ORE 23:20 QUESTO E’ L’UNICO VIDEO TROVATO DA CHIARA IN CUI, MENTRE SI VEDE IL PAPA PREGARE NELLA MOSCHEA BLU, QUALCOSA SI INTRAVVEDE DI QUESTA ARCHITETTURA DA MILLE E UNA NOTTE!

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=IoPNIVGJcM4

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One Response to ORE 23:20 QUESTO E’ L’UNICO VIDEO TROVATO DA CHIARA IN CUI, MENTRE SI VEDE IL PAPA PREGARE NELLA MOSCHEA BLU, QUALCOSA SI INTRAVVEDE DI QUESTA ARCHITETTURA DA MILLE E UNA NOTTE!

  1. mg scrive:

    mi sembra importante segnalare questo passaggio sui diritti umani nel discorso che Papa Francesco ha tenuto al Parlamento Europeo: l’equivalenza diritti umani-diritti sociali e diritti economici:

    “Oggi, la promozione dei diritti umani occupa un ruolo centrale nell’impegno dell’Unione Europea in ordine a favorire la dignità della persona, sia al suo interno che nei rapporti con gli altri Paesi. Si tratta di un impegno importante e ammirevole, poiché persistono fin troppe situazioni in cui gli esseri umani sono trattati come oggetti, dei quali si può programmare la concezione, la configurazione e l’utilità, e che poi possono essere buttati via quando non servono più, perché diventati deboli, malati o vecchi.

    Effettivamente quale dignità esiste quando manca la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero o di professare senza costrizione la propria fede religiosa? Quale dignità è possibile senza una cornice giuridica chiara, che limiti il dominio della forza e faccia prevalere la legge sulla tirannia del potere? Quale dignità può mai avere un uomo o una donna fatto oggetto di ogni genere di discriminazione? Quale dignità potrà mai trovare una persona che non ha il cibo o il minimo essenziale per vivere e, peggio ancora, che non ha il lavoro che lo unge di dignità?

    Promuovere la dignità della persona significa riconoscere che essa possiede diritti inalienabili di cui non può essere privata ad arbitrio di alcuno e tanto meno a beneficio di interessi economici.

    Occorre però prestare attenzione per non cadere in alcuni equivoci che possono nascere da un fraintendimento del concetto di diritti umani e da un loro paradossale abuso. Vi è infatti oggi la tendenza verso una rivendicazione sempre più ampia di diritti individuali – sono tentato di dire individualistici -, che cela una concezione di persona umana staccata da ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una “monade” (μονάς), sempre più insensibile alle altre “monadi” intorno a sé. Al concetto di diritto non sembra più associato quello altrettanto essenziale e complementare di dovere, così che si finisce per affermare i diritti del singolo senza tenere conto che ogni essere umano è legato a un contesto sociale, in cui i suoi diritti e doveri sono connessi a quelli degli altri e al bene comune della società stessa.

    Ritengo perciò che sia quanto mai vitale approfondire oggi una cultura dei diritti umani che possa sapientemente legare la dimensione individuale, o, meglio, personale, a quella del bene comune, a quel “noi-tutti” formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale [3]. Infatti, se il diritto di ciascuno non è armonicamente ordinato al bene più grande, finisce per concepirsi senza limitazioni e dunque per diventare sorgente di conflitti e di violenze “.

    Più avanti parla della mercificazione della persona e delle vite di scarto. Credo che il breviario di Papa Francesco sia, insieme al vangelo, l’opera di Zygmunt Bauman….

    questo il testo completo del discorso
    http://www.leggioggi.it/2014/11/25/papa-francesco-discorso-completo-parlamento-europeo/
    qui il video
    https://www.youtube.com/watch?v=_0a_pvZ7vv4

    Su questa interdipendenza (diritti civili ed economici e sociali) si è pronunciata la risoluzione 32/130 approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 16 dicembre 1977 in cui si afferma che “La piena realizzazione dei diritti civili e politici senza il godimento dei diritti economici, sociali e culturali è impossibile. Il conseguimento di un duraturo progresso nell’implementazione dei diritti umani dipende da sane ed efficaci politiche, nazionali e internazionali, di sviluppo economico e sociale”.

    La democrazia ha come presupposto il rispetto e il godimento anche dei diritti sociali insieme a quelli civili e politici, considerati indivisibili e interdipendenti.

    Ed è perciò che nel 1966 L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò (insieme al patto sui diritti civili) il Patto sui diritti economici, sociali e culturali, ratificato dall’Italia e da altri 162 paesi (ma non dagli USA…).

    All’articolo 2 il patto stabilisce che “Ciascuno degli Stati Parti del presente Patto si impegna ad operare, sia individualmente sia attraverso l’assistenza e la cooperazione internazionale, specialmente nel campo economico e tecnico, con il massimo delle risorse di cui dispone al fine di assicurare progressivamente con tutti i mezzi appropriati, compresa in particolare l’adozione di misure legislative, la piena attuazione dei diritti riconosciuti nel presente Patto”.

    Tra questi diritti quelli fondamentali dell’istruzione, la salute, il lavoro, il diritto “ad un livello di vita adeguato per sè e per la proprie famiglia che includa un’alimentazione, un alloggio e un vestiario adeguati…”
    http://unipd-centrodirittiumani.it/it/strumenti_internazionali/Patto-internazionale-sui-diritti-economici-sociali-e-culturali-1966/12

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