ORE 23:42 MG —PUBBLICO INTEGRALMENTE IL CONTRIBUTO DI MG (CASA AFRICA) ANCHE SE PENSO DI APRIRE I LINK “DOMANI”—premetto una breve biografia di prodi sia in italiano che in inglese; quella in francese, per alcuni piu’ leggibile, non aggiunge niente niente a quella italiana—

 

Mi permetto di pubblicare una breve biografia di Romano Prodi da wikipedia italiana ed inglese–Per quel pochissimo che capisco di inglese, tra i due testi ci sono differenze importanti—PIU’ UNA PARTE (SEMPRE WIKIPEDIA) SUL PERIODO DI PRODI ALLA DIREZIONE DELL’IRI–

 

Prodi a Nova Gorica nel 2010

e’ nato nel 1939

 

 

Romano Prodi (Scandiano9 agosto 1939) è un politico ed economista italiano, che ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italianaper due volte (dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008).

Docente universitario di Economia e politica industriale all’Università di Bologna, è stato nel 1978 ministro dell’Industria nel Governo Andreotti IV; presidente dell’IRI dal1982 al 1989 e dal 1993 al 1994.

È stato presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004 (Commissione Prodi).

Dal 17 gennaio al 6 febbraio 2008 ha ricoperto anche la carica di Ministro della Giustizia ad interim.

Fondatore e leader de L’Ulivo, dal 23 maggio 2007 è stato presidente del Comitato nazionale per il Partito Democratico, e con la fondazione di quest’ultimo ne è stato Presidente dell’Assemblea Costituente Nazionale dal 14 aprile 2007 al 16 aprile 2008.

È stato il primo ed unico candidato Premier del centro-sinistra ad aver vinto le elezioni politiche italiane (quelle del 1996 e quelle del 2006) e ad aver formato un Governo senza ricorrere ad alleanze con coalizioni rivali.

Dal 12 settembre 2008 presiede il Gruppo di lavoro ONUUnione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa. Il 1º settembre 2008 ha creato la Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli[1]. Nell’ottobre 2012 è stato nominato Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahel[2].

Dal 21 febbraio 2014 è presidente dell’International advisory board (Iab) di Unicredit.[3]

 

 

From Wikipedia, the free encyclopedia
Romano Prodi
Romano Prodi in Nova Gorica (2c).jpg
52nd Prime Minister of Italy

 

 

“in office”, mi pare voglia dire “in carica”

In office
17 May 2006 – 8 May 2008
President Giorgio Napolitano
Deputy Massimo D’Alema
Francesco Rutelli
Preceded by Silvio Berlusconi
Succeeded by Silvio Berlusconi
In office
17 May 1996 – 21 October 1998
President Oscar Luigi Scalfaro
Deputy Walter Veltroni
Preceded by Lamberto Dini
Succeeded by Massimo D’Alema
President of the European Commission
In office
16 September 1999 – 30 October 2004
Vice President Loyola de Palacio
Preceded by Manuel Marín
Succeeded by José Manuel Barroso
Minister of Justice
In office
17 January 2008 – 6 February 2008
Prime Minister Himself
Preceded by Clemente Mastella
Succeeded by Luigi Scotti
President of the Democratic Party
In office
14 October 2007 – 16 April 2008
Preceded by Party founded
Succeeded by Rosy Bindi
President of the Council of European Union
In office
17 May 1996 – 1 July 1996
Preceded by Lamberto Dini
Succeeded by John Bruton
President of the Institute for
Industrial Reconstruction
In office
1993–1994
Preceded by Franco Nobili
Succeeded by Michele Tedeschi
In office
1982–1989
Preceded by Pietro Sette
Succeeded by Franco Nobili
Minister of Industry, Commerce
and Craftsmanship
In office
25 November 1978 – 20 March 1979
Prime Minister Giulio Andreotti
Preceded by Carlo Donat-Cattin
Succeeded by Franco Nicolazzi
Personal details
Born 9 August 1939 (age 75)
ScandianoItaly
Political party Christian Democracy
(Before 1994)
People’s Party (1994–1996)
The Democrats (1999–2002)
The Daisy (2002–2007)
Democratic Party (2007–2013)
Other political
affiliations
The Olive Tree (1996–2005)
The Union (2005–2007)
Spouse(s) Flavia Franzoni
Children Giorgio
Antonio
Alma mater Catholic University of the Sacred Heart
London School of Economics
Profession University professor
Economist
Politician
Religion Roman Catholicism

Romano Prodi (Italian pronunciation: [roˈmaːno ˈprɔːdi] ( listen); born 9 August 1939) is an Italian politician and statesman. He served as the Prime Minister of Italy, from 17 May 1996 to 21 October 1998 and from 17 May 2006 to 8 May 2008. He was also the tenth President of the European Commission from 1999 to 2004.

A former professor of economics and international advisor to Goldman Sachs, Prodi ran in 1996 as lead candidate of The Olive Tree coalition, winning the general electionand serving as Prime Minister of Italy until 1998. Following the victory of his coalition The Union over the House of Freedoms led by Silvio Berlusconi in the April 2006 Italian elections Prodi was in power again. On 24 January 2008, he lost a vote of confidence in the Senate house, and consequently tendered his resignation as Prime Minister to Italian President Giorgio Napolitano, but continued in office for almost four months for routine business, until early elections were held and a new government was formed.

Up to this time, he has been the only one lead candidate of Italian Centre-left who won elections and managed to form a government without the need of opponents’ parliamentary support.

On 14 October 2007, Prodi became the first President of the Democratic Party upon foundation of the party.

On 12 September 2008, United Nations Secretary-General Ban Ki-moon selected Prodi as president of the African Union-UN peacekeeping panel.[1] He is currently serving as the UN Special Envoy for the Sahel.

Prodi is also a member of the Club de Madrid, an international organization of former democratic statesmen, which works to strengthen democratic governance and leadership.[2] He is a former member of the Steering Committee of the Bilderberg Group.[3]

 

Business interests[edit]

In 1982–1989 Prodi was President of the influential state-owned industrial holding company Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI). After leaving his position, Prodi ran the Bologna based consulting company Analisi e Studi Economici, which he jointly owned along with his wife.[8] Between 1990 and 1993 the company earned £1.4 million, most of which was paid by the investment bank Goldman Sachs.[8] In 1993-1994 Prodi was again President of the IRI, where he oversaw extensive privatization of public assets. For his activities in this period Prodi would later twice come under investigation – firstly for an alleged conflict of interest in relation to contracts awarded to his own economic research company in relation to the ItaldelSiemens merger, and secondly concerning the sale of the loss-making state-owned food conglomerate SME to the multinational Unilever, for which he had previously been a paid consultant.[8] Prodi’s former employer Goldman Sachs was involved in both of the deals.[8] In February 2007 the Italian Treasury Police raided the Milan office of Goldman Sachs, where they removed a file called “MTononi/memo-Prodi02.doc”.[8] They also obtained a letter to Siemens from the Frankfurt office of Goldman Sachs regarding the Italdel deal, which revealed that Prodi was made the Senior Advisor of Goldman Sachs International in Italy in March 1990.[8] In November 1996, after Prodi had been made Prime Minister, Rome prosecutor Guiseppa Geremia concluded that there was enough evidence to press charges against Prodi for conflict of interest in the Unilever deal. The case was however shut down within weeks by superiors, while Geremia was “exiled toSardinia“.[

 

 

IRI–

L’epoca Prodi[modificamodifica wikitesto]

Nel 1982 il governo affidò la presidenza dell’IRI a Romano Prodi. La nomina di un economista (seppur sempre politicamente di area democristiana, come il predecessore Pietro Sette) alla guida dell’IRI costituiva in effetti un segno di discontinuità rispetto al passato. La ristrutturazione dell’IRI durante la presidenza Prodi portò a:

  • la cessione di 29 aziende del gruppo, tra le quali la più grande fu l’Alfa Romeo, privatizzata nel 1986;
  • la diminuzione dei dipendenti, grazie alle cessioni ed a numerosi prepensionamenti, soprattutto nella siderurgia e nei cantieri navali;
  • la liquidazione di FinsiderItalsider ed Italstat;
  • lo scambio di alcune aziende tra STETFinmeccanica;
  • la tentata vendita della SME al gruppo CIR di Carlo De Benedetti, operazione che venne fortemente ostacolata dal governo di Bettino Craxi. Fu organizzata una cordata di imprese, comprendente anche Silvio Berlusconi, che avanzarono un’offerta alternativa per bloccare la vendita. L’offerta non venne poi onorata per carenze finanziarie, ma intanto la vendita della SME sfumò. Prodi fu accusato di aver stabilito un prezzo troppo basso (vedi vicenda SME).

Il risultato fu che nel 1987, per la prima volta da più di un decennio, l’IRI riportò il bilancio in utile, e di questo Prodi fece sempre un vanto, anche se a proposito di ciò Enrico Cuccia affermò:

« (Prodi) nel 1988 ha solo imputato a riserve le perdite sulla siderurgia, perdendo come negli anni precedenti. »
(S.Bocconi, I ricordi di Cuccia. E quella sfiducia sugli italianiCorriere della Sera, 12 novembre 2007)

È comunque indubbio che in quegli anni l’IRI aveva per lo meno cessato di crescere e di allargare il proprio campo di attività, come invece aveva fatto nel decennio precedente, e per la prima volta i governi cominciarono a parlare di “privatizzazioni”.

 

 

la CORTE DEI CONTI

Con un documento pubblicato il 10 febbraio 2010[13], ormai ultimata la stagione delle privatizzazioni che aveva preso il via quasi 20 anni prima, la Corte dei Conti ha reso pubblico uno studio nel quale elabora la propria analisi sull’efficacia dei provvedimenti adottati. Il giudizio, che rimane neutrale, segnala, sì, un recupero di redditività da parte delle aziende passate sotto il controllo privato; un recupero che, tuttavia, non è dovuto alla ricerca di maggiore efficienza, quanto piuttosto all’incremento delle tariffe di energia, autostrade, banche, ecc., ben al di sopra dei livelli di altri paesi Europei. A questo aumento, inoltre, non avrebbe fatto seguito alcun progetto di investimento, volto a migliorare i servizi offerti.[14] Più secco è invece il giudizio sulle procedure di privatizzazione, che:

« evidenzia una serie di importanti criticità, le quali vanno dall’elevato livello dei costi sostenuti e dal loro incerto monitoraggio, alla scarsa trasparenza connaturata ad alcune delle procedure utilizzate in una serie di operazioni, dalla scarsa chiarezza del quadro della ripartizione delle responsabilità fra amministrazione, contractors ed organismi di consulenza, al non sempre immediato impiego dei proventi nella riduzione del debito[15] »

 

 

 

 

 

 

mg
casafrica.italia.segreteria@gmail.com
87.8.196.228

I discorsi e le discussioni sulle cause della crisi politica interna italiana (ed europea) mi danno l’immagine di una folla che si affanna a rimestare una zuppa cambiando di volta in volta gli ingredienti ma non si accorge che sotto il pentolone il fuoco è spento.

L’hanno spento il potere finanziario e coloro che, anche in Italia, hanno contribuito e contribuiscono a rafforzarlo:
https://www.youtube.com/watch?v=ocjAb_V4pgM&feature=youtu.be

Romano Prodi è stato consulente finanziario (insieme a Mario Draghi e Mario Monti) della Goldman Sachs.
http://it.wikipedia.org/wiki/Goldman_Sachs
Cioè quella che tra le più importanti banche di investimenti è stata responsabile (insieme ad altre banche poi lasciate fallire, come Lehman Brother) della crisi finanziaria del 2008. Una di quelle banche definite troppo grandi all’interno delle rispettive economie perché possano fallire e che quindi devono necessariamente essere salvate con l’intervento pubblico (= soldi dei contribuenti).
http://www.intermediachannel.it/il-salvataggio-di-aig-o-quello-di-goldman-sachs/
http://www.economy2050.it/goldman-sachs-mf-global-nessun-reato-vertici-finanza-americana/

Romano Prodi, insieme a Mario Draghi e Mario Monti, ha fatto parte di quella fitta schiera di economisti neoliberisti che sono passati da responsabilità pubbliche a ruoli di vario genere all’interno delle banche d’affari influendo poi sulle scelte politiche dei loro paesi. E’ il noto fenomeno delle “porte girevoli”.

Non si parla più di separazione dei settori bancari e le banche possono continuare indisturbate la loro corsa alla speculazione finanziaria, che è certo più redditizia della concessione di credito alle imprese o alle famiglie.
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2014-11-21/le-banche-perdono-pelo-ma-non-vizio-064016.shtml?uuid=

Recentemente i governi europei hanno approvato il “ESM” (European Stability Mechanism, MES Meccanismo Europeo di Stabilità), un programma di finanziamento permanente di salvataggio delle banche, che rappresenta un ulteriore ‘cappio’ che lega gli Stati alle esigenze del settore bancario.
http://www.leggioggi.it/allegati/testo-del-trattato-mes-meccanismo-europeo-di-stabilita/
http://www.catenaumana.it/cosa-e-il-mes-e-come-funziona-leggi-questo-articolo-per-capirlo/

 

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