8 ottobre 2013 ore 18:02 NEL 1982 DALLE PARTI DI PORDENONE…(SEMBRA UNA FAVOLA PER ME!) SEI PAZIENTI (FUORI DAL MANICOMIO CON LA LEGGE 180) E TRE PSICHIATRI (UN PO’ MATTI ANCHE LORO…) FONDANO LA COOPERATIVA NONCELLO, DAL NOME DEL FIUME…

CORRIERECONOMIA. TERZO SETTORE / TRE PSICHIATRI E SEI PAZIENTI LANCIANO LA MAGGIORE COOPERATIVA SOCIALE. NON PROFIT

Mica matti questi qui

 

—————————————————————– Corriereconomia.Terzo settore / Tre psichiatri e sei pazienti lanciano la maggiore cooperativa sociale Mica matti questi qui Tutto comincio’ nel 1982 dalle parti di Pordenone, con tre psichiatri e sei pazienti appena usciti dai manicomi chiusi dalla legge 180. Oggi quei “matti”, diventati nel frattempo la piu’ grande cooperativa sociale italiana, hanno avuto l’ennesima buona idea: perche’ non rottamare i vecchi frigoriferi per favorire l’acquisto di elettrodomestici ecologici? “I normali costruiscono e i matti sfasciano, non e’ cosi’?”, spiega con una battuta Rodolfo Giorgetti, quarantenne trapiantato in terra friulana da Recanati, per anni direttore della cooperativa che si chiama Noncello (e’ il fiume della zona) e oggi ideatore del progetto sugli eco – elettrodomestici. L’idea della rottamazione ecologica capace di creare lavoro socialmente utile e’ piaciuta subito al ministro per l’Ambiente Edo Ronchi, che la sta lanciando in giro per l’Italia. Storia anomala di un’azienda cresciuta nel Friuli della gente concreta e degli psichiatri che hanno tenuto a battesimo la chiusura dei manicomi italiani. Storia emblematica di un successo in bilico fra economia e umanita’ in apparenza perdente, come lo sono le imprese del cosiddetto terzo settore, quel non – profit candidato a subentrare allo Stato sociale e a diventare un pezzo sempre piu’ importante della nuova Italia. C’erano una volta i manicomi e i loro laboratori dove le donne facevano la maglia e gli uomini i falegnami. Lavori senza senso per persone che il senso della vita l’avevano perso da un pezzo. Poi la legge 180 ha aperto le porte ai pazienti affidandoli alle famiglie e a strutture sanitarie comunque impreparate a trovar loro un lavoro vero. E’ nata cosi’ la cooperativa Noncello di Pordenone: sei pazienti e tre operatori cresciuti alla scuola di Basaglia e decisi a trovare la chiave per introdurli nel mercato del lavoro. Hanno cominciato facendo le pulizie. Quest’anno la cooperativa realizza in questo ramo d’attivita’ un fatturato pari a una decina di miliardi, da’ lavoro a 600 soci, vanta l’appalto per la manutenzione dell’universita’ di Udine e svolge lavori delicati come la pulizia delle sale operatorie dell’ospedale di Pordenone. I suoi operatori si sono specializzati nel frattempo nell’assistenza agli anziani e ai bambini, ai malati di Alzheimer e ai pazienti psichiatrici. Si sono persino internazionalizzati: i soci friulani hanno incontrato i pazienti dell’ospedale psichiatrico di Klagenfurt in Austria, costituendo insieme una cooperativa che e’ la prima di una futura rete europea. Dalle pulizie all’ambiente il passo e’ breve. I soci della Noncello entrano nella manutenzione dei cigli stradali e oggi il fattore ambiente fattura oltre 3 miliardi e mezzo. Un’azienda comunque fragile? Tutt’altro. La capogruppo Noncello, che tocchera’ quest’anno i 20 miliardi di fatturato, ha un patrimonio netto pari a 4,5 miliardi e da’ lavoro a 700 soci di cui la meta’ e’ costituita da pazienti psichiatrici, ex alcolisti, ex tossicodipendenti. A tirare le somme, il gruppo friulano raggiungera’ nel ’98 i 35 miliardi di fatturato (il bilancio e’ certificato) ed e’ ormai la terza azienda della provincia per il numero di occupati dopo la Zanussi e l’Ospedale di Pordenone. Giorgetti e’ convinto che tecnologie avanzate e disabilita’ si sposino benissimo. Ecco allora l’investimento di un laboratorio laser d’avanguardia destinato a dare valore aggiunto al lavoro dei soci. E’ grazie a questo laboratorio che nascono i contatti con l’Electrolux: la cooperativa diventa fornitrice di alcune componenti tagliate dal laser per gli elettrodomestici Zanussi. Ma l’azienda non si accontenta di lavorare nelle retrovie di un grande gruppo e decide di entrare in nicchie ad alto valore aggiunto. Oggi taglia gli interni delle barche a vela fabbricate nei cantieri Solaris di Aquileia, salotti galleggianti per nababbi; disegna col laser gli schermi in plexiglass dei video Seleco; si specializza nei parquet intarsiati e sta per aggiudicarsi il restauro di 2000 metri quadrati di pavimenti del Cremlino di Mosca, una gara vinta da una societa’ svizzera e appaltata a un parchettificio artistico che si e’ rivolto alla Noncello per tagliare al laser e ricomporre i preziosi pavimenti in legno intarsiato. Infine qualche giorno fa e’ arrivato l’invito a partecipare al restauro dei pavimenti della Fenice di Venezia. L’idea della rottamazione dei frigoriferi e’ solo l’ultima e nasce nel corso dei contatti che la cooperativa intrattiene con i produttori Electrolux e Whirlpool. Come recuperare i gas Cfc (cloro, fluoro, carburi) presenti nei circuiti e nei pannelli dei frigoriferi e che contribuiscono al buco nell’ozono? Nel settembre 1996 Giorgetti presenta il suo progetto al ministro del Lavoro Tiziano Treu, definendo un protocollo d’intesa che vede insieme Cispel, ministeri del Lavoro e dell’Ambiente e la cooperativa Noncello che lo gestisce. Il progetto si articola in 12 piattaforme (sono gia’ avviate a Torino, Milano, Udine , Carpi, Livorno, Spoleto, Giulianova, Roma, Salerno, Taranto, Messina, Oristano): ogni piattaforma si proprone di smantellare 250 mila pezzi oggi destinati alle discariche ma soprattutto all’abbandono, occupando 63 persone (disoccupati di lunga durata, pazienti psichiatrici, ex tossicodipendenti) che si specializzeranno nella bonifica degli elettrodomestici bianchi (ma gia’ si pensa al recupero dei “bruni”, computer e Tv) e che in futuro potranno dar vita a nuove cooperative sociali nel settore o partecipare a societa’ miste tra enti pubblici e produttori privati. “E’ nato cosi’ il decreto Ronchi che incentiva la rottamazione a favore di elettrodomestici piu’ ecologici. Inoltre il progetto e’ tanto piaciuto al ministero del Lavoro che e’ diventato il modello per la legge 486 sul lavoro socialmente utile”, racconta Giorgetti. Ma i vulcanici cooperatori friulani stanno pensando anche ad altro. Si preparano infatti a lanciare sul mercato nazionale le etichette “Buono da matti” (prodotti alimentari che verranno venduti dalla catena Coop), “Bello da matti” (una serie di CD – rom sui siti archeologici) e “Roba da matti”: una collezione di capi d’abbigliamento disegnata dagli ex pazienti del manicomio di Palmanova e tenuta a battesimo dalla rockstar Vasco Rossi.

Meneghello Ida

Pagina 4
(23 febbraio 1998) – Corriere della Sera

 

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