ore 22:16 Ronald David LAING psichiatria appartiene come BASAGLIA ED ALTRI AL “MOVIMENTO DELL’ANTIPSICHIATRIA”

 

 

 

Laing: “Giocano a giocare un gioco. Se gli dico che ho visto il loro gioco, mi puniranno, e continueranno a giocare”.

 

 

 

questa è la piu’ bella!

 

 

 

 

 

DA WIKIPEDIA

Ronald David Laing (Glasgow, 7 ottobre 1927 – Saint-Tropez, 23 agosto 1989) è stato uno psichiatra scozzese che scrisse estesamente sulla malattia mentale…

 

MA NON  SOLO:

 

LA FRASE CITATA SI RIFERISCE ALL’ASSOLUTA NORMALITA’ CHE VUOLE SAPERE TUTTO, MA PROPRIO TUTTO, MENO “A CHE GIOCO STA GIOCANDO”, O CHE FAVOLE “IN BUONA FEDE” SI INVENTA  (PENSATE AL LASTRICO DELL’INFERNO), QUALI ILLUSIONI SI TROVA  A DOVER ACCAREZZARE IN SE’ E NEGLI ALTRI CHE GLI MANTENGONO ALTA L’AUTOSTIMA…ECC. ECC.

CERTAMENTE LE PERSONE VARIANO MOLTO UNA DALL’ALTRA: IN OGNUNO DI NOI QUESTA PARTE “CHE SALTA LA REALTA'”  HA SPESSORI MOLTO DIVERSI E DIVERSI ANCHE NELLA STESSA PERSONA SECONDO I MOMENTI E SOPRATTUTTO LE FASI NELLA VITA—

 

 

IL SUO LIBRO PIU’ FAMOSO E’

 

 


 

L’IO DIVISO   MI PARE DEL 1960

 

SE VOLETE LEGGERLO, DALLA COPERTINA E’ RISTAMPATO, E’ AVVINCENTE E FACILE COME UN ROMANZO—

 


Studio di psichiatria esistenziale

2010
Piccola Biblioteca Einaudi Ns
pp. 228
€ 21,00
ISBN 9788806206048 

Indice

Prefazione di Mario Rossi Monti
Traduzione di Davide Mezzacapa

Scritto all’età di ventotto anni, L’io diviso, originariamente concepito come il primo di una serie di studi di psicologia e di psichiatria esistenziale che non avrebbe in realtà avuto seguito, rimane, oltre che la piú nota, l’opera piú originale, profonda ed equilibrata di Ronald Laing.


 


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2 Responses to ore 22:16 Ronald David LAING psichiatria appartiene come BASAGLIA ED ALTRI AL “MOVIMENTO DELL’ANTIPSICHIATRIA”

  1. Donatella D'Imporzano scrive:

    Sicuramente avevo letto qualcosa di Laing, che ricordo molto originale, ma dovrei rileggerlo. La frase del gioco è molto bella e condensa delle verità, che ognuno di noi può constatare.

  2. Donatella D'Imporzano scrive:

    Come ti ho già detto a voce, mi ha stupito, e anche piaciuto, interessato, divertito, spaventato il libro che pensavo di avere già letto molti anni fa e che invece confondevo con qualche altro ( tutte quelle donne che scrivevano in Inghilterra tra Sette e Ottocento, tutte morte giovani, magari sorelle). Il libro è ” Cime tempestose”: di personaggi positivi a parere mio non ce n’è, in grado almeno di contrastare il personaggio malvagio, che trova piacere nel creare il dolore altrui, rovinando la vita di chi gli sta attorno. Certo, ci sono, anche se appena accennate, le cause di questa malvagità, ma tutto sparisce nell’agghiacciante monolito del male per il male, vivere per vedere i presunti nemici cadere sempre più in basso. Sembra un’anticipazione di Auschwitz, del male assoluto. Questo motivo c’è sicuramente anche in molti altri libri ( Dickens, Stevenson, Dumas, per quello che conosco io) ma lì è espresso con una brutalità e un ” realismo” eccezionale.

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