24 ottobre 2012 ore 07:33 RICEVO DA AMNESTY INTERNATIONAL / PER FIRMARE LA PETIZIONE ANDATE TRAMITE GOOGLE SUL SITO : AMNESTY.IT / VORREI CHE QUALCUNO FACESSE QUESTO CALCOLO PER L’ITALIA, FORSE L’ISTAT L’HA ANCHE FATTO.

 

 

Lasciati indietro

 

“Se non fosse stato per gli sgomberi forzati, avrei proseguito gli studi, probabilmente avrei passato gli esami e trovato un lavoro migliore.”

Faith e sua sorella più piccola andavano a scuola a Porta Farm, quando il governo dello Zimbabwe decise di avviare l’Operazione Murambatsvina. Nella lingua locale significa “sbarazzarsi della spazzatura”.

A causa di questo programma di sgomberi forzati, che nel 2005 lasciò per strada 700.000 persone considerate “spazzatura” dal governo dello Zimbabwe, Faith ha dovuto abbandonare il posto in cui era nata e trasferirsi con la famiglia in un altro insediamento, a Hopley.

Da quel giorno, ha dovuto dire addio alla sua istruzione. Infatti, i suoi genitori, rimasti senza lavoro, non hanno più potuto pagare le tasse scolastiche.

Senza istruzione, per Faith è stato impossibile uscire dalla povertà. Dopo aver lavorato per due anni come domestica, a soli 16 anni, ha deciso di sposarsi per avere un minimo di stabilità.

Nello Zimbabwe, gli sgomberi forzati del 2005 hanno causato l’interruzione del percorso scolastico per 222.000 minori tra i cinque e i 18 anni. A distanza di sette anni, poco è stato fatto per porre fine alle continue violazioni del diritto all’istruzione.

Il governo dello Zimbabwe deve impegnarsi di più!
Firma la nostra petizione.
Fai fare un passo avanti al diritto all’istruzione nello Zimbabwe!

Grazie

Laura Renzi
Laura Renzi
Coordinatrice campagna “Io pretendo dignità”
Amnesty International – Sezione Italiana

DONA ONLINE CON CARTA DI CREDITO OPPURE CHIAMA AL 800 99 79 99
Hai ricevuto questa e-mail da un amico? Iscriviti
Ci trovi anche su:
Facebook Twitter
Iscriviti alle reti tematiche di Amnesty Italia
INVIA A UN AMICO invia a un amico
Il trattamento dei dati degli iscritti alla newsletter e conforme a quanto previsto dal Codice in materiadi protezione dei dati personali (decreto legislativo 30 giugno2003, n.196). Se non desideri ricevere ulteriormente questa newsletter clicca qui per rimuovere il tuo indirizzo email

 

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *