17 novembre 2012 ore 22:09 “DOBBIAMO FINIRE UN LAVORO LASCIATO IN SOSPESO ALCUNI ANNI FA”: ISRAELE AL TG la7

MEDIO ORIENTE

L’esercito israeliano pronto ad entrare a Gaza
Tornano a suonare le sirene a Tel Aviv

Le truppe di Tel Aviv pronte ad agire: «Distrutto il potenziale di Hamas». Quarantadue morti nella Striscia di Gaza

L’esercito israeliano si appresta ad entrare a Gaza. «Gran parte del potenziale di Hamas è stato distrutto», ha detto il generale Tal Russo, comandante dell’esercito nella zona sud di Israele, confermando che le forze armate sono «assolutamente» pronte a inviare truppe di terra a Gaza». Intanto sono proseguiti i bombardamenti al confine con la striscia di Gaza. Il ministro della Difesa Ehud Barak ha ottenuto che i riservisti richiamabili diventassero 75mila.

PILASTRO DI DIFESA – E nella quarta giornata dell’Operazione «Pillar of Defense» sono tornate a suonare le sirene di allarme antimissile a Tel Aviv. D’altra parte sono continuati gli attacchi di Israele sulla Striscia di Gaza. Il numero totale dei morti è salito a 45. Rimangono tre i morti in Israele, mentre salgono a 42 quelli nella Striscia, tra cui 13 civili. Almeno sei i bambini sotto i sei anni. Ma i feriti palestinesi sono centinaia, inclusi quelli causati da un missile che nella notte ha colpito una abitazione di proprietà di Hamas, che ha anche intrappolato alcune persone sotto le macerie, e una casa nel campo profughi di Jebalyia. L’esercito israeliano fa sapere di aver colpito oltre 950 obiettivi nella Striscia di Gaza dall’inizio dell’operazione militare. Oltre 120 sono stati invece i razzi lanciati oggi da Gaza verso Israele. Il fuoco palestinese ha invece provocato danni ad alcune case e ferito lievemente dieci persone. Due razzi Farj-5 sono inoltre stati lanciati verso il centro di Tel Aviv ma sono stati incercettati e neutralizzati dal sistema Iron Dome. Finora il sistema antimissili ha abbattuto 250 razzi, molti dei quali nel sud di Israele.

Quarto giorno di guerra in Israele Quarto giorno di guerra in Israele Quarto giorno di guerra in Israele Quarto giorno di guerra in Israele Quarto giorno di guerra in Israele Quarto giorno di guerra in Israele

IL MONITO DA ANKARA- Durante tutta la giornata di sabato la diplomazia internazionale ha iniziato a muovere i suoi passi. Il ministro degli Esteri tunisino Rafik Abdessalem ha fatto visita a Gaza al palazzo del governo di Hamas distrutto da un attacco aereo israeliano. Durante la sua visita i raid dello Stato ebraico non si sono fermati. Nella prima visita di un alto rappresentante della Tunisia dal 2007, Abdessalem ha chiesto «la fine dell’assalto e aggressione» contro i territori palestinesi. «Siamo irremovibili nel sostenere e fornire assistenza ai nostri concittadini di Gaza», ha detto. Da Ankara arriva invece un monito ben preciso: «Israele dovrà rendere conto per il massacro di bambini innocenti a Gaza», ha detto il premier turco Recep Tayyp Erdogan nel corso di un intervento all’Università del Cairo.

«CRIMINI CONTRO L’UMANITA’»- Al Cairo, per cercare di dare una soluzione alla crisi a Gaza, c’è anche il leader di Hamas, l’elusivo capo del politburo, Khaled Meshaal. Secondo una fonte islamista, Meshaal è riluttante ad accettare un cessate-il-fuoco senza la garanzia che anche Israele la rispetterà. Intanto il segretario generale della Lega araba Nabil el Araby, aprendo la riunione straordinaria dei ministri degli esteri arabi, ha detto «L’aggressione» israeliana a Gaza è un «crimine contro l’umanità». Il segretario della Lega Araba domani sarà a Gaza. Mentre Angela Merkel e il premier israeliano Benjamin Netanjahu hanno convenuto in una telefonata la necessità di «arrivare il più presto possibile al cessate il fuoco».

SMENTITA LA TREGUA –Il presidente egiziano Mohammed Morsi ha poi annunciato che ci sono elementi per poter affermare che a breve Hamas e Israele potrebbero firmare un accordo per una nuova tregua. L’Egitto è il principale mediatore tra le due parti. Ma da Tel Aviv, che ha incassato il sostegno incondizionato degli Usa, è arrivata la smentita delle voci che davano un emissario presente al Cairo per firmare un nuovo cessate il fuoco.

Sirene a Tel Aviv, intercettato razzo

 

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