26 FEBBRAIO 2014 ORE 11:31 HO PASSATO QUALCHE ORA BENE-BENISSIMO, IN COMPAGNIA DEL PITTORE GUSTAVE COURBET

 

 

« Ho cinquant’anni ed ho sempre vissuto libero; lasciatemi finire libero la mia vita; quando sarò morto voglio che questo si dica di me: Non ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa, di alcuna istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema: l’unica cosa a cui è appartenuto è stata la libertà.[1] »
(Gustave Courbet)—dalle Lettere

 

 

 

 

AUTORITRATTO CON CANE NERO–1844–SI TROVA AL MUSEO DELLE BELLE ARTI DI LIONE

 

 

 

File:Gustave Courbet auto-retrato.jpg

 

Le Desespéré  – AUTORITRATTO—olio su tela–1844-45—45 × 55 cm

 

 

 

© Musée Fabre, Montpellier; used with permission

 

AUTORITRATTO CON LA PIPA—1839 CIRCA—OLIO SU TELA

(45 x 37 cm).—MUSEE FABRE- MONTPELLIER

 

 

AUTORITRATTO?

 

 

AUTORITRATTO

 

 

 

Jean Désiré Gustave Courbet (Ornans10 giugno 1819 – La Tour-de-Peilz31 dicembre 1877) è stato un pittore francese, il più rappresentativo del movimento realista francese del XIX secolo.  Courbet crede  che la missione dell’artista realista sia la ricerca della verità, che aiuterebbe ad eliminare le contraddizioni e le disuguaglianze sociali[1]. (dalle Lettere).  L’artista grazie all’osservazione diretta (diversa da quella impressionista) ritragga anche le irregolarità della natura. Ritrae la durezza della vita e, così facendo, sfida il concetto di arte accademica tipico della sua epoca, attirando su di sé la critica di aver deliberatamente adottato una sorta diculto della bruttezza“. Non è contemporaneo di Emile Zola, questi nasce nel 1840 e muore nel 1902. Ma un buon tratto di strada è certamente comune:

 

 

Sentite Emile Zola:

francese:

« La science a-t-elle promis le bonheur? Je ne le crois pas.
Elle a promis la vérité,
et la question est de savoir si l’on fera jamais du bonheur avec de la vérité. » italiano
« La scienza ha promesso la felicità? Non credo. Ha promesso la verità, e la questione è sapere se con la verità si farà mai la felicità. »
(Émile Zola[1])


 

 

 

Nel 1850 scrive ad un amico:

« …nella nostra società, così civilizzata, sento il bisogno di vivere la vita di un selvaggio. Devo essere libero anche dai governi. Le mie simpatie vanno al popolo, e devo rivolgermi direttamente a loro.[2] »
(Gustave Courbet

 

 

 

 

 

GLI SPACCAPIETRE–

1849
Tecnica/materiale Olio su tela
Dimensioni 165 × 257 cm

E’ ANDATO PERDUTO DURANTE IL BOMBARDAMENTO DI DRESDA NEL 1945

File:Gustave Courbet 018.jpg

 

 

 

 

1855  L’ATELIER DEL PITTORE—OLIO SU TELA– cm 359 x 598. MUSEE D’ORSAY—-Si tratta di un’allegoria della sua vita di pittore, vista come un’epica avventura, nella quale lo si vede circondato dai suoi amici e ammiratori, tra cui il poeta Charles Baudelaire.

 

 

 

File:PereDuchesneIllustre7 1 0.png

Gustave Courbet mentre abbatte una colonnina pubblicitaria (detta colonna Morris), caricatura pubblicata dal Père Duchêne illustré nel maggio 1871.

 

Qualche piacevole chiacchiera che non cambierà niente sull’autore…(chiara):

 

 

PLACE VENDOME, LA COLONNA E’ DETTA ANCHE  “DI AUSTERLITZ” IN ONORE DI NAPOLEONE I E LA SUA STRAORDINARIA VITTORIA—E’ STATA RIPRISTINATA… COSI’, QUANDO ANDATE (QUESTO FINE SETTIMANA?) LA POTETE VEDERE ED AMMIRARE SE VI PIACE…tANTO QUELLO CHE VALE E’ LA PIAZZA, NON  VI PARE?

 

Il suo rifiuto di accettare l’onorificenza della Legion d’onore offertagli da Napoleone III lo rende enormemente popolare tra gli oppositori del regime e, nel 1871, durante il periodo di governo della Comune di Parigi, viene messo a capo di tutti i musei della città che salva dai saccheggi della folla in rivolta. A causa della sua insistenza nel voler attuare il decreto Comunale che prevedeva la distruzione della Colonna della Grande Armée di Place Vendôme, viene considerato responsabile dell’atto e il 2 settembre 1871 la corte marziale di Versailles lo condanna a sei mesi di carcere e al pagamento di una multa di 500 franchi.

Nel 1873 il neo eletto presidente Patrice de Mac-Mahon vuole ripristinare la colonna e decide che Courbet deve pagare le spese dei lavori. Il pittore fugge in Svizzera per evitare il disastro finanziario. Il 4 maggio 1877 viene finalmente stabilito l’ammontare della spesa: 323.091 franchie 91 centesimi. A Courbet viene concesso di pagare la somma in rate annuali di 10.000 franchi l’una per i successivi trentatré anni, fino al compimento del suo novantunesimo anno di età.

Il 31 dicembre 1877, a cinquantotto anni, Courbet muore a La Tour-de-Peilz, in Svizzera, per le conseguenze della cirrosi epatica, aggravata dalla sua propensione al bere. Il giorno seguente avrebbe dovuto pagare la prima rata al governo francese. Viene sepolto ad Ornans; la sua tomba si trova pochi passi dopo il cancello d’entrata superiore del cimitero.

 

 

Una risposta a 26 FEBBRAIO 2014 ORE 11:31 HO PASSATO QUALCHE ORA BENE-BENISSIMO, IN COMPAGNIA DEL PITTORE GUSTAVE COURBET

  1. DONATELLA scrive:

    MI piacerebbe tanto visitare la tomba di questo artista, così umano e così grande.

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