L’ANALISI / LA LEGGEREZZA DI GIORGIO GABER

 

 

 

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AVVISO: a volte bisogna fare due clik perché parta la musica.

 

La leggerezza

by Giorgio Gaber

Hop, hop, hop,
com’è misteriosa la leggerezza,
hop, hop, hop,
è una strana cosa, è una carezza
che non vuoi,
hop, hop, hop,
butta via il dolore, la pesantezza,
hop, hop, hop,
cerca di inventare la tua leggerezza
e volerai.

Anche per oggi non si vola,
una folla enorme che mi tira per le braccia,
che mi frena, una folla che mi schiaccia
con tanti parenti abbarbicati amori attaccati
e tanti problemi e tante zie sempre malate,
che risate!

Questo pacco di coscienza
come lo sento, mi dedico a tutti
con la mia riconoscenza
io li abbraccio e mi sgomento
c’ho anche un cane come son contento,
no, no, no!

Hop, hop, hop,
com’è misteriosa la leggerezza,
hop, hop, hop,
è una strana cosa, è una carezza
che non vuoi mai.

Prova a sollevarti dal suolo
almeno di due dita,
non aver paura del volo
leggero come…

Hop, hop, hop,
butta via il dolore, la pesantezza,
hop, hop, hop,
cerca di inventare la tua leggerezza
e volerai.

Anche per oggi non si vola,
una cassa enorme che mi porto sulla schiena
che mi schiaccia, un cassa tutta piena di libri,
di oggetti accatastati, di libri ingialliti, di carta stampata,
c’ho una cassa sulle spalle,
che palle!

Questo pacco di coscienza
com’è ingombrante, c’è proprio tutto
dalla logica alla scienza,
da Mercuse fino a Dante,
c’è anche Fellini com’è pesante,
no, no, no.

Hop, hop, hop,
com’è misteriosa la leggerezza,
hop, hop, hop,
è una strana cosa, è una carezza
che non vuoi,
hop, hop, hop,
butta via il dolore, la pesantezza,
hop, hop, hop,
cerca di inventare la tua leggerezza
e volerai.

 

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5 Responses to L’ANALISI / LA LEGGEREZZA DI GIORGIO GABER

  1. Salvatore scrive:

    Non ci crederai, ma io non la conoscevo. Da ora in poi diventerà il mio inno. Io, invece, ti voglio citare un passo tratto dalle “Lezioni americane” di Calvino. Il tema è la leggerezza.
    “La gravità senza peso di cui ho parlato a proposito di Cavalcanti riaffiora nell’epoca di Cervantes e di Shakespeare: è quella speciale connessione fra melanconia e umorismo, che è stata studiata in “Saturn and Mekancholy” da Klibansky, Panofsky, Saxl. Come la melanconia è la tristezza diventata leggera, così lo humor è il comico che ha perso la pesantezza corporea (quella dimensione della carnalità umana che pur fa grandi Boccaccio e Rabelais) e mette in dubbio l’io e il mondo e tutta la rete di relazioni che li costituiscono.
    Melanconia e humor mescolati e inseparabili costituiscono l’accento del Principe di Danimarca… Jaques in “As You Like It”, così definisce la melanconia (atto IV, scena 1):
    … è la mia peculiare malinconia composta da elementi diversi, quintessenza di varie sostanze, e più precisamente di tante differenti esperienze di viaggi durante i quali quel perpetuo ruminare mi ha sprofondato in una capriccioissima tristezza.
    Non è una melanconia compatta e opaca, dunque, ma un velo di particelle minutissime di umori e sensazioni, un pulviscolo d’atomi come tutto ciò che costituisce l’ultima sostanza della molteplicità delle cose.”
    Mi sembra che questa riflessione di Calvino definisca bene il concetto di leggerezza che, come suo complemento, inauditamente si sposa con quella che ieri ho definito (attribuendola a me stesso) come “serena malinconia” . E’ bello il capitolo “Leggerezza” delle “Lezioni americane”, davvero. Rileggilo, ne trarrai sicuramente un nuovo godimento.

    • Chiara Salvini scrive:

      Grazie e mille Salvatore, è un testo molto bello che penso di mettere negli articoli dopo aver cercato la Lezione, posso magari aggiungere qualcosa; è un’opera di Calvino che posso dire di non conoscere affatto, anni fa ho solo intravisto trattarsi di un testo molto bello e poi l’ho lasciato lì come tante altre opere importanti. Sul piano della letteratura credo di essere una specie di gruviera con soli buchi perché ormai da tanti anni, mi pare dalla fine degli anni Settanta, leggo solo saggi legati alla mia materia aggiungendo anche che, con questa specie di “specializzazzione”, è più lunga la lista di quello che ho da leggere che quello letto. Per tanti anni sono stata molto fortunata perché anche se mi sdraiavo a fare il riposino, rito necessario alla mia mente che altrimenti alla sera si ingarbuglia per troppi stimoli, passavo questo tempo a leggere. Inoltre dormivo al massimo 4-5 ore per notte. Questo è stato un periodo proficuo per leggere-studiare. Dal ’94-95 dormo anche troppo così “addio cultura” e, invece di questa, “mi” è nata una marmotta che gira per casa e che sono poi io. Mi piacerebbe chiederti se è il tuo profondo riserbo che ti impedisce di rispondere a quello che ti scrivo: forse troppo intimo? Spero non ti sia dispiaciuto però visto che non può che trattarsi che di mie interpretazioni più lontane da te della luna. ciao, buona giornata, qui fa freddo fa c’è il sole (un’impiegata dell’Agenda del turismo di Sanremo) ch.

  2. Salvatore scrive:

    Non ho nessuna intenzione di “lasciare inevase” le cose che scirivi, siano essere pure intime. Il problema è che non le ho lette, probabilmente perché non so dove andarle a cercare. Devo ancora familiarizzare con la topografia del tuo sito, alquanto labirintica per la mia capiacità di orientmento. Sono dispiaciuto di non aver visto le tue considerazioni, ti dispiacerebbe riassumerle di nuovo per favore? Quando le leggerò saprò dirti se si tratta di “tue interpretazioni” o di oggettivi rilievi di dati di fatto. Qui la giornata è stata quasi primaverile, non calda, ma neanche gelida come nella scorsa settimana, il cielo azzurro e l’aria quasi profumata…. ahahahah, non esageriamo… sembrava profumata visto il colore del cielo.

    • Chiara Salvini scrive:

      cicci bello, ti capisco perfettamente, è difficile anche per me, ma basta che tu guardi nei commenti dove c’è chiara salvini per es. il primo mio commento o replica al tuo qui sotto: in grassetto c’è chiara salvini, poi nella prima riga c’è “inviato ol 22-02-2012 alle 9:10/ in replica a Salvatore”. Mie risposte ce ne sono quante tue scritte, meno la prima cosa che tu hai scritto che è stata messa negli articoli con il titolo : “un nuovo collaboratore, salvatore— del 10 febbraio” Adesso verifico, dovrebbe esserci anche un avviso dove dico che il tuo articolo è stato messo al 10 febbraio perché avendo mantenuto il…be’ lascia perdere, è inutile che ti spieghi… Devo prima mandare questa “replica”(!! attenz. alle parole di questo aggeggio infernale) perché se lascio lì mi si cancella tutto! ciao mio bell’antico amore ora amico caro, ch

      caro Salvatore, ho controllato e, se per i commenti è giusto quello che ti ho detto, o almeno ne sono quasi sicura, non è così per gli articoli o meglio il tuo articolo: devi andare in “archivi”, sulla destra, verso il fondo della pagina, prima del numero dei visitatori, e schiacciare “febbraio 2012” poi andare al 10 febbraio e trovi il titolo che ti ho detto. Forse mi hai fatto capire che dovrei mettere un testo per tutti su come muoversi perché chi non ha già un blog…! Anche la Do, che poveretta mi ha seguito fin dall’inizio, si muove con il tipico atteggiamento di chi manovra una bomba pronta ad esplodere! Certamente, non devo neanche dirlo, se con le mie spiegazioni non trovi quello che ho detto, ovviamente riscrivimi, te le farò spiegare da M. che è enormemente più chiaro di me, ma…prima con estrema fatica dovrei spiegarle a lui, perciò spero tu capisca perché sei senz’altro più sveglio! M. ha quest’anno 72 anni ma di testa….

  3. Salvatore scrive:

    Almeno una cosa l’ho capita, sempre con l’avvertenza di non sopravvalutare la mia capacità di comprendonio: c’è una distinzione di base fra “articoli” e “commenti”. Io non mi ero reso conto di aver scritto un articolo, sarà per questo che non mi ritrovavo? In ogni caso, ieri sera, dopo aver chiuso il commento che c’è qui sopra, sono andato a esplorare il sito e … ho scovato quello che hai scritto sul mio conto, o meglio sul nostro conto ormai “scaduto” (absit iniuria verbis!). Immagino che sia tu a decidere se le mie “pensate” debbano essere considerate “articoli” o “commenti”, ma ti prego non mi fare più articolista di quello che sono. Su quelle tue riflessioni che tu ritenevi che io avessi “snobbato”, dov’è che scrivo? Voglio dire: in quale sezione di questo sito? M. lascialo pure tranquillo, se ti va comunque porgigli i miei saluti e digli che mi sembra inverosimile che un mio quasi coetaneo abbia 72 ann! Che io sia rimasto troppo affezionato a quando ne avevo 25 di anni?
    Non me ne sono mai reso conto, ma è proprio così. D’altra parte, rumango convinto che la vera età di una persona sia quella che uno si sente addosso… e può variare da un giorno all’altro.

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