28 FEBBRAIO 2014 ORE 10:13 QUESTE SU PENATI SONO NOTIZIE RISAPUTE. QUANDO ERA ALLA PROVINCIA, NON CI ANDAVA NE’ DI DRITTO NE’ DI ROVESCIO, L’ABBIAMO VOTATO PER NON VOTARE BERLUSCONI & COMPANY—DA TEMPO MI CHIEDO (VOI NO?): MA POSSIBILE CHE BERSANI NE AVESSE UNA TALE FIDUCIA DA METTERLO COORDINATORE NAZIONALE? E QUANTO ERA ODIOSO QUANDO VENIVA IN TV A FARCI LA LEZIONE! E’ POSSIBILE CHE I CITTADINI ABBIANO UN PO’ DI NASO E LORO-LASSU’ TRA LE NUVOLE- L’ABBIAMO PERSO A QUESTO PUNTO?! NON SIETE PREOCCUPATI DI LASCIARGLI DIRIGERE IL VOSTRO CARRO? CHIARA SI’!

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PENATI E LE PROMESSE TRADITE (Liana Milella)

28 febbraio 2014

2 Votes

 

Dire che Filippo Penati è un gran furbetto è fargli un complimento. Sulla rinuncia alla prescrizione aveva assunto un impegno, giudiziario, politico, morale. Lui, uomo in vista nel Pd, fino a essere il braccio destro di Bersani, aveva dato la sua parola. Aveva garantito che non si sarebbe avvalso della legge Severino, una legge profondamente sbagliata, che ha scisso il reato di concussione e ne ha “figliato” uno assai più debole, la corruzione per induzione, meno punito e quindi più rapidamente prescrivibile. Una modifica che ha diviso il Pd e che ha attirato sospetti su chi era favorevole. Quando la legge è stata approvata, se ne sono compresi subito i frutti avvelenati. S’è fatto il conto dei processi che sarebbero saltati ed è venuto a galla il caso Penati. È così serpeggiato il dubbio che la modifica della prescrizione potesse portare anche il suo nome. Penati, già sotto processo, ha subito gridato che l’accusa era infondata, perché lui, al momento giusto, avrebbe pronunciato la magica parola “io rinuncio”. Invece, quando il giorno giusto è arrivato, quando il giudice ha chiesto se Penati rinunciava alla prescrizione, l’ex presidente della Provincia di Milano non c’era. Ormai è tardi, ma con Penati prescritto, resta una macchia anche sul Pd. Possono lavarla il premier Renzi e il Guardasigilli Orlando con le prime due leggi da fare, il passo indietro sulla legge Severino e l’orologio della prescrizione fermato quando parte l’azione penale. Altrimenti è inutile vantare la collaborazione di magistrati come Gratteri o Cantone.

La Repubblica

 

2 risposte a 28 FEBBRAIO 2014 ORE 10:13 QUESTE SU PENATI SONO NOTIZIE RISAPUTE. QUANDO ERA ALLA PROVINCIA, NON CI ANDAVA NE’ DI DRITTO NE’ DI ROVESCIO, L’ABBIAMO VOTATO PER NON VOTARE BERLUSCONI & COMPANY—DA TEMPO MI CHIEDO (VOI NO?): MA POSSIBILE CHE BERSANI NE AVESSE UNA TALE FIDUCIA DA METTERLO COORDINATORE NAZIONALE? E QUANTO ERA ODIOSO QUANDO VENIVA IN TV A FARCI LA LEZIONE! E’ POSSIBILE CHE I CITTADINI ABBIANO UN PO’ DI NASO E LORO-LASSU’ TRA LE NUVOLE- L’ABBIAMO PERSO A QUESTO PUNTO?! NON SIETE PREOCCUPATI DI LASCIARGLI DIRIGERE IL VOSTRO CARRO? CHIARA SI’!

  1. DONATELLA scrive:

    I fatti dimostrano che quasi mai i ” capi “, nostri compresi, hanno il sentore di cosa accade ai piani bassi. Ci deve essere stato uno scadimento generale della classe politica che, soprattutto dopo Tangentopoli, doveva essere rinnovata ed invece così non è stato. E’ vero che è arrivato Berlusconi, erede di Craxi e peggio, però la sinistra non ha fatto nulla per attuare quella riforma del modo di fare politica che invece i suoi elettori desideravano ardentemente. Innumerevoli le occasioni mancate: il grido di Nanni Moretti a Piazza Navona, i Girotondi, il Palalido, la manifestazione in difesa dello Statuto dei Lavoratori in Piazza S.Giovanni, il movimento No-Global,ecc. I nostri politici “culi di pietra” hanno ignorato tutto ciò, con grande disprezzo di quello che volevano i loro sostenitori ed elettori. La mancanza di parola (in Penati per arrivare a Renzi) credo che sia la propaganda negativa peggiore, perché la maggioranza della persone disprezza ormai la politica e si è raggiunto il risultato più preoccupante per chi tiene ancora alla democrazia: quasi la metà degli Italiani che non va più a votare. Se a ciò aggiungiamo una crisi mondiale devastante, siamo pronti per il prossimo dittatore.

  2. nemo scrive:

    Analisi ‘amara’ ma vicina al vero. Quanto alla dittatura di vecchio stampo non credo ( siamo in Europa ). Quella finanziaria e televisiva c’ è già da un pezzo. Che i ‘politici’, in passato e più che mai oggi, abbiano pensato a fare elettori più che a formare ‘cittadini consapevoli’ è conclamato. E’ quindi confermato che tutto passa dalla cultura di ogni ‘singolo’ e dai suoi comportamenti quotidiani. Più l’ alto puzza più dobbiamo essere, noi popolo vile, puliti. Parafrasando De Gaulle, dobbiamo convenire che si tratta di un ‘vaste programme’. Ma di lì bisogna passare. Le scorciatoie non esistono ( lo diceva anche Riccardo Lombardi, ti ricordi Donatella ? ).

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