18 agosto 2013 ore 19:07 IL MURO DELL’OSTILITA’ DI LAURIE PENNY BY LUNANUVOLA DI MARIA DI RIENZO

Nuovo articolo su Lunanuvola’s Blog

Il muro dell’ostilità

by lunanuvola

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Il muro dell’ostilità

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(“Of course all men don’t hate women. But all men must know they benefit from sexism”, di Laurie Penny per The New Statesman, 16.8.2013. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

Laurie

Questo farà un po’ male. Negli ultimi mesi, è stato praticamente impossibile aprire un quotidiano o accendere la televisione senza trovare la storia di un’altra minorenne stuprata, di un’altra donna politica molestata, di un’altra trans assassinata. Ma non appena donne, ragazze e un crescente numero di alleati maschi cominciano a parlare contro il sessismo e l’ingiustizia, accade una cosa curiosa: alcune persone lamentano che parlare contro il pregiudizio sarebbe in sé una forma di pregiudizio.

Di questi tempi, prima di poter parlare di misoginia, alle donne si richiede sempre di più di modificare il linguaggio, di modo da non urtare i sentimenti degli uomini. Non dire: “Gli uomini opprimono le donne”, è sessismo, è brutto come ogni prodotto del sessismo che le donne abbiano mai dovuto maneggiare, forse peggiore. Invece, dì: “Alcuni uomini opprimono le donne.” Qualsiasi cosa tu faccia, non generalizzare. E’ qualcosa che gli uomini fanno. Non tutti gli uomini – solo alcuni.

Questo tipo di pastrocchio semantico è un modo assai efficace di far stare zitte le donne. Dopo tutto, la maggior parte di noi è cresciuta imparando che essere una brava ragazza significava anteporre sempre i sentimenti degli altri ai nostri. Non si suppone che noi si dica quel che pensiamo, se c’è una possibilità che esso disturbi qualcun altro o, peggio, lo faccia arrabbiare. Per cui, infarciamo il nostro discorso con richieste di scuse, con precauzioni e suoni addolcenti. Rassicuriamo i nostri amici e i nostri amati con: “Tu non sei uno di quegli uomini che odiano le donne.”

Quel che non diciamo è: Ovviamente, non tutti gli uomini odiano le donne, ma la cultura odia le donne, perciò gli uomini che crescono in una cultura sessista hanno la tendenza a fare e dire cose sessiste, spesso senza intenzione. Non vi stiamo giudicando per quello che siete, ma questo non significa che non vi stiamo chiedendo di cambiare il vostro comportamento. Ciò che sentite per le donne nei vostri cuori è di minor immediata importanza rispetto a come le trattate su base giornaliera.

Tu puoi essere l’uomo più gentile e più dolce del mondo, e ancora beneficiare del sessismo. E’ così che l’oppressione funziona. Migliaia di persone per altro verso decenti sono persuase ad accodarsi ad un sistema ingiusto perché così è meno fastidioso. La risposta appropriata, quando qualcuno chiede un cambiamento in tale sistema ingiusto è ascoltare, invece di girare la testa o di urlare, come farebbe un bambino, che non è colpa tua. E non è colpa tua. Sono sicura che sei amabile. Ciò non significa che tu non abbia la responsabilità di far qualcosa al proposito.

Senza invocare ottusi stereotipi di genere sul multitasking (la capacità di compiere più operazioni contemporaneamente, ndt.), dovremmo essere tutti d’accordo sul fatto che è relativamente facile avere più di un’idea alla volta in un cervello umano. E’ un grande e complesso organo, il cervello, ha circa le dimensioni e il peso di un orribile cavolo marcescente, ed ha spazio per molte battute – buone o da spazzatura – prese da programmi televisivi, e per il numero di telefono dell’ex amante che non dovresti assolutamente chiamare dopo 6 bicchierini di vodka. Se il cervello non potesse maneggiare grandi idee strutturali assieme alle più piccole e personali, non ce l’avremmo mai fatta a scendere dagli alberi e a costruire cose come le città e i cinema multisala.

Non dovrebbe, perciò, essere difficile spiegare al maschio medio che mentre tu, individuo, facendo i tuoi affari quotidiani, mangiando patatine e giocando a BioShock 2, puoi non odiare e non ferire le donne, gli uomini come gruppo – gli uomini come struttura – lo fanno. Io non credo che la maggioranza degli uomini siano troppo stupidi per capire questa distinzione e, se lo sono, è necessario migliorare i nostri sforzi per impedire loro di dirigere praticamente ogni governo sul pianeta.

E’ ancora difficile parlare agli uomini di sessismo senza incontrare un muro di difesa che sfuma nell’ostilità vera e propria, e persino nella violenza. La rabbia è un responso assolutamente comprensibile all’apprendere di essere implicati in un sistema che opprime le donne: ma la soluzione non è direzionare quella rabbia ancora sulle donne. La soluzione non è chiudere il discorso accusandoci di “sessismo alla rovescia”, come se questo bilanciasse in qualche modo il problema e mettesse uno stop al vostro sentirvi a disagio.

Il sessismo deve essere disagevole. E’ doloroso e infuriante essere al polo ricevente degli attacchi misogini, ed è doloroso anche vederli accadere e sapere di essere implicati, anche quando si è scelto di non esserlo. Si suppone che tu reagisca, quando ti viene detto che un gruppo di cui sei membro sta attivamente opprimendo altri esseri umani, nello stesso modo in cui si suppone tu reagisca quando il medico ti colpisce il ginocchio con il martelletto. Se nulla si muove, c’è qualcosa di orribilmente sbagliato.

Dire che “Tutti gli uomini sono implicati in una cultura di sessismo” – tutti, non solo alcuni, può suonare come un’accusa. In realtà, è una sfida. Tu, individuo di sesso maschile, con i tuoi sogni e desideri individuali, non hai chiesto di nascere in una società che ti dà vantaggi sociali e sessuali sulle femmine. Non vuoi vivere in un mondo in cui le bambine sono stuprate e nei tribunali si dice loro che hanno “provocato”, in cui il lavoro delle donne è sottopagato o non pagato affatto; in cui noi siamo chiamate troie e puttane perché chiediamo semplicemente eguaglianza sessuale. Tu non hai scelto nulla di tutto questo. Quello che puoi scegliere, proprio ora, è cosa viene dopo.

Tu puoi scegliere, come uomo, di aiutare a creare un mondo più giusto per le donne e per gli uomini. Puoi scegliere di contrastare la misoginia e la violenza sessuale ogni volta in cui le vedi. Puoi scegliere di assumerti dei rischi e di spendere energie nel sostenere le donne, nel promuovere le donne, nel trattare le donne nella tua vita come davvero eguali a te. Puoi scegliere di sollevarti e dire no e, ogni giorno, sempre più uomini e ragazzi stanno facendo questa scelta. La domanda è: tu sarai uno di loro?

lunanuvola | 18 agosto 2013 alle 00:07 | Etichette: attivismo

 

(“Of course all men don’t hate women. But all men must know they benefit from sexism”, di Laurie Penny per The New Statesman, 16.8.2013. Trad. Maria G. Di Rienzo.)

Questo farà un po’ male. Negli ultimi mesi, è stato praticamente impossibile aprire un quotidiano o accendere la televisione senza trovare la storia di un’altra minorenne stuprata, di un’altra donna politica molestata, di un’altra trans assassinata. Ma non appena donne, ragazze e un crescente numero di alleati maschi cominciano a parlare contro il sessismo e l’ingiustizia, accade una cosa curiosa: alcune persone lamentano che parlare contro il pregiudizio sarebbe in sé una forma di pregiudizio.

Di questi tempi, prima di poter parlare di misoginia, alle donne si richiede sempre di più di modificare il linguaggio, di modo da non urtare i sentimenti degli uomini. Non dire: “Gli uomini opprimono le donne”, è sessismo, è brutto come ogni prodotto del sessismo che le donne abbiano mai dovuto maneggiare, forse peggiore. Invece, dì: “Alcuni uomini opprimono le donne.” Qualsiasi cosa tu faccia, non generalizzare. E’ qualcosa che gli uomini fanno. Non tutti gli uomini – solo alcuni.

Questo tipo di pastrocchio semantico è un modo assai efficace di far stare zitte le donne. Dopo tutto, la maggior parte di noi è cresciuta imparando che essere una brava ragazza significava anteporre sempre i sentimenti degli altri ai nostri. Non si suppone che noi si dica quel che pensiamo, se c’è una possibilità che esso disturbi qualcun altro o, peggio, lo faccia arrabbiare. Per cui, infarciamo il nostro discorso con richieste di scuse, con precauzioni e suoni addolcenti. Rassicuriamo i nostri amici e i nostri amati con: “Tu non sei uno di quegli uomini che odiano le donne.”

Quel che non diciamo è: Ovviamente, non tutti gli uomini odiano le donne, ma la cultura odia le donne, perciò gli uomini che crescono in una cultura sessista hanno la tendenza a fare e dire cose sessiste, spesso senza intenzione. Non vi stiamo giudicando per quello che siete, ma questo non significa che non vi stiamo chiedendo di cambiare il vostro comportamento. Ciò che sentite per le donne nei vostri cuori è di minor immediata importanza rispetto a come le trattate su base giornaliera.

Tu puoi essere l’uomo più gentile e più dolce del mondo, e ancora beneficiare del sessismo. E’ così che l’oppressione funziona. Migliaia di persone per altro verso decenti sono persuase ad accodarsi ad un sistema ingiusto perché così è meno fastidioso. La risposta appropriata, quando qualcuno chiede un cambiamento in tale sistema ingiusto è ascoltare, invece di girare la testa o di urlare, come farebbe un bambino, che non è colpa tua. E non è colpa tua. Sono sicura che sei amabile. Ciò non significa che tu non abbia la responsabilità di far qualcosa al proposito.

Senza invocare ottusi stereotipi di genere sul multitasking (la capacità di compiere più operazioni contemporaneamente, ndt.), dovremmo essere tutti d’accordo sul fatto che è relativamente facile avere più di un’idea alla volta in un cervello umano. E’ un grande e complesso organo, il cervello, ha circa le dimensioni e il peso di un orribile cavolo marcescente, ed ha spazio per molte battute – buone o da spazzatura – prese da programmi televisivi, e per il numero di telefono dell’ex amante che non dovresti assolutamente chiamare dopo 6 bicchierini di vodka. Se il cervello non potesse maneggiare grandi idee strutturali assieme alle più piccole e personali, non ce l’avremmo mai fatta a scendere dagli alberi e a costruire cose come le città e i cinema multisala.

Non dovrebbe, perciò, essere difficile spiegare al maschio medio che mentre tu, individuo, facendo i tuoi affari quotidiani, mangiando patatine e giocando a BioShock 2, puoi non odiare e non ferire le donne, gli uomini come gruppo – gli uomini come struttura – lo fanno. Io non credo che la maggioranza degli uomini siano troppo stupidi per capire questa distinzione e, se lo sono, è necessario migliorare i nostri sforzi per impedire loro di dirigere praticamente ogni governo sul pianeta.

E’ ancora difficile parlare agli uomini di sessismo senza incontrare un muro di difesa che sfuma nell’ostilità vera e propria, e persino nella violenza. La rabbia è un responso assolutamente comprensibile all’apprendere di essere implicati in un sistema che opprime le donne: ma la soluzione non è direzionare quella rabbia ancora sulle donne. La soluzione non è chiudere il discorso accusandoci di “sessismo alla rovescia”, come se questo bilanciasse in qualche modo il problema e mettesse uno stop al vostro sentirvi a disagio.

Il sessismo deve essere disagevole. E’ doloroso e infuriante essere al polo ricevente degli attacchi misogini, ed è doloroso anche vederli accadere e sapere di essere implicati, anche quando si è scelto di non esserlo. Si suppone che tu reagisca, quando ti viene detto che un gruppo di cui sei membro sta attivamente opprimendo altri esseri umani, nello stesso modo in cui si suppone tu reagisca quando il medico ti colpisce il ginocchio con il martelletto. Se nulla si muove, c’è qualcosa di orribilmente sbagliato.

Dire che “Tutti gli uomini sono implicati in una cultura di sessismo” – tutti, non solo alcuni, può suonare come un’accusa. In realtà, è una sfida. Tu, individuo di sesso maschile, con i tuoi sogni e desideri individuali, non hai chiesto di nascere in una società che ti dà vantaggi sociali e sessuali sulle femmine. Non vuoi vivere in un mondo in cui le bambine sono stuprate e nei tribunali si dice loro che hanno “provocato”, in cui il lavoro delle donne è sottopagato o non pagato affatto; in cui noi siamo chiamate troie e puttane perché chiediamo semplicemente eguaglianza sessuale. Tu non hai scelto nulla di tutto questo. Quello che puoi scegliere, proprio ora, è cosa viene dopo.

Tu puoi scegliere, come uomo, di aiutare a creare un mondo più giusto per le donne e per gli uomini. Puoi scegliere di contrastare la misoginia e la violenza sessuale ogni volta in cui le vedi. Puoi scegliere di assumerti dei rischi e di spendere energie nel sostenere le donne, nel promuovere le donne, nel trattare le donne nella tua vita come davvero eguali a te. Puoi scegliere di sollevarti e dire no e, ogni giorno, sempre più uomini e ragazzi stanno facendo questa scelta. La domanda è: tu sarai uno di loro?

lunanuvola | 18 agosto 2013 alle 00:07 | Etichette: attivismo

 

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