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Francesco Merlo: La vergogna rottamata

 
“””… < Non si era mai vista una vergogna trasformata in fierezza nazionale. La carcassa del
Comando Marinaro Italiano è stata esibita come bandiera. E il colore della ruggine e i residui dell’olio esausto erano spacciati per polvere di stelle. […] Ecco perché non sembrava, quella delpresidente del consiglio Matteo Renzi sul molo di Genova, la visita allo scheletro di una nazione,
ma aveva invece il tono della passeggiata allegra, dell’ autopromozione: l’ industria, la scuola, l’ngegneria italiana ….[…] l’ evidente gioia di Renzi era fuori luogo, e le pacche sulle spalle,
gli abbracci, i sorrisoni e gli scherzi … erano quelli delle Grandi Opere, ma da costruire e non
da demolire; delle industrie che nascono e non di quelle che muoiono, dell’ inizio e non della fine
(anche) di una retorica. […] Diciamo la verità: non c’ è italiano per bene che ieri
non abbia
sofferto nel vedere che nel porto della superba Genova lo stupido fallimento di un popolo di
navigatori veniva esibito come un moderno Rinascimento.  Mai eravamo arrivati a celebrare come vita
nuova la mummia della gloriosa Industria Italiana delle grandi navi, autoaffondata in una pozza a
pochi metri dalla riva dell’ Isola del Giglio e ora imbavagliata e tenuta in equilibrio da
cassoni-stampelle e incatenata, come bestia in cattività, a dei cavi guinzaglio. Magari si potessero
cancellare i 32 morti, e davvero smaltire la vergogna, cannibalizzarla e risputarla sotto forma di
orgoglio nazionale.  Dunque dispiace dirlo, ma il capo della protezione civile, le autorità
portuali, sindaci, governatori e ministri, sino appunto al presidente del consiglio, al di là delle
buone intenzioni, annunziando lo smantellamento della vergogna come nuova risorsa nazionale ed
elevando l’ antica voracità dei ferrivecchi a via di sviluppo di un paese in decadenza, somigliavano
alla famiglia
Ciraulo, affamati divoratori di navi dismesse che nel porto di Palermo agli ordini di
Toni Servillo nel ruolo di papà Nicola ( Lsu, ovviamente: Lavoratore socialmente utile ) arraffavano
un manometro, si contendevano un timone, smontavano un boccaporto e si portavano a casa la
‘biscaggina’, la scaletta che Schettino non risalì mai. […] E augurandosi che Genova diventi il
porto della demolizione d’ Europa il presidente della Regione Burlando sembrava non sapere che il
capitalismo internazionale ha espulso dalle sue attività civili la distruzione di questi cadaveri
ferrosi perché troppo costosa e pericolosa. E oggi la trasformazione e lo smaltimento di più di 700
navi all’ anno avvengono nel Terzo Mondo a ‘a mani nude’ in Pakistan, Bangladesh e soprattutto in
India ... Ed è tutto un cigolare, uno scricchiolare, uno sbattere di acciaio sul legno che, anche
ieri sul molo di Genova, era già il rumore di fondo, la musica del nostro declino, della nave che,
divorata, via via sparisce >.
… “””

( Francesco Merlo, la Repubblica di Lunedì 28 Luglio 2014 )

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3 risposte a ORE 20:43 APPOSTATA DA MOLTO /FISSA COME UNA CIVETTA-SPARVIERO–CHIARA GRIDA “EVVIVA!”: NEMO HA RIPRESO A FAR FUNZIONARE IL SUO BLOG E NOI SIAMO FIERI DI PUBBLICARLO SUBITO!

  1. nemo scrive:

    Grazie, cara Chiara. A te … nulla sfugge

    • Chiara Salvini scrive:

      Mi fa felice mezza riga tua, un quarto di riga, una parola, due sillabe, una sillaba, mezza…anche non di complimenti così “eccessivi”. Buona giornata a te e ai tuoi cari—Mario, forse l’ho detto, è da ieri sera a casa, tutto felice, ma oggi non se lo ricorda più l’ospedale e così…come saprai, la vita va di nuovo storta specie con lo zerbino di casa. Anch’io sogno, non che niente ti sfugga (saresti un dio, posizione assai scomoda), ma che tu possa essere “gentile” (“al cor gentile repara sempre amore”) con le persone che “sembrano” (sono sempre su un altro pianeta mentre guardo e sto bene solo così) volerti molto bene, forse addirittura amarti così “come sei, visto che forse forse ti conoscono da molto tempo e abbastanza bene”—A chiara, a parte Don Alberto,// ” da sempre” è la prima volta che ho questo tipo di bene, “così necessario” a qualunque essere, fosse una cometa, e me lo dà DIDI’. Ho avuto così tanto nella mia vita (non mi riferisco ai soldi né a quello che questi possono comprare) soprattutto dalle persone, e soprattutto dai libri/ maestri in genere—che il mio cuore e’ sempre pieno di “gratitudine!—purtroppo sto in un habitat, meraviglioso senz’altro —mi riferisco alle persone— senza poter possedere il codice di come e quanto mi amano (questo, credo, succeda alla maggioranza delle persone e delle famiglie), non abbiamo nessun pezzetto di storia in comune e ancor meno di valori, ai quali io invece sono così attaccata–Dal momento che una volta-ridendo Donatella mi ha detto “e con quelle suore!”— voglio fare una lista di maestri non suore! E ce n’è!…Ma sai, per l’onestà così rigorosa, basterebbe mio nonno Pepìn e mio padre, che hanno sempre fatto un accordo con una stretta di mano. So di aver passato di molto di molto i tuoi limiti, ma se hai tempo e se “potessi”, vorrei che “solo questa volta”, mi accogliessi intera. chiara

  2. nemo scrive:

    Ti ho letto, anche stavolta, con l’ attenzione affettuosa che meriti, cara Chiara. Bella questa frase che ti rappresenta intimamente: ” …. il mio cuore e’ sempre pieno di “gratitudine! ” …. verso i libri e le persone che ti vogliono bene…. Buona notte da Nemo.

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