OGGI DESIDERO MOSTRARVI IL MIO TERRAZZINO, HO APPENA VISTO LE FOTO E “A MAMMA SUA…” PARE BELLISSIMO, MA SE CHIUDETE E ANDATE A PRENDERE UN PO’ DI SOLE INVERNALE NON MI OFFENDO.

una scultura di vero limone che ad occhi maliziosi appare un po’ osceno

 

roselline bianche un po’ da fiorire e un po’ sfiorite regalo di Paula e ciclamini rosso fuoco di Pia, qui non c’era già più il sole ed è tutta un’altra musica

questo trionfo di prezzemolo invernale è dono della Donatella

 

 

avete già visto dei limoni grossi su un terrazzino? risposta: Noooo!

si tratta di mandarinetti cinesi, sono sparsi sulla pianta perciò sembrano pochi

 

 

Come potete osservare da soli, si tratta di un fotografo di grande professionalità…

Il terrazzino è un terrazzino di circa sei metri per uno, si trova al primo piano e dà su una specie di cortile dove ci sono dei posti macchina, ha una balaustra di ferro battuto nero veramente bella dei primi Novecento, ma non mi pare si veda nelle foto. Non temete, non ci sarà una nuova puntata per la balaustra! Pur essendo esposto a sud, ha intorno dei palazzi abbastanza alti per lui, per cui prende circa due ore di sole. Ho fotografato solo dove c’era un po’ di colore di cui si sente sempre un gran bisogno, del colore e della bellezza, anche se lo dico sempre.

 


 

le primule più a buon prezzo che ho trovato ma da vicino sembra gigantesche

 

qui i colori sono delicati anche perché la pianta dai fiori rossi deve ancora fiorire: in                                          questi giorni di Siberia anche a Sanremo è inverno

 

Adesso passiamo in cucina:

 

 

Questa è la prima orchidea fiorita della stagione: ho una straordinaria coltivazione di orchidee bianche (mia sorella compra solo orchidee bianche e quando non hanno più il fiore me le regala e se ne compra un’altra fiorita) che guardo amorosamente varie volte al giorno sentendomi il proprio Nero Wolfe (un detective)… no, parlare non parlo anche se bisognerebbe farlo, non sono stupidaggini, la scienza ha scoperto il linguaggio delle piante e la loro reazione agli umani; farvi conoscere queste ricerche (evidentemente per chi non le sa già, al quale, approfittando, chiederei gentilmente di scriverci per pubblicare le sue conoscenze) è uno dei miei milioni di progetti, tutti ordinati in cartelle vistosamente rosse con grandi etichette bianche, addirittura scritte da un architetto perché lo meritano (io con la mia scrittura sciuperei tutto il loro splendore) : ne ho nove, per adesso, ogni cartella avendo uno spessore di una mano grassoccia come la mia messa in verticale compreso il suo tozzo pollice. Se non riesco a trovare dei collaboratori per dividere il lavoro, io poi così malatticcia fin dall’infanzia (mia mamma mi chiamava “L’ansenìn de centu ciaghe” che vuol dire “l’asinello dalle cento piaghe”), avendo sempre poco tempo per le inverosimile cure quotidiane e poco fiato per la vecchiaia, insomma, se non mi soccorrete voi, dovrò vivere  mille e un anno, come del resto succede a tutti gli ansenìn de centu ciaghe,  per comunicarvi tutto quello che vorrei e che va ben oltre queste magnifiche cartelle appena comprate. Se dovessi contarle tutte, quelle dello studio che, già piccolo, per l’accumulo degli accumuli,  rimpicciolisce sempre di più, cartelle, vecchie e vecchissime e così così, be’ non voglio azzardare perché non ho nessun occhio (in senso figurato), ma a cinquanta ci arriviamo. Prometto, visto la vostra naturale frenesia di conoscerlo, un giorno farò delle foto del mio studio e sono certa che non potrete credere che un essere umano, per quanto un  po’ bestiale e vegetale come avrete capito, possa vivere in un tale disordine. Non me ne vanto, sia chiaro, ma tantè: poi  adesso, qualche mese fa, ho preso la tragica decisione di fare ordine…, come succederà anche nella vostra vita, non a tutti lo so, esistono gli ordinati perfetti… come mia sorella che abitando sopra di me e passando un attimo tutti i giorni….Ma adesso vi dico un segreto, tratto niente che meno dall’opera del grande Freud (sempre “fino” citarlo sia in un salotto buono come in un’osteria): nell’ “analisi dell’uomo dei topi”, ne sono quasi certa, è passato tanto tempo, in un passo si riferisce alle persone maniache dell’ordine che, a suo dire, a fare ordine sono, in realtà, costrette dal fatto che, avendo un gran disordine dentro la testa, senza saperlo si illudono di curarsi facendo ordine fuori, ma non si curano mai, ovviamente, perché sbagliano obbiettivo (ordine fuori e non dentro da dove origina il disagio); questo “disguido” li obbliga a farlo sempre, senza mai poter finire: solo facendo ordine si sentono meglio, ma il benessere è breve e il giorno dopo ricomincia il disagio e il bisogno di ordine… e così via la ruota va avanti eternamente. Inutile dirvi che per quel maschilista di Freud, il genio in questo non serve, il  modello da cui deriva quest’analisi sono le cosiddette donne di casa perfette…magari proprio dalla sua cara moglie attanagliata con catene a questo martirio proprio da lui e dai suoi vari figli di cui mi sfugge il numero in questo momento. Vi offro così una consolazione se siete disordinati come me, e, più che una consolazione, una vendetta: quando vedete altri affannarsi tanto dietro una casa (tanto diversa dalla vostra!) basta che pensiate, uomo o donna che sia: “povero-a  neurotico-a  ossessivo-a, parola di Freud!”. Un giorno, con più tempo, vi indicherò il volume e la pagina, per verificare. Parola di chiara!

 

Ultimo ultimissimo: cercando le foto ne ho visto alcune del figlio di mia figlia Fru: pensate che un cuore di pseudo-nonna anche ribelle possa resistere a mostrale a tutti?


guardate voi se questo tenero bambino (tre mesi al 20 – adesso) non vi chiede gentilmente, e anche con un po’ di umorismo e di leggero spavento negli occhi, di bracciarlo stretto stretto per sempre!….finché è un piccolo pupo, si capisce.

nota della pseudo-nonna che tale è per davvero: vi mostro una prova infallibile. Questa sera, mia sorella, cui mostravo le foto recenti di Nicolò, ha visto una foto di un bambino (ben incorniciata – lì dal computer – proprio sopra la mia testa per cui lo vedo subito appena la alzo) e mi ha domandato se era Nicolò: “no, è un bambino che neanche conosco, nipote della parrucchiera che mi ha mostrato la foto e donata, ormai sarà grande…): se questa non è una prova che adoro i bambini tutti anche se non nipoti…!!

Scusate, non rileggo, lo farò domani, non si capirà, meglio non leggerlo comunque, mi aspetta un morbido letto ortopedico (solo il materasso!) con ben due scaldini, due giornali e un libro: voi sapreste resistere a tanto piacere o fareste questa cosa pedante che è correggere un testo che vi è sgorgato dal cuore con tutte le sue vene?

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2 Responses to OGGI DESIDERO MOSTRARVI IL MIO TERRAZZINO, HO APPENA VISTO LE FOTO E “A MAMMA SUA…” PARE BELLISSIMO, MA SE CHIUDETE E ANDATE A PRENDERE UN PO’ DI SOLE INVERNALE NON MI OFFENDO.

  1. nemo scrive:

    I terrazzi, la casa, il luogo sono un eden che apprezzi.

  2. Salvatore scrive:

    Dalle tue foto si capisce perché molti “emigrati” liguri a Milano, a un certo punto della loro vita, decidano di ritornare al nido originario. Parlo del fatto che Milano d’inverno, i suoi terrazzi, non consente di godersi un profluvio di colori e di piante rigogliose quali quelle che ci hai mostrato. Sulla mia terrazza sono tristemente allineati dei vasi in cui non vegeta alcuna vita, tranne uno in cui sopravvive pervicacemente una pianta di alloro. Il colore dominante è il bianco della neve che non si è ancora sciolta. L’unica consolazione è che so che con l’arrivo della primavera le rose metteranno i boccioli, la plumbago risorgerà dal suo letargo e miracolosamente anche un piccolo melograno che sembrava stecchito rimetterà su delle tenere foglioline verde pallido. Allora mi verrà di nuovo voglia di dedicarmi alle mie piante e mi curerò di sostituire quelle che sono morte davvero. Anche io avrò la mia esplosione di colori, ma solo a primavera inoltrata, quando sul tuo terrazzino si affolleranno api e farfalle.

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