffrire.

Che la natura

ci sia sorella,

che la gallina

non cuocia in padella;

che gli alberi siano

nostri amici

insieme a ginestre,

rose e lombrichi.

Di tutto questo

ben poco rimane,

ma nel mio cuore

e nella mia mente

penso che quello

era un mondo decente.

 

 

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3 Responses to DUE POESIE GRAZIOSE E BELLE DI DONATELLA D’IMPORZANO DEL TEMPO IN CUI SCRIVEVA IN RIMA

  1. nemo scrive:

    Uhh, Donatella! Brava, brava. Divertenti e sagge, con il giusto contenuto ‘filosofico’, come si addice alla bella poesia.

  2. diletta luna scrive:

    D’accordo perfettamente con nemo, anche a me piacciono molto le osservazioni filosofiche nella poesia. Però com’è che esiste una Donatella di un tempo in cui scriveva in rima ed una di adesso che in rima non scrive più? La poesia non deve mai perdere…niente!

    • Chiara Salvini scrive:

      Ti rispondo come secoli fa in Brasile mi ha risposto il pediatra di F. : gli raccontavo che la piccola ogni tanto faceva così, ma poi cosà…una cosa lunga. Lui mi ha lasciato parlare fino alla fine, poi ha aperto la bocca e mi ha detto: “Cara Donna Chiara, i bambini sono mutevoli!” Come gli adulti, aggiungo io.

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