26 APRILE 2013 ORE 08:42 IL 25 APRILE DI BEPPE GRILLO E’ MOLTO SIMILE A QUELLO DI TANTI COMPAGNI “TOSTI” DELLA SINISTRA // COSA SIGNIFICA PER VOI? GRILLO INTERPRETA UNA PARTE DI NOI MEGLIO DEL PD? /// PIU’ UNA VALANGA DI COSE DEL BLOG GRILLO VENUTE INSIEME —CHE LASCIO —SE QUALCUNO VUOLE DARE UN’OCCHIATA.

Il 25 aprile è morto cliccate qui, oppure (MEGLIO):

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TESTO DOPO LE IMMAGINI

 

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berlusca_napolitano.jpg

testo 25 aprile di beppe grillo:

“Nella nomina a presidente del Consiglio di un membro del Bilderberg il 25 aprile è morto,
nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento il 25 aprile è morto,
nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano il 25 aprile è morto,
nella dittatura dei partiti il 25 aprile è morto,
nell’informazione corrotta il 25 aprile è morto,
nel tradimento della Costituzione il 25 aprile è morto,
nell’inciucio tra il pdl e il pdmenoelle il 25 aprile è morto,
nella rielezione di Napolitano e il passaggio di fatto a una Repubblica presidenziale il 25 aprile è morto,
nell’abbraccio tra Bersani e Alfano il 25 aprile è morto,
nella mancata elezione di Rodotà il 25 aprile è morto,
nella resurrezione di Amato, il tesoriere di Bottino Craxi, il 25 aprile è morto,
nei disoccupati, nelle fabbriche che chiudono, nei tagli alla Scuola e alla Sanità il 25 aprile è morto,
nei riti ruffiani e falsi che oggi si celebrano in suo nome il 25 aprile è morto,
nel grande saccheggio impunito del Monte dei Paschi di Siena il 25 aprile è morto,
nel debito pubblico colossale dovuto agli sprechi e ai privilegi dei politici il 25 aprile è morto,
nei piduisti che infestano il Parlamento e la nazione il 25 aprile è morto,
nelle ingerenze straniere il 25 aprile è morto,
nella perdita della nostra sovranità monetaria, politica, territoriale il 25 aprile è morto,
nella Repubblica nelle mani di Berlusconi, 77 anni, e Napolitano, 88 anni, il 25 aprile è morto,
nei processi mai celebrati allo “statista” Berlusconi il 25 aprile è morto,
nella trattativa Stato – mafia i cui responsabili non sono stati giudicati dopo vent’anni il 25 aprile è morto,
nel milione e mezzo di giovani emigrati in questi anni per mancanza di lavoro il 25 aprile è morto,
nell’indifferenza di troppi italiani che avranno presto un brusco risveglio il 25 aprile è morto.
Oggi evitiamo di parlarne, di celebrarlo, restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti.
Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere.”

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Postato il 25 Aprile 2013 alle 12:00 in Scrivi listen_it_it.gifAscolta Stampa
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Tags: 25 aprileAmatoBerlusconiBildebergEnrico LettaMpsNapolitanopartigianiRodotà

O si aiutano le PMI o si muore

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clessidra.jpg

 

Particolare di “Happy new year 2010” di Skyshaper

A Roma si stanno dividendo le ossa e le poltrone della Seconda Repubblica. Nel frattempo l’economia non aspetta. Ogni minuto chiude un’impresa. Questo autunno potremmo raggiungere il punto di non ritorno. Il MoVimento 5 Stelle ha nel suo programma due punti fondamentali: la solidarietà sociale, attraverso il reddito di cittadinanza, e le misure per le PMI. Il tessuto delle PMI si sta deteriorando come una grande tela di ragno i cui filamenti di seta si rompono uno a uno fino alla sua completa distruzione. Senza questa tela l’Italia è spacciata. La finanza pubblica si regge grazie ad essa. In questi mesi vi sono stati numerosi contatti con piccoli e medi imprenditori e persone del M5S. Ci chiedono di aiutarli a sopravvivere. Molti sono alla canna del gas e ci guardano come se fossimo la loro ultima possibilità di salvezza. La politica finora seguita dal governo è stata l’aumento delle tasse su privati, imprese, consumi. Un’impostazione suicida che sta trasformando il Paese in un deserto e che ha come obiettivo di mantenere inalterati i privilegi, gli sprechi e i costi della politica e di porre al vertice della piramide le banche e la finanza al posto della produzione.
Ho incontrato insieme a Casaleggio molte imprese e associazioni collegate a ConfAPRI, i cui componenti rappresentano circa un milione di imprenditori, una rete fra imprenditori, manager, professionisti e esperti appartenenti o rappresentanti gruppi, associazioni, imprese e persone. Confapri condivide la maggior parte dei punti del nostro programma e si è resa disponibile per supportare le proposte di legge presenti nel nostro programma. Le prime che saranno presentate in Parlamento, di assoluta urgenza per tenere in vita le imprese sono:
– Abolizione dell’IRAP. Un’assurda tassa sull’occupazione. Più un’impresa assume, più si indebita per crescere, più è tassata. L’IRAP va ridotta gradualmente a partire dal 2013, per essere annullata entro il 2014. Con l’IRAP le imprese più ricche e senza occupati pagano il 32% circa di tasse, mentre le imprese più povere e indebitate, con numerosi lavoratori, pagano fino all’80% di tasse. L’IRAP come riportato in uno studio* dell’Istituto Bruno Leoni può essere coperta rapportando i nostri costi della politica a quelli delle Nazioni europee.
– Pagamento dell’IVA solo a incasso avvenuto. L’IVA va pagata allo Stato quando incassata (questo oltre a sospendere l’incremento dell’IVA prevista dal 1° luglio). Il pagamento dell’IVA quando incassata non produrrà differenze di gettito sostanziali, ma uno spostamento del gettito.
– Sblocco immediato dei circa 120 miliardi di euro dovuti dallo Stato e dagli Enti alle imprese, anche attraverso l’anticipo e lo sconto in pro-soluto presso la Cassa Depositi e Prestiti o presso le banche (gli interessi saranno a carico dell’Ente debitore e non a carico dell’impresa). La misura include anche che i pagamenti, fra Stato, Enti e privati, non dovranno mai superare i 60 giorni, con l’automatico riconoscimento, in caso di ritardo, di interessi dell’8% più tasso BCE o di altri costi documentati causati dal ritardo.
Queste misure vanno approvate al più presto dal Parlamento dopo la loro presentazione da parte del M5S. Non abbiamo più tempo.

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Postato il 24 Aprile 2013 alle 14:00 in Scrivi listen_it_it.gifAscolta Stampa
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Tags: CasaleggioConfapriIRAPIVAM5SPMI

Cittadini tra i cittadini

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Vito Crimi Calmante Universale
(10:37)

cittadini.jpg

 

In quest’ultimo tranquillo week end di vomito è successo un fatto straordinario. Di fronte a Montecitorio era assiepata una folla inferocita per l’ennesimo sberleffo del potere. Per l’inciucio conclamato, per il matrimonio osceno tra due amanti, il pdl e il pdmenoelle, che copulavano da vent’anni. Per la nomina di un ottuagenario spacciata come “gesto di responsabilità“. L’estremo bacio della pantofola a un signore presente in Parlamento dal 1953 (un sessantennio, nozze di diamante con la politica) che cazzia i partiti come se lui non ne fosse la più alta e storica testimonianza. La Polizia, la Digos, i Carabinieri facevano barriera. Dalla porte principale del palazzo sono usciti i deputati e i senatori del MoVimento 5 Stelle per parlare con la gente, ascoltarla, dare delle risposte.Cittadini tra i cittadini. Crimi ha agito da Calmante Universale nuotando tra i presenti. La gente ha applaudito. I ragazzi del M5S si sono mescolati ai manifestanti senza alcun timore.
gasparri_medio.jpgNel mentre “Tom Tom” Gasparri mostrava il dito medio alla piazza in segno di riconciliazione, protetto da un nutrito numero di guardie del corpo, e arringava “Finisca la violenza di Grillo. Basta torniamo alla civiltà“. Forse alludeva all’olio di ricino e al manganello. Il noto “economistaGiovanardi (così è stato etichettato dal Corrierone) ha avuto le visioni. Ha visto i fascisti “Chi contesta i rappresentanti del popolo (lui è stato “nominato” da Berlusconi grazie al Porcellum, non rappresenta nessuno, ndr), li insulta, li aggredisce è fascista. Del resto i deputati grillini ricordano i deputati fascisti che uscivano fuori sulla piazza a aizzare i manifestanti“. L’esatto contrario della verità. I parlamentari del M5S hanno tranquillizzato gli animi di chi protestava contro l’ennesimo vaffanculo ricevuto dalla casta. Dovrebbero ringraziarli. Noi non abbiamo bisogno di guardie, giriamo in tram, in autobus senza paura. Voi con le auto blu e con la scorta per difendervi dalla rabbia dei cittadini che dite di rappresentare. Forse è il caso che facciateun esame di coscienza invece di fuggire tra i vicoli e ignorare la protesta.

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Postato il 23 Aprile 2013 alle 15:58 in Scrivi listen_it_it.gifAscolta Stampa
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I numeri delle ‘Quirinarie’

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rodota-presidente.jpgDalla prima pagina dell’International Herald Tribune del 22 aprile 2013

 

Lo scorso 15 aprile, 48.292 persone sono state chiamate a partecipare all’elezione del candidato Presidente della Repubblica del MoVimento 5 Stelle. Il processo dei due turni di voto è stato verificato dalla società di certificazione internazionale DNV Business Assurance.
I voti espressi sono stati 28.518, così ripartiti:
– Gabanelli Milena Jole: 5.796
– Strada Luigi detto Gino: 4.938
– Rodota’ Stefano: 4.677
– Zagrebelsky Gustavo: 4.335
– Imposimato Ferdinando: 2.476
– Bonino Emma: 2.200
– Caselli Gian Carlo: 1.761
– Prodi Romano: 1.394
– Fo Dario: 941

Dopo la rinuncia di Milena Gabanelli e Gino Strada, Stefano Rodotà ha accettato di candidarsi ed è stato il candidato votato dal MoVimento 5 Stelle in aula.
Nei sei turni di votazione Rodotà è stato votato rispettivamente 240, 230, 250, 213, 210, 217 volte. Il numero dei parlamentari 5 stelle è di 163.

Postato il 23 Aprile 2013 alle 11:00 in Scrivi listen_it_it.gifAscolta Stampa
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Passaparola – Un Paese senza sovranità – Intervista a Stefania Limiti

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Un Paese senza sovranità
(14:00)

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“Dobbiamo ricostruire questa nostra memoria, capire che cosa è successo, che ha voluto la strategia della tensione. Dobbiamo farlo non solo per onorare le vittime delle stragi, ma per capire chi ha voluto che il nostro Paese fosse così ingovernabile, così fragile, non in grado di esprimere una propria sovranità.
Però la verità dobbiamo conquistarcela, è un lavoro di ricomposizione che va fatto in ogni sede possibile, perché la ricostruzione della memoria politica del nostro passato è la premessa fondamentale per il nostro futuro.” S. Limiti

Intervista a Stefania Limiti giornalista e autrice de “Doppio livello

Ombre sul nostro passato (espandicomprimi)
Buongiorno e un saluto a tutti gli amici del Blog di Beppe Grillo, io mi chiamo Stefania Limiti, sono una giornalista e autrice di alcune inchieste che ripercorrono gli anni bui della nostra Repubblica, gli anni della strategia della tensione.
Ancora oggi non sappiamo la verità di molti fatti drammatici avvenuti nel nostro paese e, soprattutto, sono rimasti impuniti i responsabili e questo non ha dato la possibilità di dare delle risposte al sacrificio delle vittime, ai loro famigliari. Questo è un tema che tormenta la nostra coscienza collettiva.

La Rete Atlantica (espandicomprimi)
L’esistenza della Rete Atlantica va collocata e compresa nello scenario internazionale del dopoguerra, quando l’Italia si è trovata a essere un Paese controllato, geograficamente collocato in una posizione molto delicata, e è stato un paese a cui è stata impedita una propria sovranità, una propria via nazionale, di ricostruzione delle proprie scelte in politica estera, delle proprie scelte nelle strategie di sviluppo e questo perché tutto era stato impostato. Le istituzioni erano state infiltrate e tutto è stato fatto in modo che l’Italia potesse essere impermeabile a qualsiasi penetrazione delle forze comuniste e progressiste.
I frutti di quella politica sono molto lunghi nel tempo e probabilmente li stiamo ancora pagando oggi.

 

 

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Re Giorgio II

Postato il 22 Aprile 2013 alle 14:00 in Scrivi listen_it_it.gifAscolta Stampa
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Blue Sunday

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Una domenica di aprile triste, un silenzio strano. Quella poca gente che si vede in giro nelle città la mattina non sorride e tira dritto. Ti senti come il giorno dopo la scomparsa di una persona cara. Quella indefinibile mancanza che provi dentro, che non riesci ad accettare e che sai ti accompagnerà troppo a lungo. La Repubblica, quella che si dice democratica e fondata sul lavoro, ieri è morta. Pensi al sorriso raggiante di Berlusconi in Parlamento, risplendente come il sole di mezzogiorno, dopo la nomina di Napolitano, e ti domandi come è possibile tutto questo, pensi ai processi di Berlusconi, a MPS, alle telefonate di Mancino, ai saggi e alle loro indicazioni per proteggere la casta. Sai che alcuni di loro diventeranno ministri. Ti viene lo sconforto. Tutto era stato predisposto con cura. Un governissimo, le sue “agende” Monti e Napolitano, persino il nome del primo ministro, Enrico Letta o Giuliano Amato, e un presidente Lord protettore dei partiti. Uno tra Amato, D’Alema o Marini avrebbe dovuto essere l’eletto. Rodotà ha rovinato i giochi. Ed ecco il piano B con il rientro di Napolitano che fino al giorno prima aveva strenuamente affermato che non si sarebbe ricandidato. E di notte, in poche ore (minuti?) si è deciso (ratificato?) il presidente della Repubblica e la squadra di governo. Chiamala, se vuoi, democrazia. L’Italia ha perso e, non so perché, mi viene in mente il pianto disperato di Baresi dopo la finale persa ai rigori con il Brasile nel 1994. Il MoVimento 5 Stellle è diventato l’unica opposizione, l’unico possibile cambiamento. Il Partito Unico si è mostrato nella sua vera luce. Noi o loro, ora la scelta è semplice. Coloro che oggi sono designati al comando della Nazione sono i responsabili della sua distruzione. Governano da vent’anni. Per dignità dovrebbero andarsene, come avviene negli altri Stati. Chi sbaglia paga. E chi persevera paga doppiamente. Entro alcuni mesi l’economia presenterà il conto finale e sarà amarissimo. Dopo, però, ci aspetta una nuova Italia.

P.S. Le liste certificate per le prossime amministrative sono elencate qui, le liste che non avessero ancora indicato l’indirizzo dove ricevere le liberatorie lo possono fare qui.

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Helzapoppin’ all’italiana
 

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Colpo di Stato all’italiana

Postato il 21 Aprile 2013 alle 18:55 in Scrivi listen_it_it.gifAscolta Stampa
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Re Giorgio II

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napolitano_amato.jpg

 

“Cerchiamo anzitutto di riassumere quanto è accaduto negli ultimi mesi. Il successo elettorale conseguito dal MoVimento 5 Stelle è andato al di là di ogni realistica previsione: 163 parlamentari per una nuova forza politica rappresentano di per sé una vittoria. Il MoVimento avrebbe voluto cominciare a lavorare seriamente nel Parlamento, ma questo non è stato possibile. Si è tentato di costringerlo a un voto di fiducia ad un governo a guida Bersani che con il senno di poi avrebbe implicato lo strangolamento dello stesso MoVimento. Il PD era già sull’orlo del precipizio e il MoVimento sarebbe finito nel baratro insieme a lui. Ecco perché la linea di non accettare l’accordo, un accordo finto perché mirante soltanto agli interessi del PD, era del tutto condivisibile. Tuttavia si sarebbe potuto cominciare a operare e lavorare costruttivamente nel Parlamento e invece si è voluto impedire il funzionamento di quello che è il cuore della nostra democrazia. E così un movimento che mira alla democrazia diretta ha dovuto farsi paladino della stessa democrazia rappresentativa tradita dagli altri partiti. La crisi continuava e si avvitava su se stessa. Il governo era in carica, ma il Parlamento paralizzato. Tutto nell’attesa del nuovo Presidente della Repubblica e del conferimento di un nuovo incarico di governo. Alle Quirinarie il MoVimento ha votato con il cuore e con la testa, proponendo come primi tre nomi una donna, Milena Gabanelli, e un uomo, Gino Strada, della società civile e un giurista di caratura internazionale, Stefano Rodotà. Alla fine dopo la rinuncia dei primi due candidati è subentrato il terzo, una delle figure più autorevoli della cultura giuridica nel nostro paese e che pur nella sua indipendenza (è stato un tempo uno degli indipendenti di sinistra) ha sempre appartenuto alla sinistra. Sembrava quasi naturale che un partito sedicente di sinistra potesse convergere su questo nome. Un uomo di quella levatura giuridica sarebbe stato comunque il garante di tutti e avrebbe svolto la sua funzione di super partes, fondamentale per un Presidente della Repubblica. E invece hanno offerto al popolo italiano uno spettacolo indecoroso e, diciamolo pure, mortificante per le persone che sono state mandate al massacro: prima Marini e poi Prodi. A questo punto non restava altro che constatare la completa dissoluzione, liquefazione di un partito, quello democratico, che sin dal suo inizio era attraversato da latenti contraddizioni. Su questo deserto non c’era altra via per ricompattare quel che restava della partitocrazia che recuperare Re Giorgio. Ma cosa è avvenuto nella votazione di ieri sera? Suscitando lo sdegno di tutti ieri Beppe Grillo ha parlato di un “colpo di Stato, che avviene furbescamente con l’utilizzo di meccanismi istituzionali“. Si tratta di un’affermazione che può sembrare del tutto inadeguata e addirittura pericolosa, così la giudica infatti tutta la stampa unanime, perché quando si parla di golpe siamo abituati a pensare a un colpo militare, a un cosiddetto pronunciamiento, per usare l’espressione della tradizione spagnola. Esistono tuttaviasvariate tecniche del colpo di Stato, come già aveva mostrato Curzio Malaparte nel suo saggio del 1931. Quello classico fu attuato da Luigi Bonaparte nel 1851 quando diede il colpo di grazia a quella Repubblica di cui lui stesso era Presidente per riuscire a farsi proclamare Imperatore di Francia. La cosa è ben descritta in un celebre saggio di Karl Marx del 1852, Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte. Ci fu in quel caso una violazione dell’assetto costituzionale esistente e un suo mutamento: il Presidente divenne Imperatore dei francesi. Non è quello che è avvenuto ieri in Italia. Il Presidente è restato Presidente, non è stato incoronato Imperatore, ma è il primo Presidente della storia repubblicana ad assumere due mandati contro quella che era sino ad oggi una consuetudine costituzionale, quella cioè contraria ad una rielezione del Presidente della Repubblica. Inoltre è il primo Presidente della Repubblica ad essere applaudito in Parlamento, ma oggetto di una sollevazione popolare nelle piazze d’Italia. Il Coup d’État per Gabriel Naudé, che per primo se ne occupò nel 1639 nelle sue Considérations politiques sur le Coup d’État, ha le più svariate caratteristiche e tende pure a confondersi con la “ragion di Stato”. Ebbene è proprio questa ragion di Stato che ci ha consegnato ieri la rielezione di Napolitano.
Lo stesso Napolitano d’altro canto qualche mese fa aveva messo in evidenza i rischi per la democrazia di un suo secondo mandato. Riportiamo qui integralmente il testo di una lettera scritta da lui al quotidiano, oggi non più esistente, “Pubblico” e pubblicata il 28 settembre 2012: “Caro direttore, Le scrivo per sgomberare – spero definitivamente – il campo da ogni ipotesi di ‘Napolitano bis’. Non è solo un problema di indisponibilità personale, facilmente intuibile, da me ribadita più volte pubblicamente. La mia è soprattutto una ferma e insuperabile contrarietà che deriva dal profondo convincimento istituzionale che il mandato (già di lunga durata) di Presidente della Repubblica, proprio per il suo carattere di massima garanzia costituzionale, non si presti a un rinnovo comunque motivato. Né tantomeno a una qualche anomala proroga.”. Evidentemente Napolitano ci ha ripensato. La vecchia stagione del compromesso storico doveva concludersi con un inciucio storico ed è per questo, contraddicendo quanto da lui stesso affermato, che alla fine ha accettato il secondo mandato.
Non vi è dubbio che tutto sia avvenuto ancora una volta nel solco della legalità, ma la legalità in questo caso è diventata un’arma contundente con la quale si è voluto colpire il popolo italiano. I partiti moribondi hanno ricevuto una boccata di ossigeno, ma avranno ancora qualche mese, al massimo un anno di vita, non di più, perché il virus del MoVimeno ha ormai infettato il loro corpo e non si riuscirà più a debellarlo.” Paolo Becchi

P.S. Le liste certificate per le prossime amministrative sono elencate qui, le liste che non avessero ancora indicato l’indirizzo dove ricevere le liberatorie lo possono fare qui.

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Postato il 21 Aprile 2013 alle 11:39 in Scrivi listen_it_it.gifAscolta Stampa
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Tags: Amatocolpo di StatoCostituzioneMoVimento 5 StelleNapolitanopopolo

Tutti i post del mese di Aprile 2013

Con questi non ci mescoleremo mai

capitan_findus_letta.jpg
“MESCOLARSI ! questo termine sembra la cifra espressa da Enrico Letta (Capitan Findus, lo stoccafisso del pdmenoelle, ndr), è un mantra, anche lo scorso streaming c’era questa insistenza. E’ un termine da cucina per quanto raffinata, o per cocktails dal risultato non necessariamente gradevole al gusto. I programmi economici e di riforma del finanziamento ai partiti non possono essere “mescolati” sono infatti alternativi, nettamente alternativi, anche alla luce del fatto che le risorse destinate allo sviluppo sono esigue. E’ alternativo anche l’approccio alle riforme della costituzione. Una va verso uno strisciante presidenzialismo l’altra verso la liberazione del parlamento dal giogo che in questi vent’anni è stato imposto da giri e raggiri ai danni della sovranità popolare che il Parlamento esprime. Contribuire non è mescolarsi è l’esatto contrario. Anche perchè la confusione non è un contributo alla limpidezza delle proprie azioni, è solo una nebbia che offusca responsabilità e meriti. Letta lasci stare le metafore gastronomiche buone per pasticci e per nascondere nelle “vivande” veleni e tossici con i quali questa casta ha ucciso la democrazia in questo paese.” Kasap Aia

Il Commento:
Pertini e la nuova resistenza

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“Oggi la nuova Resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. […] E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo. Se c’è qualcuno che da’ scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!” Sandro Pertini

Dal MoVimento 5 Stelle:
Zero aree dismesse

Zero aree dismesse
Atteso che in Italia vi sono oltre 9000 aree dismesse sarebbe interessante lavorare al fine di promulgare una legge dello Stato che imponga ai proprietari, entro un termine congruo, la bonifica delle predette aree.
(segue…)

Postato il 24 Aprile 2013 alle 00:18 inMonzaScrivi
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La Settimana – Vol. 8 N°16

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L’arroganza del potere
“L’uomo ha bisogno di stare insieme ad altri uomini, e per questo servono regole, leggi, sennò sarebbe l’anarchia totale, la barbarie. Ma attenzione all’autorità costituita. Certi arroganti vestiti di potere proprio non li sopporto. L’autorità serve, ma deve essere uno strumento come una bilancia, deve essere un mezzo e non il fine, il traguardo degli avidi e degli arroganti” Mauro Corona – Confessioni ultime 

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Archivio de La Settimana ]

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mappa-del-potere-battaglia.jpgLa Borsa è una grande famiglia. I consiglieri di amministrazione si conoscono tra loro come vecchi amici. E hanno il dono dell’ubiquità. Sono presenti sia nelle aziende clienti che in quelle fornitrici. 

(segue)

Intervistiamo i giornalistiUtilizza “intervistiamoigiornalisti” come tag nei video che caricherete su Youtube. Twitta con “#intervistiamoli” per diffondere e segnalare le interviste su Twitter e proporre le domande da rivolgere ai giornalisti. 

(segue)

scudo-della-rete.pngIl blog è a disposizione con un’area di aiuto per i blogger querelati con gli studi legali cui rivolgersi e l’elenco delle cause in corso contro le pubblicazioni in rete. 

(segue)

Schiavi Moderni eBook KindleLa legge Biagi, Co.Co.Co. e Co.Co.Pro hanno portato insicurezza e stipendi da fame. L’Italia si è trasformata in una nazione di precari, di sotto-occupati e di senza lavoro. Di universitari che rispondono nei call center a 5 euro all’ora. 

(segue)

 

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rai_partiti.jpgFuori i partiti dalla RAI per un’informazione finalmente libera 

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2 risposte a 26 APRILE 2013 ORE 08:42 IL 25 APRILE DI BEPPE GRILLO E’ MOLTO SIMILE A QUELLO DI TANTI COMPAGNI “TOSTI” DELLA SINISTRA // COSA SIGNIFICA PER VOI? GRILLO INTERPRETA UNA PARTE DI NOI MEGLIO DEL PD? /// PIU’ UNA VALANGA DI COSE DEL BLOG GRILLO VENUTE INSIEME —CHE LASCIO —SE QUALCUNO VUOLE DARE UN’OCCHIATA.

  1. D 'IMPORZANO DONATELLA scrive:

    Già ieri mi sono un po’ “spaventata” perché alcune mie rabbiose idee assomigliano a quelle del M5s. Del resto punti in comune nei programmi di Grillo e PD ce n’erano ed è stata solo la cecità di questo Movimento che non ha permesso di fare un governo di cambiamento. Al di là di Grillo e delle sue plateali esagerazioni ed improvvisazioni, penso che un governo politico, come pare sarà, fatto con un PDL del tutto inaffidabile, non potrà che portare rovina e sconcerto nella Sinistra. Il vero vincitore sarà il solito cialtrone che tanto piace agli Italiani perché ne rispecchia, ingranditi e affascinanti, i peggiori difetti, abbondantemente resi accettabili dal profumo dei soldi e del potere che emana. E’ vero che se si andasse alle elezioni ora sarebbe quasi certamente una sconfitta per la Sinistra, ma lo sarà comunque anche dopo, perché la coerenza è uno di quei requisiti che la Sinistra in genere non dimentica. Naturalmente occorre vedere cosa il nuovo governo proporrà e se Berlusconi., come tante altre volte, farà saltare il banco all’ultimo momento

  2. Why users still make use of to read news papers when in this technological
    world the whole thing is accessible on web?

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