28 maggio 2013 ore 06:40 ROY LICHTENSTEIN SCULTORE—-chiara, ovviamente non è il mio campo, se dico cazzate CORREGGETEMI! GRAZIE E BON DIA!

richie hatwin  marco carola   (MUSICA NEO POP/ VEDI SOTTO)

POP ART (WIKIPEDIA)…

tanto per sapere l’abc /solo per chi come chiara non lo sa.

 


La Pop Art è una delle più importanti correnti artistiche del dopoguerra. Discende direttamente dal graffiante cinismo della Nuova oggettività e dalla semplicità equilibrata del Neoplasticismo, del Dadaismoe del Suprematismo. Nasce in Gran Bretagna alla fine degli anni cinquanta, ma si sviluppa soprattutto negli USA a partire dagli anni sessanta, estendendo la sua influenza in tutto il mondo occidentale.

Questa nuova forma d’arte popolare è in netta contrapposizione con l’eccessivo intellettualismo dell’Espressionismo Astratto e rivolge la propria attenzione agli oggetti, ai miti e ai linguaggi della società dei consumi.

L’appellativo “popolare” deve essere inteso però in modo corretto. Non come arte del popolo o per il popolo ma, più puntualmente, come arte di massa, cioè prodotta in serie. E poiché la massa non ha volto, l’arte che la esprime deve essere il più possibile anonima: solo così potrà essere compresa e accettata dal maggior numero possibile di persone.[1]

In un mondo dominato dal consumo, la Pop art respinge l’espressione dell’interiorità e dell’istintività e guarda, invece, al mondo esterno, al complesso di stimoli visivi che circondano l’uomo contemporaneo: il cosiddetto “folclore urbano”. È infatti un’arte aperta alle forme più popolari di comunicazione: i fumetti, la pubblicità, i quadri riprodotti in serie. Il fatto di voler mettere sulla tela o in scultura oggetti quotidiani elevandoli a manifestazione artistica si può idealmente collegare al movimento svizzero Dada, ma completamente spogliato da quella carica anarchica, provocatoria e critica.

 

Arte pop per le strade di New York City (autore anonimo)

La rappresentazione degli hamburger, delle auto, dei fumetti si trasforma presto in merce, in oggetto che si pone sul mercato (dell’arte) completamente calato nella logica mercantile. Ciò nonostante gli artisti che hanno fatto parte di questo movimento hanno avuto un ruolo rivoluzionario introducendo nella loro produzione l’uso di strumenti e mezzi non tradizionali della pittura, come il collage, la fotografia, il cinema, il video e la Musica da quale gli stessi Beatles per alcune canzoni hanno trovato ispirazione.

La sfrontata mercificazione dell’uomo moderno, l’ossessivo martellamento pubblicitario, il consumismo eletto a sistema di vita, il fumetto quale unico, residuo veicolo di comunicazione scritta, sono i fenomeni dai quali gli artisti pop attingono le loro motivazioni. In altre parole, la Pop Art attinge i propri soggetti dall’universo del quotidiano – in specie della società americana – e fonda la propria comprensibilità sul fatto che quei soggetti sono per tutti assolutamente noti e riconoscibili.

Tecniche

Con sfumature diverse, gli artisti riprendono le immagini dei mezzi di comunicazione di massa, del mondo del cinema e dell’intrattenimento, della pubblicità. La Pop Art infatti usa il medesimo linguaggio della pubblicità e risulta dunque perfettamente omogenea alla società dei consumi che l’ha prodotta. L’artista, di conseguenza, non trova più spazio per alcuna esperienza soggettiva e ciò lo configura quale puro manipolatore di immagini, oggetti e simboli già fabbricati a scopo industriale, pubblicitario o economico. Questi oggetti, riprodotti attraverso la scultura e la pittura, sono completamente personalizzati.

Nelle mani di un artista pop le immagini della strada si trasformano nelle immagini “ben fatte” dell’arte colta. I temi raffigurati sono estremamente vari: prodotti di largo consumo, oggetti di uso comune, personaggi del cinema e della televisione, immagini dei cartelloni pubblicitari, insegne, foto di giornali, riviste.

Gli artisti che vanno ricordati sono: 

 

 

Jasper Johns,

 

 

 

 

Robert Rauschenberg,

 

James Rosenquist,

 

 

 

Andy Warhol

 

 

 

Roy Lichtenstein (vedi sotto).

 


A partire dagli anni novanta del XX secolo si è avuta una revitalizzazione di questa tendenza artistica, che va sotto il nome di NeoPop.

NeoPop (o Neo-pop) è il nome di una corrente artistica internazionale postmoderna che si è sviluppata a partire dagli anni novanta del XX secolo. Fa chiaro riferimento alla Pop Art storica e ai suoi rappresentanti (Andy WarholRoy Lichtenstein ecc.), frantumandosi però in numerosi sottogruppi con diversi rimandi culturali: dal graffitismo urbano al mondo dell’undergound, dall’uso di materiali diversi come plastiche, resine ecc. al mondo dei fumetti giapponesi, dall’urban art al web design, fino a mescolarsi con riferimenti “alti”, letterari o concettuali. Se nella Pop Art il riferimento era soprattutto almondo dei consumi e dei mass-media, con il NeoPop si manifestano i segni della globalizzazione e della miscela di culture diverse.

Tra gli artisti più noti a livello internazionale, ci sono Jeff KoonsTakashi Murakami, ma anche Gary BasemanJenny Holzer o, in Europa, Sigmar PolkeKatharina FritschGary HumeTim Noble.


In Italia il NeoPop si esprime in forme assai diverse, attraverso autori come Andy, Willow, Damiano FassoHackatao (Scalet-Squarci)Marco CeruttiCristina StifanicAntonio MurgiaCracking Art,TVBoyMassimo GiaconSivaMarco LodolaFlavio LucchiniVittorio ValentePablo EchaurrenSilvano TessarolloRoxy In The BoxEster GrossiPep MarchegianiVanessa Simone (VanArt), e altri; l’interesse dell’Italia per questo linguaggio è piuttosto recente, e coinvolge soprattutto artisti giovani.


festival di musica neo pop in portogallo, in agosto, ogni anno, ospitando nomi del calibro di Richie Hawtin, Carl Craig o Paul Kalkbrenner.

 

Roy Fox Lichtenstein (New York27 ottobre 1923 – New York29 settembre1997) è stato un artista statunitense, tra i più celebri esponenti della Pop Art.

MADRID

 

 

TRIENNALE DI MILANO

 

 

ROY LICHTENSTEIN   IMMAGINI VARIE

 

 

 

 

 

 

MOLL DE LA FUSTA   BARCELLONA

 

 

 

 

Smithsonian Museum Installs Roy Lichtenstein Sculpture

 

A sculpture titled "Modern Head" by American artist Roy Lichtenstein is installed at the Smithsonian American Art Museum August 27, 2008 in Washington, DC. The 31-foot-tall stainless steel piece was on display one block from the World Trade Center on September 11, 2001, and survived the attack with superficial damage, and was temporarily used as a message board by the FBI during its investigation; it is on loan to the Smithsonian indefinitely.

 

 

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2 Responses to 28 maggio 2013 ore 06:40 ROY LICHTENSTEIN SCULTORE—-chiara, ovviamente non è il mio campo, se dico cazzate CORREGGETEMI! GRAZIE E BON DIA!

  1. nemo scrive:

    La cosiddetta ‘arte moderna’ a me piace.

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