DAL BLOG DI NEMO: CONVERSAZIONE CON ALDO NOVE APRILE 2014 (rivista “ATTI IMPURI” N.4 APRILE 2012

 

 

 

Aldo Nove: ” Basta ego, via “
“””… […] D. La scrittura contiene in sé l’ idea che possa e debba essere anche un atto di prepotenza verso il proprio tempo, e non d’ evasione. Porta scriveva: ‘ All’ inizio ho cercato di intervenire in questa situazione con azioni terroristiche; i versi erano come bombe che dovessero portare luce in una stanza: luce ne hanno portata, ma si è visto che tutti erano morti, oramai, e forse lo meritavano ‘ . R. < Ci sono dei limiti umani, a me sembra abbastanza giusto il Codice Civile e il Codice Penale. Col linguaggio hai molte più possibilità, è un laboratorio più libero. Le prime cose di Porta, non certo Melusina ad esempio, erano martellate sui denti, le senti. Non leggo cose d’ evasione, mi annoio. Vado nelle pratiche umane se voglio evadere, non nella letteratura >. D. Il formalismo in letteratura non è l’ altra faccia dell’ evasione ? R. < Un’ evasione celebrale,
si. C’ è sempre un patto tra lo scrittore e il lettore. Baricco è stato bravo commercialmente perché ha creato una cosa intermedia per cui il lettore che ha voglia di sentirsi intelligente vede che Baricco è un po’ difficile però riesce ad approcciarlo e si gratifica. A un altro livello, anche le robe alla Frasca servono a far sentire intelligente il lettore. In fondo tutti abbiamo questa necessità. È fra le cose umane, è normale. Almeno io lo sento così, ma è talmente superficiale la mia conoscenza di Frasca romanziere che non vorrei sparare cagate. Santamira mi ha repulso subito, non è che mi sono impegnato. Ottonieri invece è puro, è così. Uno come lui meriterebbe da parte della critica un’ attenzione maggiore, decisamente >. D. Fai spesso riferimernto a poeti, del resto è il genere con cui hai esordito e verso cui tendi costantemente. R. < Eh, sì, quello mi viene sempre. Oggi ho scritto una poesia sulla figa, bellissima, proprio fresca, ve la mando >. …”””

( dalla

conversazione con Aldo Nove, a cura di Sparajurij in “atti impuri ” luogo di scritture, n. 4, Aprile 2012, Euro 12. Editore No Reply srl Milano, abbonamento: 3 numeri euro 30 )

 


nota di ch. da wikipedia:

Aldo Novepseudonimo di Antonio Centanin (Viggiù12 luglio1967), è uno scrittorepoetaitaliano. Lo pseudonimo trae origine da una frase, ALDO DICE 26 X 1, presente nel telegramma diffuso dal Comitato Nazionale di Liberazione Alta Italia (CLNAI) nell’aprile del 1945 per comunicare il giorno (26) e l’ora (1 di notte) in cui dare inizio all’insurrezione dei partigianiTorino nella guerra di liberazione dall’occupazione nazistaAldo è appunto il nome presente nel messaggio mentre Nove è dato dalla somma delle tre cifre 2, 6 e 1.[1]

Nel 1996, dopo la laurea in filosofia morale, scrive Woobinda e altre storie senza lieto fine, edito da Castelvecchi e ripubblicato da Einaudi nel 1998 con il titolo Superwoobinda.

Con il racconto Il mondo dell’amore, pubblicato nell’antologia Gioventù cannibale (Einaudi 1996) viene collocato dalla stampa nella famiglia di genere pulp dei cosiddetti “Cannibali“, che annovera, tra gli altri, Niccolò Ammaniti.

Ha pubblicato due raccolte di poesia con lo pseudonimo Antonello Satta Centanin, in cui ha unito i cognomi della madre e del padre [2], e un libro di poesie ispirate a celebri brani rock dal titolo Nelle galassie oggi come oggi. Covers(con Tiziano ScarpaRaul Montanari).

L’uscita di Amore mio infinito, nel 2000, segna una svolta intimista ed esistenzialista che lo allontana dalla letteratura “cannibale”.

Negli anni successivi Nove si interessa alle questioni sociali legate al precariato e alla flessibilità: nel 2005 oltre a pubblicare un curioso omaggio a Faber, Lo scandalo della bellezza (No Reply, 2005), è coautore (con Alessandro Gilioli) del testo teatrale Servizi & Servitori: la vita, al tempo del lavoro a tempo. Nel 2006 pubblica Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese (Einaudi Stile Libero, 2006) con cui vince il Premio “Stephen Dedalus”. Nello stesso anno dà vita, con la TEA, alla collana di narrativa Neon, con opere di Giovanna GiollaAlessandro ScottiCiro Ascione. Nel 2010 pubblica “La vita oscena“, testo autobiografico che ripercorre la sua vita dall’infanzia all’età adulta. Nel 2012 pubblica “Giancarlo Bigazzi, il geniaccio della canzone italiana” (Bompiani).

Edoardo Sanguineti lo inserisce, insieme a Tiziano Scarpa e a Giuseppe Caliceti, nel suo Atlante del Novecento Italiano, ponendoli a chiusa del “secolo delle avanguardie” della letteratura italiana.

 

Una risposta a DAL BLOG DI NEMO: CONVERSAZIONE CON ALDO NOVE APRILE 2014 (rivista “ATTI IMPURI” N.4 APRILE 2012

  1. nemo scrive:

    Nemo ringrazia dell’ attenzione graditissima.

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