26 DICEMBRE 2013 ORE 19:52 PER NON MORIRE DI CONFUSIONE, RICOSTRUIAMO COME SI PUO’ (WIKIPEDIA)—GLI ULTIMI GOVERNI EGIZIANI—-OGGI L’UOMO AL POTERE E’ IL GENERALE DEL COLPO DI STATO AL SISI// PRESIDENTE ADLI MANDUR// PRIMO MINISTRO: Hazem el-Beblawi—CON CIO’ ABBIAMO DEI DATI PIU’ O MENO CERTI—MA CAPIRE COSA STA SUCCEDENDO?

ULTIMI PRESIDENTI DELL’EGITTO:

(per ripassare, non me li ricordo piu’)—WIKIPEDIA

 

I.  HOSNI MUBARAK—QUARTO PRESIDENTE DELL’EGITTO PER UN TRENTENNIO (QUASI)–1981-2011

 

File:Hosni Mubarak ritratto.jpg

 

Muḥammad Ḥosnī Sayyid Ibrāhīm Mubārak, comunemente conosciuto come Hosni Mubarak (arabo: محمد حسنى سيد إبراهيم مبارك, Muḥammad Ḥusni Sayyid Ibrāhīm Mubārak;Kafr el-Musilha4 maggio 1928), è un politico egiziano, è stato il quarto Presidente dell’Egitto, carica che ha ricoperto per quasi trent’anni, a partire dal 14 ottobre 1981 fino all’11 febbraio2011[1].

Mubārak è stato nominato vicepresidente della Repubblica d’Egitto dopo una brillante carriera militare svolta nei ranghi dell’aeronautica egiziana, nella quale si distinse come generale durante la guerra del Kippur (1973).

 

Assunse la Presidenza, succedendo al Presidente Anwar al-Sādāt, a seguito dell’assassinio di questi il 6 ottobre 1981.

 

Durante la sua Presidenza dell’Egitto è stato uno dei più influenti leader della regione vicino-orientale. Grazie alla Costituzione del 1971, il Presidente Mubārak ha esercitato un forte controllo sul Paese.

 

 

 

 

II. Mohamed Morsi  —

 

PRIMO PRESIDENTE NELLA STORIA DELL’EGITTO ELETTO DEMOCRATICAMENTE

(GIUGNO 2012-LUGLIO 2013)

Muḥammad Mursī ʿĪsā al-ʿAiyāṭ
Mohamed Morsi-05-2013.jpg

Muḥammad Mursī ʿĪsā al-ʿAyyāṭ (arabo: محمد مرسى عيسى العياط‎; El-Adwah20 agosto 1951) è un politico egiziano, del Partito Libertà e Giustizia (il partito dei Fratelli Musulmani) e cittadino americano. Ingegnere chimico con una laurea all’Università del Cairo (1975), un master (1978), poi un Ph.D alla University of Southern California (1982), ha operato alla California State University, Northridge dal 1982 al 1985, anno in cui è tornato in Egitto.

Nel 2012 è divenuto il primo presidente democraticamente eletto dell’Egitto[1], rimasto in carica per circa un anno, fino al 3 luglio 2013[2], quando venne illegittimamente deposto dai militari.

 

Carriera politica

È stato membro del Parlamento egiziano dal 2000 al 2005 dove interpretava la linea politica dell’organizzazione di cui faceva parte: quella dei Fratelli Musulmani. In quegli anni denunciò anche il governo per aver permesso la circolazione di riviste con copertine di nudi e la trasmissione in televisione di scene che considerava “immorali”. Denunciò anche i concorsi di Miss Egitto come contrari alle “norme sociali, alla Shari’a e alla Costituzione”.

Presidente dell’Egitto (2012-2013)

Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli Musulmani, è stato dichiarato ufficialmente vincitore delle elezioni presidenziali in Egitto dalla Commissione elettorale il 24 giugno 2012. Morsi ha vinto con 13 230 131 voti pari al 51% contro i 12 347 038 voti di Ahmed Shafiq (48%), ultimo Primo ministro di Mubārak.

NOTA:  51% CONTRO 48%—LA NAZIONE DIVISA A META’ (SEMBRA)

Il suo obiettivo programmatico è quello di ricostruire l’Egitto e ridare dignità agli egiziani in uno Stato “non teocratico”, ma che facesse riferimento diretto alla Sharīʿa, ossia la Legge coranica. Nel programma figurava anche l’impegno di concedere spazio alle donne nella società egiziana e di rimuovere gli ostacoli per la loro partecipazione alla sfera pubblica, proteggendole da qualsiasi discriminazione.[3]

In agosto ha nominato tra i suoi quattro Assistenti un copto di sentimenti “liberali“, Samīr Murqūs, responsabile per la “Transizione democratica” e una donna, la prof.ssa Pakinam al-Sharqāwī, della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università del Cairo, chiamata a condurre il Dipartimento per gli Affari Politici. Gli altri due Assistenti fanno parte dello schieramento politico-religioso cui il Presidente stesso appartiene.[4]

 

Ha poi nominato suo vicepresidente il magistrato Maḥmūd Makkī, anch’egli dunque non militare, che era stato vicepresidente della Corte di cassazione egiziana (arabo: محكمه النقض, Maḥkamat al-naqṣ)[5] e fratello di Aḥmad Makkī, ministro della Giustizia del governo di Hisham Muhammad Qandil.[6]

Pochi giorni dopo aver svolto, nella seconda metà di novembre 2012, una positiva azione d’intermediazione tra ḤamāsIsraele per il conflitto esploso a Gaza (“Operazione Colonna di nuvole” secondo Israele e “Operazione Ḥijārat sajīl[7] secondo Ḥamās), Morsi si è attribuito con decreto amplissimi poteri anche nel campo del potere giudiziario. Il fine ufficiale del raìs sarebbe quello di rendere non impugnabili i suoi decreti presidenziali per mettere al riparo da ogni pretestuoso intoppo il lavoro dell’Assemblea Costituente incaricata di redigere una nuova Costituzione.[8] Il decreto richiede anche un nuovo processo da intentare agli imputati dell’era Mubarak che si sono macchiati dell’uccisione di manifestanti e che erano stati assolti, ed estende il mandato dell’Assemblea Costituente di due mesi. Inoltre, la dichiarazione autorizza Morsi a prendere tutte le misure necessarie per proteggere la rivoluzione.

Ciò ha tuttavia scatenato una vivacissima reazione di piazza tra gli Egiziani a vario titolo ostili a lui e alla politica che egli intende perseguire. Al contrasto dei manifestanti scesi in Piazza Tahrir e in varie altre località del Paese, gli oppositori più esacerbati hanno replicato dando fuoco ad alcune sedi dei Fratelli Musulmani.

Contemporaneamente la magistratura egiziana proclamava uno sciopero di protesta contro quello che definivano “un golpe bianco” del Presidente della repubblica.

La sua destituzione, e la sua collocazione agli arresti domiciliari, il 3 luglio 2013, a poco più di un anno dalla sua elezione[2].

 

 

3 LUGLIO GOLPE  MILITARE CONTRO MORSI/ COSTITUZIONE SOSPESA /ARRESTATI I FRATELLI MUSULMANI—GOVERNO PROVVISORIO:

 

III.   ADLI MANSOUR

 

 

Adli Mahmud Mansur (arabo: عدلي ﻣﺤﻤﻮﺩ منصور‎; 23 dicembre 1945[1]) è un magistrato egiziano nominato Presidente provvisorio della Repubblica Araba d’Egitto il 3 luglio 2013, nella sua veste di Presidente della Suprema Corte Costituzionale dell’Egitto[2].

Partito politico Indipendente

La sua nomina a capo dello Stato ad interim in seguito alle manifestazioni di massa svoltesi nell’estate del 2013 anche per iniziativa del cosiddetto “Tamarrud“, che hanno condotto a un colpo di Stato militare in Egitto – col sostegno politico diretto

dell’Imam dell’Università-Moschea di al-Azhar, Ahmad al-Tayyib,

del Papa della Chiesa ortodossa copta Tawadros II di Alessandria

e dell’esponente politico Muhammad al-Barade’i)

che ha portato alla deposizione del Presidente eletto Mohamed Morsi.[3][4][5]

 

NOTA:  Il movimento del Tamàrrud (arabo: تمرد‎, “ribellione”), che in dialetto egiziano viene pronunciato tamarrod, è un movimento egiziano di opposizione all’ex presidente d’Egitto Mohamed Morsi. Il movimento ribelle, nato il 28 aprile 2013, ha raccolto una vasta partecipazione popolare, e ha annunciato di aver raccolto oltre ventidue milioni di firme per chiedere la destituzione del presidente Morsi e per ottenere elezioni anticipate. Il movimento, inoltre, propugna l’istituzione di un governo tecnico in attesa di nuove elezioni. Il loro sito ufficiale è stato redatto in quattro lingue.

 

COMANDANTE DOPO IL GOLPE:

Egitto Abd al-Fattah Khalil al-Sisi

comandante in capo delle Forze armate egiziane dal 12 agosto 2012. È stato anche Presidente del Consiglio Supremo delle forze armate (CSFA) e ministro della Difesa e della produzione bellica.

 

 

 

 

Egitto Muhammad al-Barade’i (VICE)—POI SI E’ DIMESSO SPONTANEAMENTE

Al-Barādeʿī al World Economic Forum a Davos, Svizzera, 25 gennaio 2007.

 

Muhammad Mustafā al-Barādeʿī (arabo: محمد مصطفى البرادعي, Muḥammad Muṣṭafā al-BarādaʿīIl Cairo17 giugno 1942) è un politicodiplomatico egiziano.

Dal 1º dicembre 1997 al novembre 2009 è stato direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), ricevendo per il suo impegno il Premio Nobel per la pace nel 2005 insieme all’agenzia stessa, è stato per anni l’ambasciatore del suo paese presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Dal 9 luglio al 14 agosto 2013 è il Vicepresidente dell’Egitto, incarico cessato a seguito delle sue spontanee dimissioni.

 

ULTIMO E ABBIAMO FINITO!

 

EGYPT-POLITICS-UNREST-ANNIVERSARY 

— MONDO

Il culto della personalità di al-Sisi

di Elena Zacchetti – @elenazacchetti

È l’uomo più potente dell’Egitto e potrebbe diventare il nuovo presidente: controlla i media, appare sulle magliette ed è sempre più popolare

24 ottobre 2013

Nei giorni della festa islamica dell’Eid al-Adha, celebrata dai musulmani di tutto il mondo, è consuetudine per molti egiziani andare a passare qualche giorno sulle spiagge del Mar Rosso. Quest’anno qualcuno ha avuto l’idea di mettere nei pressi del casello di uscita dell’autostrada proveniente dal Cairo due poster giganti del generale Abdel Fattah al-Sisi, vice-primo ministro e ministro della Difesa egiziano, in uniforme militare (qui una foto dei due poster). I poster sono stati rimossi poco dopo, nello stesso modo misterioso con cui erano comparsi. L’ordine per rimuoverli,dice l’Economist, è arrivato probabilmente dall’alto, dopo che su Facebook alcuni egiziani avevano criticato l’iniziativa.

La figura del generale al-Sisi è diventata sempre più popolare dal giorno del colpo di stato contro il deposto presidente Mohamed Morsi, il 3 luglio scorso. Al-Sisi ha guidato l’esercito contro i sostenitori dei Fratelli Musulmani, il movimento politico-religioso a cui fa riferimento Morsi, e da allora è diventato di fatto l’uomo più potente del paese. Negli ultimi mesi le manifestazioni organizzate dagli oppositori dei Fratelli Musulmani sono state ricche di poster, immagini, maschere, portachiavi e souvenir di vario tipo raffiguranti il generale al-Sisi.

La loro frequenza non è diminuita nemmeno dopo la nomina del nuovo presidente, Adli Mansur, e il giuramento del governo ad interim, guidato dal primo ministro Hazem el-Beblawi, che almeno in teoria avrebbero potuto mettere al-Sisi in secondo piano. Invece il generale è rimasto una figura centrale nella politica nazionale e, sembra, sempre più popolare tra gli egiziani.


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