ORE 18:58 ECCO COSA CI ARRIVA FRESCO FRESCO DALLA GRANDE CITTA’: “EL GRAN MILAN”— LA CITTA’ DI CUI E’ PADRONA LA NOSTRA DONATELLA…

LA CANZONE DI DONATELLA  :   la banda di Mina (1967)

 

https://www.youtube.com/watch?v=wS57Oegq0L4

 

ma adesso devo aggiungerne un’altra per noi due: “Siamo la coppia piu’ bella del mondo”—MINA E CELENTANO—-come vedrai con i tuoi propri occhi veridici e veritieri, io sono celentano né potrei non esserlo….e tu, per una volta nella vita, “sei troppo alta!”

 

https://www.youtube.com/watch?v=OYLzgt4YXVk

 

 

 

ho finalmente trovato questa bella foto di Donatella (mariobardelli) , qui detta “arvore da goti” cioe’ albero da bicchieri! Solo oggi credo di aver capito  questa espressione del dialetto ligure di ponente: secondo me significa “una persona” — (proprio come la nostra Donatella)— “che contiene cosi’ tanti bicchieri (“goti” in dialetto) quanti ne puo’ contenere un albero se li appendi ai rami”-questo modo di dire l’ho sempre trovato bellissimo nella sua grande surrealita’ immaginifica—sì sì, surrealita’ per tutti, ma per Donatella è un’obbiettvita’! Osservate la  foto, l’espressione di malcelata gavonizie, l’erotismo consumato di quelle labbra che per non farsi strappare il nettare diventano un filo sottile come una doppia lama che afferra e non molla (la famosa “lama pit-bull”)

 

 

 

 

 

DONATELLA:  (oggi, nel pomeriggio, stralcio dal  commento all’art. de il sole 24 ore)

 

“…ho trovato un pezzo di Luciano Bianciardi, scritto decenni fa, che con sarcasmo ridefinisce per l’ennesima volta il concetto di padrone-schiavo.

 

La mia idea di renderci tutti schiavi, invece che dipendenti o pensionati, per potere rompere di più le scatole ai padroni, forse ha delle antiche radici e non è poi così originale ( mannaggia!):
“La schiavitù è durata tanti secoli, e in certi Paesi dura ancora, per colpa non dei padroni, ma degli stessi schiavi, i quali godevano di una posizione privilegiata e mal volentieri si rassegnarono a perderla:mantenuti per tutta la vita insieme alle mogli e ai figli, con la pensione assicurata. E’ vero, il padrone poteva anche ucciderli, allo stesso modo in cui io, volendo, posso bruciare la mia casa, che sarebbe una bella mattana. Un onere troppo gravoso, di cui i padroni si sono liberati, trasformando gli schiavi in servi della gleba, poi in mezzadri e finalmente in braccianti, salariati, stipendiati. Tutta gente che viene pagata a giornata ( anzi a bella giornata perché se piove non beccano una lira) e si può licenziare a piacimento. Mogli e figli a carico.” ( da ” Non leggete i libri, fateveli raccontare”, Luciano Bianciardi, Stampa Alternativa, 2008 )”

 

 

http://ilmestierediscrivere.wordpress.com/

ISBN EDIZIONI: L’OPERA COMPLETA DI LUCIANO BIANCIARDI

L’antimeridiano Bianciardi, la consacrazione di uno degli scrittori e giornalisti italiani più influenti degli anni sessanta, torna oggi in libreria in un unico cofanetto supereconomico. Luciano Bianciardi è stato un satirista d’eccezione, un critico della nascente industria culturale ed esistenzialista non ortodosso dalla vita tormentata. La sua opera è una potente riflessione senza padri né padroni, cinica senza compiacimento. Questa raccolta completa contiene tutti i romanzi, dalla Vita agra alLavoro culturale, i saggi, i racconti, i diari universitari e di guerra e gli scritti giornalistici (quelli del Giorno, dell’Avanti, del Guerin Sportivo, dell’Unità), che costituiscono uno spaccato della cultura popolare all’alba della post-modernità.
Isbn ripropone i volumi insieme a Bianciardi!, il documentario di Massimo Coppola: un viaggio attraverso la reale «vita agra» dell’intellettuale toscano tra la Milano del boom, il lungomare di Rapallo e le macerie della miniera di Ribolla a Grosseto. Il ritratto per immagini e voci di uno scrittore che voleva cambiare il mondo.

 

 

QUI SEMBRA UN PO’ FERNADEL—MA GIA’ E’ MEGLIO, NON VI PARE?

 

DA QUEL POCO CHE MI SONO FATTA IDEA, MI SEMBRI CHE QUESTA RISPECCHI L’AUTORE – FORSE – IN PROFONDITA’

 

 

Luciano Bianciardi (Grosseto 1922 – Milano 1971) è stato uno degli scrittori e giornalisti italiani più influenti degli anni sessanta. Le sue opere più note sono Il lavoro culturale(1957) e La vita agra (1962).

 

 

«È aumentata la produzione lorda e netta, il reddito nazionale cumulativo e pro capite, l’occupazione assoluta e relativa, il numero dello auto in circolazione e degli elettrodomestici in funzione, la tariffa delle ragazze squillo, la paga oraria, il biglietto del tram e il totale dei circolanti su detto mezzo, il consumo del pollame, il tasso di sconto, l’età media, la statura media, la valetudinarietà media, la produttività media e la media oraria al giro d’Italia. Tutto quello che c’è di medio è aumentato, dicono contenti. e quelli che lo negano propongono però anche loro di fare aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l’automobile l’avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l’asciugacapelli, il bidet e l’acqua calda. A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l’un con l’altro dalla mattina alla sera.
io mi oppongo».

Da “La vita agra”  1962

Luciano Bianciardi

 

http://isintellettualistoria2.myblog.it/

 

curiosita’ che piacciono anche a quella noianoia di chiara:   -guardate la foto! pubblicate insieme al testo….

 

Luciano Bianciardi, Pura rappresentazione mimica

Posted on 25 ottobre 2012
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(montaggio immagini chiara)

‎”Ma per intanto il coito si è ridotto, per la stragrande maggioranza degli utenti, a pura rappresentazione mimica, a ripetizione pedissequa e meccanica di positure, gesti, atti, trabalzamenti, in vista dell’evacuazione seminale, unico fine ormai riconoscibile e legalmente esigibile. Il resto non conta, il resto è puro simbolo che serve a spingerti all’attivismo vacuo. Questo vuole la classe dirigente, questo vogliono sindaco, vescovo e padrone, questurino, sociologo e onorevole, vogliono non già una vita sessuale vissuta, ma il continuo stimolo del simbolo sessuale che induca a muoversi all’infinito.”

 

– Luciano Bianciardi, La vita agra, 1962

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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One Response to ORE 18:58 ECCO COSA CI ARRIVA FRESCO FRESCO DALLA GRANDE CITTA’: “EL GRAN MILAN”— LA CITTA’ DI CUI E’ PADRONA LA NOSTRA DONATELLA…

  1. Donatella D'Imporzano scrive:

    Mi sembra che questo spirito aspro, esacerbato, sarcastico senza essere cinico, un po’ alla Orvell, sia di grande attualità. Ce n’è un enorme bisogno perché nel suo essere ” gramo” alla ligure, c’è un disperato bisogno di speranza, di utopia, di intravvedere una società meno ingiusta ed assurda.

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