26 FEBBRAIO 2014 ORE 12:05 QUALCHE PEZZO DALLE “LETTERE” DI GUSTAVE COURBET PUBBLICATE SUL SITO DEL MUSEO D’ORSAY–SEMPRE DA QUI, PUBBLICO UN COMMENTO AL SUO QUADRO “LA CREAZIONE DEL MONDO” CHE TROVATE IN SEGUITO

DAL SITO DEL MUSEO D’ORSAY
 

“Courbet manifesta il suo pensiero”

 

 

Etienne Carjat
Ritratto del pittore Gustave Courbet©
RMN-Grand Palais (musée d’Orsay) / DR

Lettera di Gustave Courbet ai suoi genitori, giugno 1848:
“” È lo spettacolo più desolante che sia possibile immaginare. Io non combatto per due ragioni: in primo luogo perché non credo nella guerra condotta con fucili e cannoni. (…) Sono dieci anni che porto avanti una guerra basata sull’intelligenza. (…) La seconda ragione è che non possedendo armi non posso esserne tentato.”

Risposta di Gustave Courbet a Garcin che lo definisce un pittore socialista:
“Accetto molto volentieri questo appellativo. Io non solo sono un socialista ma anche e soprattutto un repubblicano. In altre parole, partigiano di ogni rivoluzione –ma sopra ogni altra cosa realista… realista significa autenticamente innamorato della verità vera.”

 

 

pittura
Gustave Courbet
Ritratto di Champfleury© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay) /
Hervé Lewandowski
Gustave Courbet cita nelle sue corrispondenze una sua opera, La Bottega, che sta dipingendo. :
Lettera di Courbet a Champfleury, autunno 1854:

“Mio caro amico,
Malgrado io tenda all’ipocondria, eccomi impegnato nella realizzazione di un quadro dalle enormi dimensioni che misura 20 piedi di lunghezza e 12 di altezza, forse ancor più grande del Funerale il che dimostrerà che io non sono ancora morto e nemmeno il realismo, poiché proprio di realismo si tratta. (…)
È la società in tutti i suoi strati, alto, basso, medio. In poche parole, è il mio modo di vedere la società con i suoi interessi e le sue passioni. È il mondo che viene a farsi dipingere da me.(…)”

 

Lettera di Gustave Courbet a Bruyas, dicembre 1854:

 

 


“Di ritorno a Ornans, sono andato qualche giorno a caccia. Si tratta di un modello violento di esercitazione che non mi provoca turbamento.(…) Questo rende il quadro più sorprendente di quanto si possa immaginare. Ci sono trenta personaggi a grandezza naturale. È la storia morale e fisica della mia bottega di pittore”.

Lettera di Gustave Courbet ai suoi genitori, 30 aprile 1870:
“Eccomi invischiato fino al collo, per volontà del Popolo di Parigi, nelle questioni politiche. Presidente della Federazione degli artisti, membro della Comune, delegato comunale, delegato alla Pubblica Istruzione: le quattro funzioni più importanti di Parigi. Mi alzo, pranzo, partecipo e presiedo dodici ore al giorno. Comincio ad avere la testa fusa. A dispetto di queste preoccupazioni infernali e nonostante io debba occuparmi di questioni alle quali non ero abituato, mi sento meravigliosamente. (…)”

 

Félix Nadar Courbet© Musée d’Orsay

Mostra e vendita di quaranta quadri e quattro disegni della produzione di Gustave Courbet, Parigi 1855
.La prefazione di questo opuscolo, venduto a dieci centesimi e che illustra la mostra personale dell’artista tenutasi al padiglione del Realismo a margine della Esposizione universale del 1855, porta il titolo di “Il Realismo”. Questo testo è stato spesso considerato come un manifesto del Realismo.
“L’attributo di realista mi e stato imposto come agli uomini del 1830 s’impose quello di romantici. In ogni tempo le etichette non hanno mai dato una giusta idea delle cose; se fosse stato diversamente, le opere sarebbero superflue.
Senza soffermarci sulla maggiore o minore proprietà di una qualifica che nessuno, giova sperarlo, è tenuto a comprendere fino in fondo, mi limiterò a qualche parola di chiarimento per tagliar corto ai malintesi.
Ho studiato, al di fuori di qualsiasi sistema e senza prevenzioni, l’arte degli antichi e quella dei moderni. Non ho voluto imitare gli uni né copiare gli altri; non ho avuto l’intenzione di raggiungere l’inutile meta dell’arte per l’arte. No. Ho voluto semplicemente attingere dalla perfetta conoscenza della tradizione il sentimento ragionato e indipendente della propria individualità.
Sapere per potere, questa fu sempre la mia idea. Essere capace di rappresentare i costumi, le idee, l’aspetto della mia epoca, secondo il mio modo di vedere; essere non solo un pittore ma un uomo; in una parola fare dell’arte viva, questo è il mio scopo”.

3 risposte a 26 FEBBRAIO 2014 ORE 12:05 QUALCHE PEZZO DALLE “LETTERE” DI GUSTAVE COURBET PUBBLICATE SUL SITO DEL MUSEO D’ORSAY–SEMPRE DA QUI, PUBBLICO UN COMMENTO AL SUO QUADRO “LA CREAZIONE DEL MONDO” CHE TROVATE IN SEGUITO

  1. DONATELLA scrive:

    Mi piacciono molto i quadri di Courbet ed anche il suo personaggio. Sicuramente lo saprai, ma non riesco a non spettegolare. Dopo la fine della Comune di Parigi,nella repressione che seguì, fu considerato responsabile dell’abbattimento della colonna Vendòme, fece mesi di carcere e alla fine, condannato a rimettere la colonna tale e quale com’era prima a sue spese, fuggì in Svizzera, dove poi rimase fino alla morte.

  2. nemo scrive:

    Interessante, grazie Donatella. E bello il post di Chiara.

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