3 novembre 2013 ore 06:33 MOKODU FALL 12 OPERE / MOSTRA “IL GIARDINO DELL’AMORE”—IPER URANIUM ART GALLERY, ROMA—PRIMA PERSONALE A ROMA DELL’ARTISTA SENEGALESE FAMOSO COME VIGNETTISTA NEL SUO PAESE (NOTIZIE SULL’AUTORE IN FONDO)

3/11/2013

Mokodu Fall

 

 

 

Great Laura Mascaro!Calafrika Music Festival!

(DA FACEBOOK – SUO BLOG)

 

 

 

LAURA MASCARO   DANZATRICE

 

 

“MONDO VERO”—quartiere Pigneto

 

Arresta il sistema”.
Acrilico su tela di Simona Ponzù Donato.
Work in progress.

 

IPER URANIUM ART GALLERY, ROMA

Il giardino dell’amore. e ruotano attorno al concetto di amore passionale quale manifestazione di un sentimento piu’ profondo.

 

TENEREZZA

 

 

COMUNICATO STAMPA

a cura di Stefania Valente

La Galleria d’arte Iper Uranium presenta, dal 3 al 10 novembre 2013, Il giardino dell’amore. Dipinti inediti di Mokodu Fall: prima personale romana dell’artista senegalese noto come vignettista nel suo paese di origine
Pittore autodidatta, nato in Senegal, nel 1975, Mokodu Fall espone un ciclo inedito di dipinti nella mostra personale Il giardino dell’amore, (Galleria d’arte Iper Uranium, dal 3 al 10 novembre 2013).

L’esposizione, a cura di Stefania Valente, presenta dodici opere, commentate dai testi critici posti a margine dei lavori stessi, di Simone Papalini – scrittore e sceneggiatore romano – che, come lascia intuire il titolo (scelto e voluto dall’artista, ma che cita anche un celebre dipinto di Rubes) ruotano attorno al concetto di amore passionale quale manifestazione di un sentimento più profondo, intenso che unisce gli esseri umani tra loro, al di là di ogni confine.

Fulcro di ogni rappresentazione una coppia che si scambia effusioni amorose in metropoli sempre diverse – New York, Mosca, Roma – identificabili dai loro monumenti-simbolo evocati talvolta con una certa dose di ironia (nel dipinto ambientato a Parigi la Torre Eiffel appare spezzata in due). Più precisamente i suoi lavori sono un omaggio all’unione uomo-donna: scambio interumano che consente a ogni persona di realizzare la propria identità, attraverso il contatto con il “diverso da sé”.

Rappresenta questa concezione “calda” del sentimento che unisce gli esseri umani, che si realizza anche nella carnalità dell’atto fisico, con un segno istintivo, non contaminato, simile a quello delle pitture rupestri preistoriche, ma non solo. «Mokodu Fall – spiega la curatrice – si esprime con un linguaggio primordiale, spontaneo e sincero, talvolta ingenuo, capace di suscitare un forte impatto emotivo sullo spettatore. L’immagine bidimensionale e la stilizzazione delle forme da una parte, i colori accessi – rosso e giallo – in forte contrasto tra loro dall’altra, sono elementi caratteristici di una cifra stilistica che attinge, più che altro, dalla cultura di origine dell’artista, così, come del resto, fecero, a loro tempo, anche gli esponenti delle avanguardie del Novecento a cui, in qualche modo, il suo codice linguistico riconduce».

Un ciclo pittorico, nato nel 2006 – e portato avanti parallelamente ad altri percorsi di ricerca (lavori satirici e a tematica africana) – velato da un dolce erotismo, che consente all’artista senegalese di trasmettere un messaggio universale: l’idea che l’amore sia un’energia vitale, potente, esclusiva dell’uomo, in quanto essere dotato di pensiero, che, in ogni dove e in ogni epoca, conducendo gli individui gli uni verso gli altri, favorisce la solidarietà umana e l’armonia sociale. In senso lato quindi l’amore per Mokodu è amore per la vita, per la natura, per l’arte.

Nato nel 1975 in Senegal, da una famiglia nobile (discende da Mayacine, figlio del Re dell’Impero del Baol, regione centrale del Senegal), Mokodu Fall è un artista autodidatta che da 17 anni vive in Italia. Grazie al padre diplomatico, viaggia sin da giovanissimi in tutto il mondo. A 15 anni scopre la passione per il disegno. Negli anni ’90 realizza le sue prime vignette di satira politica che vengono pubblicate sulle riviste mensili: Afrique economique e Le debat. Nel frattempo frequenta il Cafards libérés, nel suo paese, contesto culturale in cui conosce i più grandi vignettisti del Senegal. Nel 1996 si trasferisce in Italia, e inizia ad esporre in diverse città d’Italia (Roma, Bolzano, Riccione, Parma, Gradara, Pianopoli). Di recente ha partecipato a due importanti festival di cultura internazionale (Ottobre Africano, a Parma, 2010 e Calafrika, Calabria, 2013). In contatto con il più grandi artisti senegalesi come Kalidou Kassé, Zoulou Mbaye e Joe Ouakam, di tanto in tanto torna nel suo paese.
Attualmente vive e lavora a Roma.

Ufficio Stampa: artepressroma@gmail.com/329-2675007

Inaugurazione 3 novembre, ore 18.30 con un concerto della violinista Federica Paglia: si esibirà dal vivo, nello spazio espositivo, suonano brani originali, ispirati al tema amoroso,

Iper Uranium Art Gallery
Via dei Banchi Nuovi, 58 – Roma
Orario: aperto tutti i giorni, ore 11.30-19.00 (incluso domenica); chiamare per appuntamenti fuori orario.
Ingresso libero

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