(IN LAVORI) SPERO NON ME NE VORRETE SE VOGLIO COMINCIARE L’ANNO, QUESTA E’ LA NOTTE DEL PRIMO DI GENNAIO, IN VERITA’, CIOE’ L’ALBA DEL SOLE O PIOGGIA -PARE- DEL DUE MA FACCIAMO DI CONTO…ECCO, DICEVO, SE COMINCIO IL 2002 “STANDO UN PO’ ASSIEME” ALLA NOSTRA COSTITUZIONE CHE PURTROPPO CONOSCO POCHISSIMO, NON SO PERCHE’ HO QUESTO BISOGNO, MA MI PARE CHE MI PORTI BUONO O, MEGLIO, CHE MI FACCIA PIU’BUONA E CHE POSSA PORTARE UN GRAN BENE A TUTTI, GRANDI E PICCINI. NON STO TROMBONANDO, MA VORREI FARE DEI GRANDI AUGURI ALL’ITALIA, A NOI CIOE’, PERCHE’ DOBBIAMO TUTTI DARCI UNA MOSSA SEGUENDO LA PARABOLA DEI TALENTI: “CHI HA RICEVUTO DI PIU’, PIU’ MOSSE DEVE DARSI”. MA COMINCERO’ COSI’…

 

…DALL’ APOLOGO DI MENENIO AGRIPPA DEL GRANDE STORICO LATINO TITO LIVIO.

LIVIO, pensate, E’ NATO A PADOVA, aiutatemi…non so l’italiano, figurati i dialetti, ma voglio scriverlo…” l’è xè veneto, un polentòn…!”: è nato cinquant’anni circa prima di Cristo ed è morto nel 17 d. C.  Tra lui e noi ci sono oltre duemila anni, ma credetemi, scrive benissimo, poche parole e vi dice tutto…altro che i miei titoli, per dire solo quelli! Prometto prometto e giuro su un calzino di Nicolò (nipote) che nel 2002 sarà il mio modello…così viaggeremo in due, Livio-Chiara, mi sembra meglio ANCHE PER VOI, che ve ne pare?

 

TESTO LATINO

Plebs romana, quia patrum (senatori) arrogantiam impatienti animo tolerabat, urbem reliquit et in Montem Sacrum secessit, ubi castra posuit et complures dies ibi mansit. Quia magna pertubatio in urbe erat, patres plebis iram placare statuerunt et Menenium Agrippam, virum praestantis eloquentiae er populo carum miserunt. Agrippa, ubi ad plebem venam narravit. << Olim – dixit – corporis artus ob desidiam et inertiam ventris coniuraverunt et sic statuerunt: ” Manus ad os cibum non portabunt, dentes cibum non mandent nec ventri inerti et otioso alimentum praebebunt”. Communi consilio (decisione) omens obtemperaverunt neque ullus artus cibum ventri suppeditavit. Sed mox totum corpus ad extremam tabem perenit, quia sine ventris alimento vires omens deficiebant (venivano meno). Tunc artus cum ventre pacem fecerunt et totum corpus reviscere potuit (poté) >>. Hac fabula Agrippa animos omnium flexit et plebem in urbem revocavit.

 

sono riuscita a lasciarvi di stucco con il “mio” latino? o VOI, IL LATINO, LO MASTICATE COME IL TABACCO?

Come vedete è un latino che viene con il suggeritore: figo fichissimo, direbbe mia figlia! E figo sia! Ma da noi, “figo” vuol dire fico o fichi, quella meravigliosa frutta che sbrodola miele da tutta la bocca…presi tiepidi dal sole … e mangiarli uno dopo l’altro.

Tranquilli, c’è anche la traduzione: ma ne ho trovato una che la contava su spappolando tutto dove passava così, se mi date una mano, mettiamo insieme quattro parole…tanto tra noi vogliamo solo capire l’essenziale… poi arriva la Do (Donatella) o Nemo o Diletta e…tra di loro…sia ben chiaro…fanno una vera traduzione colta…noi dobbiamo solo barcamenarci a capire perché proprio stamattina alle tre ce l’ho con Menenio Agrippa. Cosa mai vorrò dirvi?

 

Traduzione mio col vostro aiuto:

 

La popolazione romana, cioè la gran massa di tutti noi, non sopportavano più le varie manovre che i suoi governanti (chiamati “senatori” e Senato, il governo, ma non importa), dicevo, non sopportavano le manovre che, questi al governo, facevano per tirar su soldi sempre dagli stessi (debiti su debiti con tutte quelle guerre! ve lo ricordate il famoso “debito pubblico” che ci mangia un sacco di soldi al mattino appena ci laviamo…?), mentre loro, quelli del governo,  se ne tiravano sempre fuori ( “arroganti”) senza mai toccare i loro privilegi.  D’accordo, far scucire loro un po’ di quattrini non sarebbe stato granché per le casse dello stato…meglio 50 centesimi a tutti che siamo tantissimi..e loro pochi, come si sa…tiritera solita:…”con la globalizzazione sono sempre più pochi i ricchi ma lo sono da capogiro, e sempre più tanti quelli che se la passano così-così-a volte-male-molto-male”…Ma, insomma, anche se non migliorerebbe di molto il nostro debito, vuoi mettere la soddisfazione di farli scucire anche loro? Magari in video-visione. E poi, quando la barca può affondare, tutto serve: quindi “che scuciano!”…Ma – attenzione –  loro se lo devono decidere da soli! Come dire: ” non paghiamo più la benzina così alta…perché non l’abbiamo deciso noi! o niente IMU!

Ma il governo romano era molto esperto (“pane e volpe” direbbe un certo Franchino, un non-collaboratore al blog) e pensò bene di prendere uno di loro, un senatore, uno di quelli che la vendeva meglio…ma conosciuto e amato dalla plebe cioè da noi…uno cui portare rispetto, che già non è poca cosa…e lo mandò a parlar loro  sul Monte Sacro, una delle tante colline di Roma, immagino, dove il popolo si era rifugiato proclamando uno sciopero generale.

Questo è il discorso-breve-sintetico- trasmesso…come si dice?…a “canali tutti aperti”?- di Menenio Agrippa. Lui parla a’ figlia perché suocera intenda…

Ma zitti, ascoltiamo: “Un giorno, i vari organi del nostro corpo, in lotta con il nostro ventre che se stava in panciolle bello grasso-disteso-molle senza fare niente (insomma non produceva …), decisero lo sciopero: senza poter andarsene sul Monte Sacro , cominciarono però le mani a non portare più cibo alla bocca, i denti non avevano niente da masticare e…così via…finché la pancia piano piano rimase bella vuota. Gli altri organi se la godettero un sacco a vederla così agitata, smessa l’inerzia era arrivata la fame e piano piano quella fame nera…E gli altri organi fermi e duri nella protesta, la lasciavamo smaniare e osservavano “cosa ci azzeccavano” con loro tutte quelle storie e suoni e lamenti che venivano dalla pancia vuota. Passando il tempo.., gli organi si accorsero di stare ciocchi-ciocchi, ciondolavano andando in giro, sbandavano qua e là…insomma alla fine deperirono!

Qual’è la gran morale? Tutti siamo necessari, anche quelli che sembrano non aiutarci in niente. Un tempo, quando ero ragazza, lo consideravo, questo, il miglior sistema per fottere il popolo e in più farlo star zitto contento. Oggi, che siamo a tutte le frutte e le abbiamo anche passate, direi piuttosto: “mettiamoci tutti assieme a fare un grande sforzo, ma quelli più grossi di noi e più in alto di noi, ci facciano da guida, da specchio”…Solo che mi sembra anche che quelli lassù, governanti e possidenti, vivano talmente in una aria rarefatta che i nostri problemi…come Maria Antonietta, regina di Francia…se diventassero generosi dalla paura, finirebbero per porgerci due briosche che, per carità, col latte al mattino…..possibilmente calde…ma…capisci subito che non sanno neanche come siamo fatti e di cosa abbiamo bisogno!

Certo siamo tutti sulla stessa barca e la barca deve andare…ma…ma mi sono infilata nel ginepraio di questo apologo e non ne esco più!, soccorso soccorso…certo avevano pochi giorni…il precedente governo aveva preso impegni con l’Europa, stare nell’euro è la salvezza… ma anch’io, poor tapìn, vorrei  star meglio di così…il Presidente parla anche molto bene, mentre lo ascolto mi lascia meglio…mi convince…ma…
mi sa che stamattina non esco dai “ma”!…Lascio lì, e aspetto il vostro aiuto. Mi sento tirata da tutte le parti per cui vai come sonnambulo: “manovra necessaria, paghiamo sempre gli stessi, come finirà, spread spread spread…anche nei nostri sogni-incubi – un po’ a destra un po’ a sinistra…subito al centro oibò!…e tutti gli eccetera necessari con i quali vi lascio e me ne torno nei miei stracci, come si dice da queste parti.

 

Cosa volevo dire, prima di tutto a me stessa e, poi, se vi riguarda, anche a voi con la storia di Menenio Agrippa, all’alba di questa mattina, adesso lo so: era mia intenzione iniziare con i principi di base della Costituzione, ma la situazione di oggi, più che la mano mi ha preso alla gola, sono preoccupata e ho difficoltà a dare un giudizio su questa manovra. Un giudizio che rispetti la mia coscienza.

 

AGGIUNTA DI DOMENICA MATTINA OTTO GENNAIO: io sono molto contenta che si cerchi di far pagare le tasse a chi sta molto bene e non le paga, quando tutte le buste paga sono obbligati a pagarle… già, le tasse sono trattenute prima di ricevere lo stipendio e così immagino sulle pensioni (non ho pensione)…ma ci pensate che cosa pazzesca…uno, cioè la grande massa le paga senza alcuna possibilità di scelta, mentre chi ha mezzi…può scegliere di pagare e di non pagare! E in gran parte cosa sceglie secondo voi? “Accà nisciuno è fesso!, antica morale. Questo è il segno più lampante che il nostro sistema fiscale è ingiusto e serve a far sì che chi è classe media diventi sempre meno classe media, e chi sta bene stia sempre meglio. Ho parlato con un direttore di banca e mi ha detto che-adesso che si sa delle tasse, ma anche già prima quando si ventilavano- “che noi non riusciremmo mai ad immaginare quanto capitali vengono tolti dalle banche per espatriare”.

Io sono contenta e voi? In giro c’è tanta rabbia per Monti, la sentite anche voi? Una signora mi ha detto :”Speriamo che crepi presto!”. Ma perché non mi scrivete anche “un rigo appena”?

 


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