21 febbraio 2014 ore 16:48 +++CI ARRIVA DALLA NOSTRA DONATELLA QUESTO CONTRIBUTO PRESO DALL’UNITA’ DI IERI DAL TITOLO: “IL DRAMMA DELLE DUE ITALIE”—GIORNALISTA NICOLA CACACE

 

paolo pietrangeli   contessa (1966- scritta in seguito all’assassinio di Paolo Rossi  da parte dei fascisti—sarà l’inno “popolare” del ’68; pare nata dall’ aver intercettata una conversazione al tavolo vicino di un bar…)-MA QUALCUNO, OGGI, SECONDO VOI, LA CANTEREBBE ANCORA?–

testo sotto

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” Il dramma delle due Italie”, di Nicola Cacace, articolo dell’Unità in data 20 febbraio 2014, pag.1

 

a chi interessa, sotto, biografia e blog di nicola cacace—guardate almeno la Società Nomisma! E’ fondata dal nostro (mio, senz’altro) “Romanino bolognés”…


” Siamo pronti a sostenere Renzi se avrà il coraggio di sfidare la rendita”, ha scritto Bonanni della CISL su l” Unità” del 18 febbraio. “Se facessi una patrimoniale da 40 miliardi andrebbe bene?” ha detto Fabrizio Barca al finto Vendola. Non sono voci dal sen fuggite ma affermazioni che rimettono alla ribalta il dramma delle due Italie, quella dei poveri e quella dei ricchi. L’Italia del lavoro e quella delle rendite. Bankitalia ci ricorda da anni che l’Italia ha una ricchezza privata di 9mila miliardi, 6 volte il PIL, elevata ma concentrata in poche mani, il 10% ne possiede il 46%, quasi 2 milioni di euro a famiglia, e c’è in fondo il blocco dei poveri, l’ultimo 50% delle famiglie che possiede il 9%, meno di 60mila euro a famiglia. Da queste parti, se si perde il lavoro, si sopravvive qualche mese con i risparmi di una vita, poi dopo è la fine. Malgrado la grave crisi in atto da anni, nessuno degli ultimi governi, Berlusconi, Monti e, spiace dirlo neanche Letta, ha mai preso in considerazione, nei provvedimenti, l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze. Perché, di fronte ad un Paese sempre più spaccato, ad un debito pubblico crescente e ad una tagliola, il Fiscal Compact che ci imporraà presto di ridurlo di alcune decine di miliardi l’anno, ad una ricchezza privata consistente in 2,4 milioni di famiglie, nessun governo ha avuto il coraggio di rivolgersi a questi privilegiati e chiedere loro un contributo straordinario per recuperare risorse e rimettere in moto il Paese? Eppure, da anni, proposte per un contributo patrimoniale straordinario, sono state avanzate, oltre che da sinistra, da autorevoli borghesi, come il banchiere cattolico Pellegrino Capaldo, il presidente Bnl Luigi Abete, il presidente di Nomisma Pietro Modiano, Carlo De Benedetti, Vito Gamberale. Perché, per iniziare a salvare il Paese, non si può chiedere un contributo a quel 10% di famiglie che posseggono 4mila miliardi di patrimonio netto? Monti aveva obiettato che non ci sono dati certi, ma non è vero: c’è il catasto per gli immobili e c’è la banca dati della Finanza per i beni mobili.

Un contributo straordinario dello 0,5% del patrimonio del 10% delle famiglie più ricche, da due milioni di patrimonio in su, darebbe 20 miliardi di entrate e costerebbe una media di 8mila euro a ciascuna delle famiglie più brave e fortunate. Nessuno fallirebbe, qualcuno si avvicinerebbe al Paradiso, l’Italia avrebbe qualche possibilità di uscire dal buco nero della crisi.

 

 

 

DAL BLOG DI NICOLA CACACE, A CHI MAI PUO’ INTERESSARE

 

In sintesi, il mio profilo professionale.

 

NICOLA CACACE, napoletano, ingegnere-scrittore, esperto

di scenari economici e previsioni tecnologiche. È presidente

della società di business intelligence Onesis di Roma.

Laureatosi in ingegneria aeronautica all´Università di

Napoli nel 1957, dopo alcune esperienze di fabbrica,

Officine meccaniche e fonderie di Napoli, Ducati elettrotecnica,

etc. dal ´59 al ´60 partecipa al corso esperti della Cisl presso

il Centro Sudi di Firenze e sino al 1972 lavora a Roma

al gruppo Esperti confederale. Nel 1970, fonda, con

altri soci, la società di ricerche economico-sociali Isril.

È stato fondatore e presidente della società di ricerca

economica ISRI, consigliere d´amministrazione della

Bnl, amm. delegato della soc. di Trading ITS-Bnl. Nel

luglio 1986 ha firmato ad Hanoi, col ministero dell´industria,

un accordo di Counter Trade (baratto internazionale )

del valore (nominale) di 20 milioni di dollari (two ways).

Nel 1996 è presidente della società di

ricerca economica

Nomisma,

fondata da Romano Prodi.

Giornalista e scrittore, ha collaborato con molti giornali, tra cui

Avvenire, la Repubblica, il Corriere della Sera, il Sole 24 Ore e,

con più frequenza l´Unità, di cui è editorialista.

È autore di molti saggi sui temi del progresso tecnico ed effetti

sociali, tra cui: Analisi e valutazione delle mansioni, Ed. Perrini,

1963, Produttività e premi collettivi (con altri autori), Ed. Perrini,

1963, Metodi retributivi, lezioni all Un. Di Bari, Adriatica editrice,

1963, Salari e produttività (con altri autori), F.Angeli, 1966,

Produttività e divario tecnico, F.Angeli,1968, Innovazione

dei prodotti nell´industria italiana, F.Angeli, 1969, Innovazione

tecnologica ed imitazione nell´industria italiana, CNR, Roma, 1972,

Contratti e crisi economica (con altri autori), Coines edizioni, 1972,

Mezzogiorno occupazione e sviluppo, Marsilio editori, 1975.

Gli ultimi saggi sono stati dedicati all´analisi del lavoro e

della professioni:

  • Professioni e mestieri del 2000, F. Angeli 1983
  • Attività e professioni emergenti, F. Angeli 1986
  • Professione Europa, F. Angeli 1989
  • Oltre il 2000, consigli per i giovani che
  • lavoreranno nel terzo millennio, F. Angeli 1993
  • 2010, Scenario delle professioni, Edit. Riuniti, 2002
  • L´informatico e la badanteprofessioni
  • che partecipano al banchetto della globalizzazione
  • e professioni che servono a tavola, F.Angeli 2007.
  • Equità e sviluppo. Il futuro dei giovani.
  • Previsioni al 2020, F. Angeli 2012

 

TESTO (scusate è andato tutto insieme senza versi) di CONTESSA-

“Che roba contessa, all’industria di Aldo han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti; volevano avere i salari aumentati, gridavano, pensi, di esser sfruttati. E quando è arrivata la polizia quei pazzi straccioni han gridato più forte, di sangue han sporcato il cortile e le porte, chissa quanto tempo ci vorrà per pulire…”. Compagni, dai campi e dalle officine prendete la falce, portate il martello, scendete giù in piazza, picchiate con quello, scendete giù in piazza, affossate il sistema. Voi gente per bene che pace cercate, la pace per far quello che voi volete, ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra, vogliamo vedervi finir sotto terra, ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato, nessuno piu al mondo dev’essere sfruttato. “Sapesse, mia cara che cosa mi ha detto un caro parente, dell’occupazione che quella gentaglia rinchiusa lì dentro di libero amore facea professione… Del resto, mia cara, di che si stupisce? anche l’operaio vuole il figlio dottore e pensi che ambiente che può venir fuori: non c’è più morale, contessa…” Se il vento fischiava ora fischia più forte le idee di rivolta non sono mai morte; se c’è chi lo afferma non state a sentire, è uno che vuole soltanto tradire; se c’è chi lo afferma sputategli addosso, la bandiera rossa ha gettato in un fosso. Voi gente per bene che pace cercate…

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