ore 08:33 MASSIMO RECALCATI, ORMAI DIVENUTO FAMOSO PER I SUOI INTERVENTI SUI MEDIA, PSICOANALISTA DI AREA LACANIANA—RISPONDE ALL’ARTICOLO DI IERI (VEDI SOTTO) SUL LIBRO “SEI COME SEI” LETTO IN UN LICEO–

Prima
R2/
LA COPERTINA
Omosessualità chi ha paura di un libro a scuola
MASSIMO RECALCATI

QUELLI della mia generazione si ricorderanno forse improbabili corsi di educazione della sessualità di tipo botanico. Uno strano “esperto della materia” mostrava dei semi sulla
cattedra.
ELE loro possibili combinazioni da cui sarebbero scaturiti i caratteri del nuovo nato. I corpi sessuali in carne ed ossa restavano coperti e solo enigmaticamente allusi. Erano anni dove la censura morale prevaleva ottusamente provando ad esorcizzare il demone del sesso. Era l’Italia cattolico-fascista che dopo la contestazione del ‘68 avrebbe però ben presto lasciato il posto ad un altro padrone.
Questo nuovo padrone — quello che Pasolini denominava negli anni Settanta “nuovo fascismo” — non agirà più in nome della censura ma offrirà una immagine della libertà senza limiti. Il suo imperativo non risponderà più alla logica del dovere e del sacrificio ma a quella di un godimento senza argini.
Nel nostro ultimo ventennio questa rappresentazione della libertà troverà la sua enfatizzazione più radicale e, al tempo stesso, più fatua. È una constatazione banale: basta girare in un qualunque aeroporto italiano per trovarsi davanti agli occhi corpi di donne seminude e ammiccanti a promuovere prodotti coi quali non hanno alcuna relazione di senso.
La discreta solitudine dei semi sulla cattedra ha lasciato il posto ad una proliferazione di immagini sessuali o a sfondo sessuale che hanno ormai invaso la nostra vita più ordinaria. Ecco perché la denuncia nei confronti di alcuni professori del liceo Giulio Cesare di Roma che avevano proposto ai loro allievi un percorso di letture su temi di attualità, tra cui quella della differenza di genere, non può non colpire. Non l’opportunità dell’iniziativa di quei docenti — ai miei occhi totalmente legittima — , ma proprio l’atto che la vuole denunciare come “pornografica”. Il nuovo fascismo sembra qui lasciare il suo passo ad un ritorno del vecchio. L’ideale di una sessualità anatomicamente e naturalmente
eterosessuale, una educazione morale rigidamente normativa, accompagnata dall’omofobia e dall’esaltazione della virilità, sono stati invocati contro i professori degeneri. Grave errore di giudizio. Come non vedere che se c’è una salvezza dallo scempio iperedonista che ogni giorno ci invade facendo dei corpi erotici carne da macello, se c’è una salvezza dalla violenza che scaturisce da una rappresentazione tutta fallica della sessualità, essa non è nel ritorno ad un Ordine giustamente defunto, ma proprio nel libro, nella lettura, nella vita della Scuola.
È attraverso, il libro, la lettura, la Scuola che si gioca infatti la vera prevenzione ai rischi della barbarie e della dissipazione in un godimento senza soddisfazione. Il libro incriminato non è un libro pornografico, ma un libro che racconta la storia di una formazione e di una filiazione. Un libro di letteratura non è mai pornografico ma, casomai, erotico nel senso che anima il desiderio di sapere. Resta sullo sfondo la vera questione: come si può parlare a Scuola di sessualità senza ricorrere alla tristezza dei semi sulla cattedra e al suo moralismo implicito, ma senza nemmeno — come accade oggi — ridurre tutto all’altrettanto arida descrizione senza veli della spiegazione scientifica di come, per esempio, funzionano gli organi genitali. L’educazione alla sessualità dovrebbe preservare sempre il velo del mistero. Cosa di meglio allora della letteratura e della poesia? La sessualità senza amore ha il fiato corto sia essa cosiddetta omosessuale o eterosessuale. Quando invece l’amore feconda il sesso non c’è mai gesto erotico che rischi l’oscenità. Sia esso cosiddetto omosessuale o eterosessuale.
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MARTEDI’ 29 APRILE
Prima
Il mio libro messo all’indice
“SEI COME SEI” LETTO IN UN LICEO ROMANO, DENUNCIATI I PROFESSORI
MELANIA MAZZUCCO

NON pensate che questa storiaccia romana riguardi solo un romanzo, i professori del liceo classico Giulio Cesare, qualche censore benpensante e un manipolo di militanti di estrema destra. Riguarda e coinvolge tutti quelli che credono che in questo paese si abbia ancora il diritto di scrivere di tutto, di informare, e di dare ai ragazzi gli strumenti per elaborare delle opinioni, per riflettere
sul mondo e su di sé, per discutere di pregiudizi, paure e discriminazioni — insomma di scegliere il loro futuro e vivere con libertà. La minaccia di denuncia penale agli insegnanti che hanno osato far leggere il mio Sei come sei agli studenti, nell’ambito del programma ministeriale di educazione al contrasto dell’omofobia, è un atto di grave intimidazione squadrista, che merita di essere preso sul serio.
NON per l’accusa ridicola di oscenità rivolta al romanzo, che conterrebbe scene pornografiche inadatte alla lettura di minorenni. Nel romanzo si parla anche di sesso. Con realismo, perché la storia lo pretende. Ma non c’è nulla che possa turbare un ragazzo del 2014, che su internet avrà avuto modo di informarsi con molta meno fatica circa l’arte amatoria. Del resto, se studia biologia, avrà già imparato che in natura non necessariamente la generazione ha bisogno di esemplari di sesso diverso, che cosa sono le creature ermafrodite, e via dicendo. Se studia latino, leggerà a scuola gli epigrammi di Catullo e Marziale, e scoprirà il si-
gnificato della parola fellatio. Se legge l’Eneide, scoprirà che due ragazzi possono amarsi; se legge la Divina Commedia, che nel Medioevo un sodomita poteva essere considerato il migliore degli insegnanti… Insomma, proprio in classe la letteratura gli potrà sembrare non solo un dovere, ma una finestra sulla varietà del mondo, e gli insegnerà a capirlo, e immaginarlo.
Però sono convinta che la vera ragione dell’accusa e del tentativo di censurare il romanzo non sia quella che viene proclamata. Questa è solo un pretesto. Ciò che scandalizza davvero di Sei come sei non è l’oscenità, ma proprio il contrario. Cioè l’assoluta normalità della famiglia di Eva, dei suoi genitori (due uomini), dei sentimenti che li legano fra loro e alla loro figlia. Voluta, cercata e amata. È la normalità del loro amore che risulta oscena a chi crede di poter stabilire quale amore è lecito e quale non lo è, quale insieme di persone può essere definito famiglia e quale non può. Anzi, non deve. Per questo, si vuole che i ragazzi non leggano Sei come sei ; che non sappiano che si può amare in molti modi e vivere di conseguenza, e che per la legge una bambina come Eva è invisibile o clandestina.
I libri non bruciano da tempo, in Italia. L’Indice dei Libri non esiste più. È stato soppresso nel 1966 — l’anno in cui sono nata, libera. Era servito a impedire non tanto la circolazione di testi eretici, non conformi ai dogmi o giudicati pericolosi e nocivi alla salute dell’anima, quanto delle scoperte scientifiche, delle idee politiche e morali, e delle visioni del mondo che quei libri potevano diffondere. È stato abolito perché l’elenco aveva finito per comprendere il meglio della letteratura e del pensiero occidentale, e i libri proibiti circolavano impunemente. Chi vuole impedire a un ragazzo di sedici anni di discutere Sei come sei non può impedirgli di informarsi altrove. Di incontrare nella realtà, e non in un libro, una Eva in carne e ossa, e le duecentomila e più famiglie italiane come la sua. Oggi si cerca di far credere che la letteratura sia solo un passatempo innocuo, un intrattenimento frivolo e quasi superfluo. Questa storiaccia brutta rende a un romanzo del XXI secolo l’onore di sentirsi utile — perfino necessario.
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Ciò che scandalizza davvero di “Sei come sei” non è l’oscenità, ma proprio il contrario. Cioè l’assoluta normalità della famiglia di Eva
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2 Responses to ore 08:33 MASSIMO RECALCATI, ORMAI DIVENUTO FAMOSO PER I SUOI INTERVENTI SUI MEDIA, PSICOANALISTA DI AREA LACANIANA—RISPONDE ALL’ARTICOLO DI IERI (VEDI SOTTO) SUL LIBRO “SEI COME SEI” LETTO IN UN LICEO–

  1. Donatella D'Imporzano scrive:

    In tutta questa vicenda la cosa incredibile è che delle persone se la prendano con un libro, non con le infinite scene di violenza sessuale, di stupri, di sadismo che in ogni momento sono accessibili attraverso qualsiasi film o serie televisiva, per non parlare del web. Secondo me ci si sente del tutto impotenti a decifrare una realtà che non è per niente semplice ( non lo è mai stata), che ci fa paura e allora, invece di guardare con sguardo il più possibile coraggioso e attento, ce la prendiamo con chi possiamo, sentendoci probabilmente come gli ultimi moicani che difendono qualcosa che non esiste più.
    Non è facile essere coraggiosi di fronte alla realtà che comunque va avanti, infischiandosene delle nostre paure; è certo pertò che se è difficile darsi coraggio per chi non ce l’ha, è anche più orribile vivere in continuo stato d’assedio con un nemico, la realtà, che sappiamo invincibile. E allora, facciamoci coraggio a vicenda e teniamoci per mano nel mondo vasto e terribile.

    • Chiara Salvini scrive:

      ma che bella che sei mia Do, l’unica soluzione e’ tenersi per mano in tutto, sia per non vivere di illusioni-bugie, sia per il piacere di darci mano, in tant,i se si puo’ —una volta, se ti ricordi, partecipavamo ai girotondi, ma come diresti tu, se non c’è un’organizzazione dietro, tutto sfuma—e farci tante carezze anche cosi’ lievi così lievi (che neanche si percepiscono- via spettro dell’erotismo, sei il diavolo, ancor piu’ se ti capita la mano e lo stesso sesso!) perche’ tutti ne abbiamo bisogno—Didi’, il cagnetto di Nicolo’, sta delle ore a farsi accarezzare ed io, naturalemnte, mentre accarezzo lui, accarezzo me—ma siamo tutti dei didi’! non ti pare? anche “il povero Franchino navigatore senza nave” che trova comunque il modo di divertirsi…Secondo me, lui ha coraggio di affrontare la realta’, non ne e’ mai stato “protetto” fin da piccolo..per questo ha dovuto imparare—.che poi preferisca svagarsi con i suoi “seriado”…come si chiamano in ita? be’ ciao, sono contenta che dormi un po’ o sei gia’ a spasso con Kuma?

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