25 OTTOBRE 2012 ORE 09:19 DEDICATO A DILETTA LUNA CHE SI PROVA AD USCIRE DALLA SUA MINIERA PERSONALE…IO, INVECE, CI STO FISSA, NON HO ALTRA CHANCE….SE UN GIORNO ME L’AVESSERO DETTO CHE AVREI AFFERMATO, UN GIORNO LONTANO: “NON C’E’ CHE CLAUDIO VILLA!”, HA UNA VOCE ECCEZIONALE, ALLORA LE SUE CANZONI MI FACEVANO VENIRE I VERMI DAPPERTUTTO! I VECCHI COME ME DIVENTANO NOSTALGICI…MA SE NON ROMPONO GLI ALTRI, LI VOGLIAMO PROPRIO AMMAZZARE?

 

LA VIA LATTEA: IL NOSTRO INFINITO, LA SUA ESTREMA                              VARIABILITA’ : COME SIAMO NOI. OGGI. CHIARA

 

 

 

Caricato da  in data 17/ott/2011

Canzone che furoreggiò negli anni ’30 . E’ la prima a sfondo sociale. Composta da un binomio eccezionale (Cherubini – Bixio) al quale si devono, per la maggior parte, i successi storici della canzone italiana. Miniera , oltre che da Villa per l’Antologia della Canzone Italiana n. 3 del 1974 – CETRA, è stata incisa da Nilla Pizzi, Luciano Tajoli. Luciano Virgili, Achille Togliani, Aurelio Fierro e tanti altri. Bella e moderna nella orchestrazione l’incisione di Villa. Dedicata a GIUSEPPE COLASANTI.

 

 

 

MINIERA
B. CHERUBINI – C.A. BIXIO
All’or che In ogni bettola messicana
ballano tutti al suono dell’ avaiana,
vien di lontano un canto così accorato:
è il minatore bruno laggiù emigrato,
la sua canzone sembra d’ un esiliato
Cielo di stelle, cielo color del mare,
tu sei lo stesso cielo del mio casolare.
Portami in sogno verso la patria mia,
portale un cuor che muore di nostalgia.
Portami in sogno verso la patria mia,
portale un cuor che muore di nostalgia.
Nella miniera è tutto un baglior di fiamme,
piangono bimbi, spose, sorelle e mamme.
Ma a un tratto il minatore dal volto bruno
dice agli accorsi: se titubante è ognuno,
io solo andrò laggiù che non ho nessuno
E nella notte un grido solleva i cuori,
mamme son salvi tornano i minatori.
Manca soltanto quello dal volto bruno,
ma per salvare lui non c’è più nessuno.
Manca soltanto quello dal volto bruno,
ma per salvare lui non c’è più nessuno.
Va l’emigrante ogn’or con la sua chimera,
lascia la vecchia terra, il suo casolare
e spesso la sua vita in una miniera.

 

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2 Responses to 25 OTTOBRE 2012 ORE 09:19 DEDICATO A DILETTA LUNA CHE SI PROVA AD USCIRE DALLA SUA MINIERA PERSONALE…IO, INVECE, CI STO FISSA, NON HO ALTRA CHANCE….SE UN GIORNO ME L’AVESSERO DETTO CHE AVREI AFFERMATO, UN GIORNO LONTANO: “NON C’E’ CHE CLAUDIO VILLA!”, HA UNA VOCE ECCEZIONALE, ALLORA LE SUE CANZONI MI FACEVANO VENIRE I VERMI DAPPERTUTTO! I VECCHI COME ME DIVENTANO NOSTALGICI…MA SE NON ROMPONO GLI ALTRI, LI VOGLIAMO PROPRIO AMMAZZARE?

  1. diletta luna scrive:

    Bellissima questa canzone ” miniera ” , non la conoscevo e sicuramente me la riascolterò, la imparerò e la infilerò nel lunghissimo repertorio delle canzoni che conosco. A proposito, invece della fine dell’ultimo minatore, quello per salvare il quale ” non c’era più nessuno “, me la canterò pensando che invece qualcuno si troverà per salvare anche l’emigrante ” quello dal volto bruno “. Comunque, che onore questa bella canzone dedicata da chiara a chi sta veramente cercando di uscire da…una certa miniera…!

  2. D 'IMPORZANO DONATELLA scrive:

    Non c’entra niente con “Miniera”, ma, dopo aver parlato con Chiara questa mattina, mi è venuta spontanea questa ode, che ha per titolo:” Amore eterno”:

    Ti amo, amore mio,
    ti amerò per tutta la vita.
    Le rose si inchinano
    al tuo passaggio,
    gli uccellini twittano,
    i sassi diventano
    morbide piume
    se appena tu li sfiori.
    Ti amo, amore mio,
    dal primo momento
    ti ho amato
    e ti amerò
    fino all’ultimo fiato.
    Tu sei l’aria che respiro,
    l’alba che mi risveglia,
    la sera che mi culla.
    Sei tu che vedo
    ogni mattina
    ogni notte
    accanto a me,
    sempre.
    Sento che il tuo respiro
    si fa più greve ,
    alla notte mi tormenta:
    sì amore, tu russi.
    Le tue labbra
    si aprono a suoni orrendi,
    il tuo collo, delicato giglio,
    si offre vittima sacrificale.
    Amore mio, ti prego,
    scrostati:
    il tempo ci rincorre
    e le mie mani sono troppo libere.
    Ti amo, ti amo da morire,
    ma per favore, un po’ più in là,
    perché la vita è breve
    e non vorrei renderla troppo lieve.

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