ARTICOLO INFORMATIVO: 1. MONTI: “DDL SUL LAVORO NON SI TOCCA”. 2. LA MODIFICA DELL’ARTICOLO 18 NELLA RIFORMA FORNERO. 3. TESTO DI LEGGE DELL’ARTICOLO 18 (STATUTO DEI LAVORATORI, 1970)

DAL SITO AGI.IT  (AGENZIA GIORNALISTICA ITALIANA)
20:17 24 MAR 2012

corsivi di chiara


OGGI, ALLA SECONDA GIORNATA DELLA CONFCOMMERCIO A CERNOBBIO, IN BREVI

CITAZIONI

IL DISCORSO DI MARIO MONTI SULLA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO E SUL PAESE.
 

 

 

(AGI) – Cernobbio, 24 mar. – La riforma sul mercato del lavoro non e’ suscettibile a incursioni: “La formula ‘salvo intese’ significa salvo intese fra membri del governo e capo dello Stato”. A chiarirlo il premier Mario Monti dal Forum Confcommercio di Cernobbio. “Nessuno si illuda – avverte il premier – che significhi che forze importanti che abbiamo ascoltato, ma esterne al governo, possano in qualche modo intervenire”. Si tratta cioe’ di “un processo di affinamento di un testo complesso ma non e’ aperto a contributi esterni”.


Insomma ora la parola spetta al Parlamento. Monti rincara quindi la dose: “In passato sono state ascoltate troppo le categorie” perche’ la politica cercava consensi a tutti i costi. E, ora, “credo che sono stato chiamato per rimediare ai mali fatti nei decenni mentre io non sono stato chiamato per cercare il consenso”. “Qualunque sia l’esito di questo governo, che mi auguro sia positivo, non cerchero’ il consenso che non ho cercato fino ad adesso”, spiega.

Sulla decisione della Cgil di non revocare lo sciopero Monti non si sorprende: “Non mi aspetto che ci sia una revoca, mi dispiace, ma credo faccia parte della fisiologia normale dei rapporti sociali”.Il capo del Governo pero’ a Cernobbio non ha parlato solo di lavoro ma anche di crescita e fisco. Sulla tasse vuole precisare: “Abbiamo dovuto aumentarle, non potevamo fare diversamente” e il motivo e’ stato “la colpevole tardivita’”, in passato, a compiere passi decisivi contro la crisi. Cosi’ ora e’ piu’ difficile “mettere l’Italia sul sentiero della crescita e sulla diminuzione delle tasse”.

“Non prometto a nessuno crescita nel 2012, avremo meno recessione”, prosegue il premier secondo cui bisogna dare tempo al tempo: “Nei confronti dei politici che verranno, invito fin da ora ad avere pazienza” perche’ ci sara’ bisogno di sostegno ad operazioni molto lunghe. “Non illudiamoci”, da una crisi che e’ stata “costruita in decenni” di non decisioni “non se ne esce in 5 mesi o in un anno”.

Dunque bisogna fare attenzione a non abbassare la guardia perche’ il rischio contagio e’ dietro l’angolo: c’e’ preoccupazione per l’aumento dei tassi di interesse della Spagna. “La Spagna – dice – ha fatto una riforma del lavoro senza consultazioni, ma non ha prestato pari attenzione ai conti pubblici. Sta dando a tutta Europa una grande preoccupazione perche’ i suoi tassi di interesse salgono e basta poco per ricreare fenomeni che attraverso un contagio si possono propagare a noi. E’ una cosa molto sgradevole, ci farebbe tornare indietro di mesi”. (AGI) .

 

INTERVENTO RIASSUNTO DELLA FORNERO SENZA CITAZIONI.

 

Fornero: riforma perché aziende non lascino l’Italia

Sabato, 24 marzo 2012 – 09:49:00
FONTE: AFFARI ITALIANI.IT
Affaritaliani.it è un quotidiano italiano online con sede a Milano. La proprietà del giornale è della Uomini e Affari srl, il cui socio di maggioranza è Angelo Maria Perrino, fondatore e responsabile della pubblicazione.

 

 

L’articolo 18 “non ha senso che sia abolito. C’e’ una parte anzi che e’ stata rafforzata” ma sono stati fatti degli aggiustamenti. Lo ha precisato il ministro del Welfare, Elsa Fornero, intervenendo al Forum Confcommercio di Cernobbio. “Oggi e’ particolarmente difficile licenziare – ha detto il ministro – l’art. 18 non puo’ essere abolito anzi la parte dei licenziamenti discriminatori e’ stata rafforzata. Ci sono pero’ anche ragioni economiche e oggettive e noi qui partiamo dal presupposto che non tutti i datori di lavoro siano cattivi. Comprendiamo l’esigenza di aggiustare la manodopera nelle piccole imprese. In questo caso non ci sara’ piu’ un giudice ma un indennizzo relativamente alto, da 15 a 27 mensilita’.

“Debbo dire che c’è un pò di rammarico da parte mia che alla fine la riforma non è condivisa pienamente, ma è una buona riforma”, ha aggiunto il ministro del Welfare: “La riforma del mercato del lavoro «non poteva non generare contrasti, passioni, diciamo antagonismi – ha aggiunto – ma anche concordia e noi questa concordia l’abbiamo cercata senza mai esasperare i toni”. Tornando sul tema più dibattuto, quello della modifica all’articolo 18, Fornero ha sottolineanto che non c’è “nessun motivo per creare tensioni sociali sul nuovo articolo 18, perchè non sono stati calpestati diritti”.

 

 

 

SEMPRE DAL SITO AGI.IT INFORMAZIONE SULLA MODIFICA DELL’ARTICOLO 18

 

20:24 23 MAR 2012

 

(AGI) – Roma, 23 mar. – Indennizzo fino a 27 mensilita’ o reintegro nei casi gravi per i licenziamenti disciplinari ed estensione dell’articolo 18 a tutte le imprese, anche quelle sotto i 15 dipendenti. Sono questi alcuni dei pilastri portanti della riforma del mercato del lavoro, per quanto riguarda l’articolo 18.

LICENZIAMENTI DISCRIMINATORI

Le conseguenze restano quelle dell’attuale articolo 18, condanna del datore di lavoro qualunque sia il numero di dipendenti occupati a reintegrare il dipendente al posto del lavoro e a risarcire i danni retributivi (con un minimo di 5 mensilita’), nonche’ a versare i contributi previdenziali e assistenziali in misura piena. Il dipendente puo’ chiedere al datore di lavoro, al posto del reintegro, il pagamento di un indennita’ pari a 15 mensilita’.
La tutela nei confronti del licenziamento discriminatorio resta quindi “piena e assoluta”.

 

LICENZIAMENTI DISCIPLINARI

E’ previsto un indennizzo o il reintegro. Il giudice puo’ decidere tra il reintegro nei casi gravi (oltre al risarcimento dei danni retributivi entro un massimo di 12 mensilita’) o un’indennita’ tra le 15 e le 27 mensilita’ a seconda dell’anzianita’ del lavoratore.

 

LICENZIAMENTI PER MOTIVI ECONOMICI

La norma prevede un risarcimento economico che va da un minimo di 15 mensilita’ a un massimo di 27 mensilita’ dell’ultima retribuzione. E’ fatta salva la facolta’ per il lavoratore di provare che il licenziamento e’ stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari, nei quali casi il giudice applica la relativa tutela.

 

 

L. 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei Lavoratori)L. 20 maggio 1970, n. 3001. Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale edell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento.

 

Art. 18. Reintegrazione nel posto di lavoro.

1. Ferme restando  l’esperibilità delle procedure previste dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell’articolo 2 della predetta legge o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo, ovvero ne dichiara la nullità a norma
della legge stessa, ordina al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di quindici prestatori di lavoro o più di
cinque se trattasi di imprenditore agricolo, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Tali disposizioni si applicano altresì ai datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, che nell’ambito dello stesso comune occupano più di quindici dipendenti
ed alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale occupano più di cinque
dipendenti, anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non
raggiunge tali limiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e non
imprenditore, che occupa alle sue dipendenze più di sessanta prestatori di lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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