30-07-12 ore 23:26 “Troppo bello ubbidire ad una legge che non fu mai scritta, morire secondo il proprio cuore.” LA POETESSA ELENA BONO.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per i compagni caduti nella Resistenza

 

O miei compagni, perché mai

io vi vedo smarriti

e quasi aver vergogna di voi stessi?

È difficile il bene,

coraggioso e virile

ogni errore

incontrato nel compierlo

Difficile sopra ogni bene

la libertà

e chi commette colpa per lei

sempre si tormenta

per averne intravisto

l’ariosa veste lucente,

e insieme si conforta.

Sola vergogna è non aver mai cercato

la libertà

e vivere contenti di sé

non esistendo.

Non sono questi, o cari,

coloro che vi accusano

più duramente?

Ma guardateli in viso

come guardavate un giorno

chi puntava le armi

al vostro petto.

Sono gli stessi ancora

e voi gli stessi.

Voi uomini

ed essi come pecore matte.

 

 

Elena Bono nasce a Sonnino (Latina) nel 1921 e trascorre la prima parte della sua
infanzia a Recanati prima di trasferirsi a Chiavari in Liguria dove tuttora vive.
Dopo l’8 settembre del ’43 entra in contatto con la Resistenza ligure collaborando
nella raccolta di informazioni. Proprio a questa esperienza è legata una parte
significativa della sua produzione letteraria.
In seguito ad un felice esordio con la casa editrice Garzanti, ha proseguito il suo
lavoro di scrittura, di fatto dimenticata dalla grande editoria.
Autrice anche di romanzi, opere teatrali e traduzioni, nel 1991 le è stata dedicata,
per la regia di Pierluigi Varvesi, una puntata dello speciale del TG1 Rai “Resistere
oggi”. Nel 2001 Ugo Gregoretti ha messo in scena un suo dramma, e si è occupato
di lei anche il critico Stas’ Gawronski – autore e conduttore del programma
televisivo CultBook – su RaiLibro, settimanale di letture e scritture di Rai Educational.
Per la casa editrice Le Mani è uscita di recente la raccolta: Elena Bono, Poesie
Opera Omnia (Recco, 2007) ed anche, a cura di Stefania Venturino, un volume
dedicato ad illustrare la scrittrice e l’opera.
Il 7 luglio 2009, presso Palazzo Grifoni a San Miniato (PI) è andato in scena uno
spettacolo – tratto dalle sue opere – intitolato Fiori rossi, memorie della Resistenza,
per la regia di Salvatore Ciulla già curatore di altre trasposizioni teatrali dei versi
della poetessa. Inoltre, su iniziativa della Commissione alle Pari Opportunità della
Provincia di Lucca, il 12 agosto dello stesso anno a Sant’Anna di Stazzema è stato
letto un suo testo dedicato alle donne di Sant’Anna.
Una poetessa di “mestiere” e suggestiva memoria, Elena Bono, seppure il suo
nome non abbia avuto la diffusione che merita. Pubblichiamo qui di seguito una
scelta di versi dedicati alla Resistenza e alle stragi fasciste e naziste.


Fiori rossi

Fiori rossi
fioriscono alti
sulle montagne.
Il vento li muove
lentamente
li accarezza il vento
che ricorda.
Mio cuore, torna sui monti
Mio cuore, torna sui monti
alle tombe morbide d’erba
al loro sonno di ragazzi
lungo sereno
Mio lacerato cuore.
I canti della montagna
Soltanto chi ogni giorno va a morire
può cantare così.
Era come cantassero
i torrenti
le grandi erbe selvagge
le montagne.
Il vostro cuore conteneva tutto
entro di sè:
erbe acque montagne,
cuore umano
più grande della morte.
All’Italia che ha combattuto sui monti
Piccola Italia, non avevi corone turrite
né matronali gramaglie.
Eri una ragazza scalza,
coi capelli sul viso
e piangevi
e sparavi.
Sulla tomba di un amico morto per la libertà
I parenti che piangono e si confortano
vi hanno rinchiusi tra i marmi
nei cimiteri delle città.
Ma voi siete rimasti sui monti.
Per voi ogni giorno ancora
le marce le imboscate
il vento sulla fronte ardente
il vasto resinoso fruscio delle foreste
il battere del cuore sopra lo sten puntato.
Ancora voi cantate
e i vostri canti inondano le valli,
per voi c’è ancora il ballo
con le fanciulle del paese
il vanto delle armi conquistate
il pianto sul compagno caduto.
A mezzanotte voi accendete i fuochi
per il lancio:
ecco, remoto dalle stelle un ronzio d’aeroplano,
i vostri occhi febbrili luccicanti,
le grida di richiamo.
E quegli interminabili discorsi
su un migliore destino del mondo,
quella meravigliosa attesa
che non andrà delusa.
Era a voi riserbato,
non al mondo, il destino migliore.
Gole squarciate dal gancio,
illividite dalla corda,
mani crocifisse
carni che mentre fiorivate
conosceste la morte più dura a morire,
ogni uomo umano
vi dovrà invidiare.
Troppo bello ubbidire ad una legge
che non fu mai scritta,
morire secondo il proprio cuore.
Voi siete corsi ai monti
e nessuno vi ha potuto fermare:
la libertà dimora sulle alte montagne,
difficile segreta maliosa creatura.
Eravate i più belli:
voi siete rimasti con lei.
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3 Responses to 30-07-12 ore 23:26 “Troppo bello ubbidire ad una legge che non fu mai scritta, morire secondo il proprio cuore.” LA POETESSA ELENA BONO.

  1. nemo scrive:

    Sì, bella la poesia di Elena Bono. Coinvolgenti le liriche qui riportate. Grazie, cara Chiara.

  2. D 'IMPORZANO DONATELLA scrive:

    E’ bellissima. E’ un inno alla giovinezza, alla gioia, a un dolore assoluto, come è assolutamente bello l’aspetto della gioventù, che sembra potere smuovere il mondo, incanto di primavera che ha in se’ il concerto delle cicale in estate, il giallo sfacciato dei girasoli, il profumo sicuro del basilico e della lavanda. Insomma, è una bellissima poesia, che fa venire in mente desideri e sogni che si avevano tanti anni fa,( fortunatamente qualcuno li ha mantenuti, anche se meno brillanti). Hai fatto benissimo a trascriverla, brava davvero! Mi ha fatto venire in mente quando, tanti anni fa, pensavo che fosse stata una bella sfortuna essere nati dopo la Resistenza ed essere stati esclusi da quel momento irripetibile ( la gioventù è anche un po’ scriteriata!).

    • Chiara Salvini scrive:

      cara collaboratrice donatella d’imporzano, da sempre sei la mia colonna, ma adesso che ti sento un po’ più leggera e più vicino alle nuvole che alla terraccia melmosa…! qualcosa che ti sta drammaticamente a cuore sembra aver schiuso uno spiraglio, o forse stai meglio un pochino, poco poco, per carità non suscitiamo l’invidia degli dei e men che meno il malocchio e la verdissima invidia dagli occhi di serpente…insomma un’insieme di piccoli grandi cose che aprono le finestra e strappano le tende alla luce…ecco, vorrei avere i dobloni di zio Paperone e l’avarizia di Paperino… (questa ce l’ho di mio!) per ricoprirti d’oro a peso triplo come per l’Aga Khan…triplo per evitare che la tua famigerata ingordigia di soldi, destatisi ahimé solo da vecchia e in pensione! quando il tempo era finito e l’energie già da prima!, ti obblighi a triplicare il tuo peso…ho fisso il tuo ginocchio…che, forse ne avrai due…uno peggio dell’altro? A proposito di invidia, ho visto in questi giorni una persona (“io non ho assolutamente invidia”), che mi ha tutta imprasticciata di verde melmoso pelle a scaglie – rombini un po’ specchianti, riducendomi schifosa misera e sporca derelitta e tristissima: tu sai di chi parlo…ma, sai, siamo quasi al “fuori 2” dalla mia vita, ci penserò, perdere, perdi sempre, le persone in questione valgono molto, MA SOLO PER SE STESSE E TU, ANCHE DESSI LORO LA VITA, SEI SEMPRE SEMPRE IN TREMENDO DIFETTO: TUTTO DOVUTO E IN PIU’ NON BASTA MAI, “COME PUOI AVERE QUALCHE ALTRA COSA DA FARE PIU’ IMPORTANTE CHE OCCUPARTI DI ME E DEI MIEI CASI?”; “MA HA DELL’INVEROSIMILE! NON ESISTE!“. ALLA FINE DI UN COLLOQUIO DI UNA MATTINA (DALLE 9 ALLE TREDICI, E QUINDICI), CON TUTTE LE COSE CHE MI ASSALGONO ALLE SPALLE E MI CORRONO DIETRO SENZA CHE RIESCA MAI A FARLE SIAMO STATI … A PARLARE DI CHI, TI CHIEDERAI?; ACCOMPAGNANDOLA PER USCIRE, C’ERA UNA TALE FREDDEZZA E DELUSIONE CHE HO DETTO IO TRE VOLTE “GRAZIE”…ERA GIA’ IN FONDO DELLA SCALA AL TERZO …CERCANDO DI AUMENTARE, IN SCALETTA, E SEMPRE DI PIU’ FINO ALLO SQUILLO STRIDULO, IL CALORE DELLA MIA VOCE PERCHE’ NON REGGEVO QUEL GELO IMBRONCIATO DA TOMBA INGLESE PRE-ROMANTICA…TI RICORDI TUTTI IL LUGUBRIDUME- MUST DELL’EPOCA…? EBBENE, NIENTE USCI’ DALLA SUA BOCCA DI SASSI, NEANCHE QUANDO – DISPERATA ALLO SPASIMO – OSAI AGGIUNGERE ORMAI URLANDO PERCHE’ ERA SCOMPARSA ALLA MIA VISTA, GIA’ QUASI IN STRADA: ” MI FA SEMPRE PIACERE PARLARE CON TE!” (ED E’ LA VERITA’), MA SOLO UDII IL PORTONE DI CASA SBATTERE CON GARBO FEMMINILE MA DECISO A RIMARCARE UN “NO, NON E’ COSI’ CHE SI FA”. INTANTO- COME SAI- MI ERO SENTITA DIRE CHE LA MIA VITA E’ STATO MOLTO FACILE (MI SONO INGOIATA LA MIA MALATTIA COME UN PRIVILEGIO IN UN COLPO SOLO DI GLOTTIDE), PERCHE’ “HO I SOLDI”, MIO MARITO, SI SA, SE NE SAREBBE GIA’ ANDATO DA QUEL DI’ (UN COMPLIMENTO PER LA MIA PERSONA CHE SOLO UN’AMICA DEL CUORE POTREBBE FARTI), SE NON AVESSI I SOLDI, IL MUTUO AL 100% CHE HO DOVUTO FARE SULLA MIA CASA ….? CON I SOLDI SI FA TUTTO. IL BLOG I MIEI INTERESSI IL MIO IMPEGNO…MA SOLO I SOLDI POSSONO SPIEGARLO! “GUARDA QUANTI LIBRI! “PER FORZA! E L’AMORE DI MIA FIGLIA E MIO NIPOTE? QUESTA VOLTA L’HO SUGGERITO IO: “CERTAMENTE E’ SOLO PER I SOLDI”. FA PIACERE VEDER VALUTATI A PESO I PROPRI VALORI E SAPERE CHE: “GIA’ CHE SONO IL SIGNOR NESSUNISSIMO, SCARTO DELLA SOCIETA’ COME TUTTI I MALATI MENTALI, CHE NON HANNO NEANCHE POTUTO FARSI UNA PROFESSIONE NE’ GUADAGNARE UN CENTESIMO…IN UNA SOCIETA’ DOVE VALI PER I SOLDI E LI HAI ANCHE, QUANDO CE LI HAI, S’INTENDE….MA…”LEI NON HA FATTO PROPRIO NIENTE…SOLO SPENDERE IN MEDICI E MEDICINE…TUTTO IL LAVORO E’ DEI GENITORI…LEI NON HA MAI LAVORATO! LA SOLITA PARASSITA FIGLIA DI……CHE, POI, NEANCHE SI DIVERTE, NON PARTECIPA ALLE CENE ALLE BARCHE AI CLUB SI VESTE MALE TUTTA ROBA ANTIQUATA DELLA FAMIGLIA…NEANCHE L’ENERGIA PER AGGHINDARSI UN PO’…FARSI UN PO’ FEMMINILE…L’AVETE VISTA? UNA SCARPONA UNISEX…EH MI, CE N’E’ DI GENTE PRIVILEGIATA AL MONDO! NON FA NIENTE E NEANCHE SE LA GODE! BASTARDI!”

      Se volevo dimostrarti – a te e a chi magari leggerà- che mi ha imbrattato di veleno e di nero e di melma nella quale mi avvoltolo ancora senza riuscire ad uscirne ad uscirne…ma c’è il pomeriggio, vedrai! Me la godrò all’impazzata: andrò a Bordighera ad un negozio- mi hanno detto- “Brunella”, mi pare si chiami, un negozio di scarpe che tiene la Mephisto, quella casa francese che fa solo scarpe per camminare, quindi brutte rozze ecc. : ci credi che non sono ancora andata al mare perché non ho una ciabatta in cui i miei piedi sfasciati ci stiano a fare un passo dopo l’altro…ci ho provate due volte nel corso dell’estate…nella prima mi è andato a pezzi un vecchio sandalo che hai anche tu (un antichissimo Mephisto appunto), ma andando è partita tutta la suola di uno, così sono andata sul selciato, ma era mattino presto e i primi di luglio, e l’altra volta ieri, una ciabatta di Francesca alle elementari dott. Schu-oltz, se si scrive così…lì si è frantumata-per strada- tutta la ciabatta, una sola, d’accordo, ma andare avanti…un selciato scottante che neanch’io che vado sui carboni ardenti…il mio convivente, sempre attento e immedesimato, mi dice: “prendi le mie”, una gomma strettissima per chi non ha osso, figurarsi valghissimo, con delle punte dentro che spinano…”io vado a piedi nudi…”, mi dice, un eroe che non andrebbe a piedi nudi né in un parco e men che meno in casa! Lì, poi, se fossi più furba come te, per esempio, avrei dovuto accettare e spassarmelo a vedere lo spettacolo, ma con la mia trasudante bontà (“dai la nausea, diceva la mamma), non sarei neanche riuscita a ridere ai suoi balletti e strida convulse…MI avrebbe fatto pena come Totò chiuso in ascensore…Alla fine mi sono sistemata-dopo il fiume bollente, su una panchina al sole – ghiaia e tutto, e ho aspettato il ritorno di quell’angelo sterminatore che-con calma precisione ossessiva e quella lentezza tutta brasiliana un po’ ondulante che piace- ha trovato i miei tennis – scarponi, quelli voluti dal chirurgo dei piedi, e così sono andata a farmeli riempire di sabbia…dalla rabbia mi è anche venuto freddo per cui non ho fatto il bagno…solo la sabbia dentro le scarpe al ritorno. Ma oggi dò un colpo vita PERCHGE’ HO I SOLDI e mi precipito…dopo le 17: 00, scrittura da ferroviere, con l’autobus, Maserati nel box lucente, nel negozio di scarpe…che avrà certamente esaurito i miei numeri, o non fabbricano più saldali e ciabatte, comunque sia non ci camminerò. Così per agosto (devo camminare sulla sabbia per i piedi, nuoto per l’artrosi, sole per la vit. D che non ho, me la danno per bocca, e caldo caldo per i reumatismi, insomma è un ludibrio di vita, la ragione per cui vado) mi rassegnerò agli scarponi e alla sabbia, oppure farò chiudere il mare! Con i soldi, lo sai bene, FAI TUTTO!

      PS Da trent’anni circa, il mio convivente mi sussurra: “con un’amica così, uno risparmia sui nemici”: UN AFFARE!

      “fuori 2”, SPIEGA : a 65 anni, nonostante il mio cuore sempre “ripieno” di pietas per il serial killer di turno, la mia cattiveria, di tante bastonate, o meglio, per migliorata sanità mentale (avevo più diritto di vivere), ho preso la seguente decisione : “avrei smesso, pur amandole e stimandole, di frequentare persone che mi facevo sentire a disagio e infelice; avrei lasciato – almeno in parte- la mia missione di amare tutti vedendo in loro “il volto di cristo” (2a media), sempre fedelissima e leale amorosissima anche sputata in faccia: io non lo facevo per l’altro, ma per rispetto a me, per la mia coscienza morale che, come vedete era rigida da massacro. Fin da bambina (qui il cristianesimo della seconda media, anche andato a male, salto la spiega, non c’entra, lì è proprio natura – malattia) ero così: in prima elementare, ad una compagna più grande di me che mi prendeva per il bavero, sotto i portici in piazza Colombo a Sanremo, sibiladomi nel collo: “guarda che se parli, ti ammazzo!”, non ho detto verbo, ma non mi sono neanche risentita; per anni e anni, mi sono chiesta : “ma perché mai avrà detto-fatto così”; salutando, gia cinquantenne, una ragazza che non vedevo da oltre trent’anni: “Ah! ciao, come stai”, tutta felice con gli occhi scntillanti…”Male, così sarai contenta!”- “Ma perché mai ha detto così?” Gli episodi sono continui e infiniti. Insomma, ho fatto la vita del ruminante, spesso sono anche arrivata a delle ipotesi, tutto bene cervelloticamente, ho imparato molto sulla mente umana, ma non ho mai potuto espellere il male, dovevo masticarlo finchè diventava bene e l’amore per la persona intatto. E’ mia ipotesi, i motivi però sono sempre molteplici e inesauribili, che non avendo avuto vicino adulti che mi proteggessero, e mi insegnassero a distinguere cosa poteva farmi bene cosa male, io non avevo potuto imparare a proteggermi: a mio parere questo non lo impari da sola, devi vedere qualcuno che lo fa, te lo spiega e lo fa per te, oltre che per i fratelli ecc. E a me non era avvenuto. Molto aveva fatto Don Alberto Ablondi, ma c’era stato bisogno di un legame protettivo continuato, come quello della terapia con il Prof. Gian Carlo Zapparoli di Milano, perché introiettassi “un super-io benevolo e protettivo” che, tra l’altro, una volta abbastanza consolidatosi (il lavoro è in corso tuttora), mi ha permesso di vivere l’ultima breve crisi (15 giorni /1994, era appena morta mia madre, mio punto di riferimento negli ultimi anni ‘per lottare contro la malattia) con una conclusione, come dire, di costruzione e non di distruzione: di solito tutto il lavoro di costruzione della mia vita, che avevo fatto anche per tanti anni prima della crisi, finiva in macerie e dovevo ripartire mettendo insieme frantume per frantume, riconoscer pezzetto per pezzetto: “ero io, non ero io, era una mia pietra da utilizzare, dovevo distruggerla…”; e vai avanti come Sisifo (più o meno) stando isolato finché non ti eri fatto uno straccio di immagine possibile, anche slabrato, per riaffrontare la luce del sole, il mondo e gli altri. Senza un’immagine, fosse una larva di immagine, non puoi uscire di casa e affrontare l’altro. Invece, questa volta è finita bene…niente macerie, ma la costruzione di una mia possibile identità in cui riconoscermi e a cui voler bene sufficientemente che poi mi è rimasta, è risultata costante…Se qualcuno capisse cosa vuol dire questo per un malato mentale ! … mi viene in mente che ho un pezzo scritto su domanda di Zapparoli: “Cosa le è servito della terapia nella crisi?”, se lo trovo, è sul computer, ma chissà dove, sono subissata dal materiale, cosiddetto…magari ci provo e nel caso ve lo faccio conoscere, ammesso trovare qualcuno che voglia leggerlo! Avrebbe interesse solo ed esclusivamente per un terapeuta e, forse, forse -non lo so – solo se di linea psicoanalista che, in questo caso, vuol dire “freudiana”. Chissà cosa sembrerà a me dopo tanti anni, ho un po’ di timore ad affrontare quella mia immagine di allora riflessa nello scritto, li evito tutti, a partire diari…c’è anche da dire che annoiano in una maniera sconfinata, io e la mia scrittura tutta pulita da bambina…si leggono con piacere i diari degli autori…appunto, lasciamo lì, ciao, lo vedete che mi sono rasserenata, è sempre così, il pensiero, riflettere sulle emozioni, cercare di capire è sempre sempre LA SALVEZZA! Almeno per me, per altri la salvezza e’ NON PENSARE, CANCELLARE L’ACCADUTO, DISTRUGGERNE OGNI RICORDO COME MAI FOSSE AVVENUTO. Ma ho capito che – oltre a riflettere al di sopra un po delle emozioni – anche un calcio può essere la salvezza, senza rancore né ira, con tutto l’amore possibile, VIVI FELICE TI AUGURO OGNI BENE, però, “non nelle mie scarpe”! Si vede che le scarpe sono il valore fondamentale della mia vita?
      Ragazzzzzi, diventerà il mio motto: NOT IN MES SAPATOS!! ASPETTATE ASPETTATE, DOPO BORDIGHERA, CON QUELLE CIABATTINE MEPHISTO CHE MI FARANNO CAMMINARE COL VENTO, POTRO’ FARMI IL MOTTO: NOT IN MY MEPHISTO! FICHISSIMO NO?, direbbe FRU 84, la mia figlietta bella mammina santa, ciao, vado alla ricerca dell’ago nel pagliaio, quello scritto che aspettate ANELANTI! Proteggetemi voi: solo per questa volta! GRAZIE

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