10-06-12 ore 06:31 Oggi, a quanto pare, è il giorno della passione…EDITH PIAF HYMNE A’ L’AMOUR, ma passione per chi? Per Nicolo’? Direi più per mia figlia Fra…oppure, più probabile, per voi per me e per la vita? Oggi amo le barche che, come quella di Ulisse, dalla pazzia (Ilios), però, alla fine, tornano a Itaca (“torna al tuo paesello che è tanto bello…torna ai normali che sono tanto cari…”). SPIEGA: “Itaca” per dire una certa qual “normalità” // ”Ilios” (o Troia, ma in greco suona meglio…), per dire fuoco-eccesso- Dionisio- invece di Venere/Atena -pazzia…. …Ma oggi amo anche le barche che se ne stanno attraccate e si godono la loro “vidinha” (DIMIN. DI “VIDA”, port. = VITA) così…tranquilli evitando le scosse…magari invidiando gli asini che volano…e, come me, si sfracellano…No no, è vero, avete ragione, altri non si sfracellano…sono solo i vasi di coccio (leggi: “fragilità allo stress”) che tra i vasi di ferro (leggi: I NORMALI) si sfracellano! CI SONO, INFATTI, NORMALI-NORMALI, DICIAMO COSI’, normali travestiti solo da loro stessi, OPPURE, MOLTO PIU’ FREQUENTI, AGNELLI TRAVESTITI DA LUPo CHE SI COMPORTANO ANCOR PEGGIO DEI LUPI PER VINCERE (O ZITTIRE CON IL LORO FRASTUONO SUI POVERI CRISTI DI TURNO, E POI VANNO ANCHE A MESSA!) per vincere, dicevo, QUEL PIANTO – CONTINUO -DELL’AGNELLO DENTRO DI LORO – FISSO- UN PIANTO-MUGUGNU – CHE HA PAURA DELLA VITA E ANCOR PIU’ DEGLI ALTRI…PS. Se oggi amo le barche attraccate di Jacques Brel, oggi posso amare anche “Mario” (che e’ anche “volo”, vedi quadro) e tutta l’umanità grande che-come simbolo-Mario rappresenta…umanità tutta con cui sono da sempre in lite…loro parlano di EQUILIBRIO, BUON SENSO, STABILITA’, “giusto mezzo”, ecco la parola decisiva!…MA ANCHE DELLA LORO PAURA “ALLA” VITA……IL PAZZO, QUESTO E’ CERTO, E’ UNO CHE LA SUA VITA LA VIVE FINO IN FONDO E “CI METTE LA FACCIA”, COME DICONO OGGI I GIOVANI…ANCHE LUI, COME TUTTI GLI UMANI E’ UN GIOCATORE, MA LUI GIOCA CON LA VITA – SUA, E DEGLI ALTRI SE VIOLENTO- MENTRE GLI ALTRI, PIU’ EVOLUTI, HANNO IMPARATO A GIOCARE COI SIMBOLI: DICONO “TI AMMAZZO””, E IN QUEL MOMENTO LO FANNO “ESATTAMENTE” – NELLA MENTE LORO E DELL’ALTRO – INVECE DI FARLO di fatto…COME CON L’AMORE……SIMBOLI, APPUNTO, NEI QUALI SPESSO SI PERDONO E SI ISTERILISCONO e diventano “recanissi” secchi…MENTRE IL PAZZO E’ SEMPRE UN BAMBINO PREGI-DIFETTI (I SIMBOLI, lui, dai vecchi LI CREA nuovi, e LI USA nella realtà pratica; cioè NON PRENDE DISTANZA, QUELLA DISTANZA NECESSARIA PER STABILIRE LA DIFFERENZA TRA REALTA’ (“MUORI!”) E SIMBOLO (“TI AUGURO DI MORIRE”) O PAROLA O PENSIERO E, più precisamente, IMMAGINE-RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTA’. PESAAANTE EH?

 

a volte bisogna fare “play” due volte su quella linguetta-triangolino e le due righe parallele servono per pausa o chiudere, la pallina se volete accorciare la canzone o far scorrere la canzone in avanti, la spingete verso destra…tanto verso sinistra come VORRESTE VOI, non si può!

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