30 dicembre 2012 ore 07:25 CARO INGROIA, SEI UNA BRAVA PERSONA, MA PER FAVORE CHIUDI LA PORTA CHE CI HAI APPENA APERTO! Con una nota di chiara.

chiara: ho sottolineato in rosso quella che mi pare la sintesi della concezione della politica di Grillo: “una politica senza lieder”, un mito straordinario che solo un vero creativo poteva immaginare in risposta alla crisi della politica così grave oggi in Italia.  Forse, ma bisognerà vedere nella realtà, più capace di costruire un largo consenso del mito di Berlusconi: “un’Italia senza tasse”. Questo mito ha un’attrattiva straordinaria per bravissimi ragazzi che, come tutti i giovani, fuori le eccezioni,  soprattutto, in Italia, non hanno alcun posto della storia e-forse anche per questo- hanno un estremo bisogno di protagonismo che è quasi sempre il contrappasso dell’impotenza, specie se “essere protagonisti” significa “essere protagonista unico, o comunque sempre il  principale”. Questo l’aspetto più vistoso, ma c’è una ragione più profonda: i giovani, i nostri giovani migliori che non trovano “svago sufficiente” nei mass media, nel rock e nello shopping, magari anche solo per guardare, sono “disperati” di non avere un presente né un futuro “decente”. Questo li spinge in una maniera incredibile a “fare qualcosa”, subito e di pratico, per cambiare la loro situazione e quella dei coetanii che sono nella stessa bagna, coscienti che la soluzione della loro vita dipende dalla soluzione di tutti (origine della solidarietà di gruppo).

Chiara si augura inutile aggiungere che lei non dà giudizi, non approva né disapprova il movimento di Grillo, ma cerca solo di capire qualcosa.

 


Le foglie di fico

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La biblica foglia di fico serviva per coprire i genitali di Adamo ed Eva scacciati dal Paradiso Terrestre. Per nascondere le loro vergogne. L’utilità della foglia di fico in politica è evidente. Una verniciatura arancione o montiana e il vecchio torna come nuovo. E’ un gioco di specchi, una vecchia tecnica di marketing. Cambio il fustino, ma il contenuto è sempre lo stesso: il partito. Nel caso di Rigor Montis l’operazione serve a salvare Azzurro Caltagirone e l’UDC di matrice cuffariana e clericale dall’uscita dal Parlamento, nel caso di Ingroia a creare un minestrone con tre partiti, Idv, Verdi e Prc che non hanno da soli alcuna possibilità di superare lo sbarramento elettorale. In più ci sono gli arancioni, in sostanza due sindaci più i loro congiunti, una famiglia Cesaroni allargata. Chi fa la foglia di fico non sempre ne è consapevole. E’ di solito una brava persona, onesta, che nel suo ruolo ha operato per il bene della società. I motivi della discesa in campo o salita in politica dei fogliafichisti appartengono talvolta alla sfera del mistero, in altri casi al desiderio di visibilità. I partiti per riciclarsi hanno un disperato bisogno di foglie di fico, cosa c’è di meglio di campioni della società civile per nascondere fallimenti ventennali, perché tutto cambi per rimanere come prima? Gratta la foglia di fico e trovi il vecchio partito, le sue logiche, i suoi affari, la sua nomenclatura. Il cambiamento deve partire dai cittadini, non c’è bisogno di leader, di aspiranti premier, ma di una partecipazione diretta alla politica con dei portavoce per applicare i programmi. E’ una rivoluzione dolce, partecipata, senza leader, né persone del destino. Ingroia ha detto che la sua porta per il MoVimento 5 Stelle è aperta. Lo ringrazio, ma, per favore, la richiuda.

 

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