UN ABBOZZO (dimerda)- DI QUESTA MATTINA PRESTO, CHE VIENE DI SEGUITO -INCONSCIO ALLA SPLENDIDA INIZIATIVA DI IERI SERA SABATO 5 MAGGIO ORGANIZZATA A VENTIMIGLIA ALTA DALLA “Associazione culturale intemelia XXV Aprile/Arci CON PEPPINO ENGLARO ED ALTRI- TRA CUI, OVVIAM. PER ME, ECCEZIONALMENTE “BRAVO IN TUTTO” GIORGIO TUBERE Medico, Direttore Cure Palliative e Hospice ASL 1 Imperiese

….DOVERE, che ha aspetti molteplici,  di cui il principale è “dare voce ai malati mentali, far sì che a spiegare la loro situazione siano prima di tutto loro, i pazienti, <strong> “loro che vivono in prima persona” la loro situazione e unici che la conosco veramente</strong>, ma voglio dire più chiaro il mio pensiero: “loro, i malati mentali, sono gli unici ad avere diritto di parlare della loro malattia, loro che conoscono la vita del loro cervello come nessun altro -icome è per chiunque di noi della nostra specifica situazione. Tocca a loro-aiutati finché si vuole senza mai “tradire” il loro pensiero e sentire, ma fare proprio il contrario <strong>a chi non sa</strong> (cioè <strong>”quasi tutti” i nostri amabili cittadini impegnati a difendere i diritti civili in generale</strong>, cosa ottima cui mi inchino e partecipo in prima persona): raccontare alla gente comune che, loro malati o ex , incontrano e spesso <strong>”soffrono- patiscono-devono sopportare”</strong> per strada o sul lavoro, ma molto di più<strong> alle famiglie</strong> o a chi se ne occupa in generale, <strong>dal cui comportamento dipende interamente (ripeto: interamente perché sono l’habitat del malato) il benessere  e il malessere, o “vita decente-vita disgraziata” e soprattutto “la guarigione o la cronicizzazione che, con gli anni, significa solo peggioramento grave del malato</strong>, cammino da me intrapreso da circa vent’anni, ma che trova una difficoltà, per ora, quasi insormontabile che è questa: pur essendo psicoanalista, ho vissuto la mia storia<strong> “solo ed esclusivamente dal punto di vista del malato”</strong> (e da questa messa fuoco aiuto “gli amici” che a me si rivolgono o si sono rivolti negli anni perché la ritengo l’unica che dà risultati (farmaci a parte che, in certi casi o anche momenti, sono assolutamente necessari <strong>perché non siamo disincarnati</strong>), quindi <strong>il mio linguaggio o modo di vedere le cose cozza violentemente con il linguaggio e il punto di vista dei parenti sulla vicenda</strong>.<strong> Lo scontro è violento e quasi insanabile perché “sono parziale” e voglio esserlo</strong>. Non è solo la mia storia che mi porta e mi ha portato a questa scelta, ma anche perché, la mia formazione, diciamo, sul funzionamento della mente, iniziata nel ’64 – e senza mai occupandomi d’altro-  fino ad oggi: intendo che questo è stato il mio unico interesse-studio, tra l’altro anche le uniche informazioni e concetti che memorizzo (gli altri vengono discriminati inconsciamente e subito cancellati…me ne rimane solo il sentimento…anche delle strade di Sanremo dove sono nata!) intendo  non lo sarebbe per la mia formazione che ti fa vedere le cose “sempre dall’altra parte dell’ago della sitinga ma per scelta politicaparenti che, in generale, si ritengono le vittime della malattia, e lo so,<strong> ma non sono “le principali vittime e neanche quelle che portano il peso più grosso perché, come il morire riguarda “proprio noi” e non altri vicini, così è il malato l’unico “protagonista” della storia perché la pelle e l’angoscia o panico del cuore le vive solo ed esclusivamente lui e solo lui può sapere cosa vede in sé e fuori di sé</strong>

 

5 risposte a UN ABBOZZO (dimerda)- DI QUESTA MATTINA PRESTO, CHE VIENE DI SEGUITO -INCONSCIO ALLA SPLENDIDA INIZIATIVA DI IERI SERA SABATO 5 MAGGIO ORGANIZZATA A VENTIMIGLIA ALTA DALLA “Associazione culturale intemelia XXV Aprile/Arci CON PEPPINO ENGLARO ED ALTRI- TRA CUI, OVVIAM. PER ME, ECCEZIONALMENTE “BRAVO IN TUTTO” GIORGIO TUBERE Medico, Direttore Cure Palliative e Hospice ASL 1 Imperiese

  1. nemo scrive:

    Cara Chiara, sarà meglio correggere. L’ incontro con Peppino Englaro ha avuto luogo a Ventimiglia Alta ( stupenda !), nella chiesa sconsacrata di S. Francesco.

  2. nemo scrive:

    Hai scritto che la manifestazione si è tenuta a Bordighera Alta … Vuoi fare scoppiare una guerra ? L’ incontro con Peppino Englaro si è tenuto a VENTIMIGLIA Alta…. e dire che dovrei essere io quello che non legge quello che scrivi ….. NON lo leggi nemmeno tu !!!

    • Chiara Salvini scrive:

      SEI TU CHE NON LEGGI! (fILM “i VECCHIETTI…” CON WALTER MATTAU, MIA GRANDE PASSIONE E JACK LEMON , IDEM…ho scritto “dopo nanna”, poi sono nate le abituali-quasi-discussioni…sai-altro film- di quei due che finiscono appesi ai lampadari, mi pare con Meryl Streep, film che tra l’altro, ha terrorizzato Carlo, il figlio di Donatella, forse erano andati insieme a vederlo, perché arrivato a casa ha chiesto loro sconvolto: “ma anche voi non andrete a finire così?”…io non ho mai amato i lampadari…se ti va bene odiarci (sei tu! no, sei tu!) appesi ad un abat-jour magari potrei accettare…Comunque, per dire come sono “obbediente” l’ ho modificato prima di leggere il tuo commento 2! ciao ch.

  3. D 'IMPORZANO DONATELLA scrive:

    C’ è un film più recente di quelli citati che può ben significare questa lotta senza quartiere dentro la famiglia o tra amici e conoscenti: si intitola ” Carnage” , cioè carneficina. Se ti capita guardalo, perché fa vedere con ironia e cattiveria la tragedia di non potersi incontrarsi mai. Per lo meno fa riflettere. Il più divertente rimane comunque quello con Walter Matthau,” I ragazzi irresistibili”, forse perché, pur essendo spietato, ha comunque dell’affetto per quei due “ragazzi” bisbetici. Mi è venuto in mente di scrivere su questi film , perché trattano un fenomeno così diffuso e pazzesco di volere sempre mettere i punti e le virgole a tutto, uno sforzo perverso da vecchia suocera. Ti prego, davvero, di tenere per te questo commento, anche lui perverso, perché qualcuno potrebbe offendersi.

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