21:32 GRECIA : UN’INTERVISTA A LEFTERIS KRETSOS, SEGRETARIO INFORMAZIONE / COMUNICAZIONE DEL GOVERNO TSIPRAS —LA TV DI SYRIZA : ” STOP AI CONFLITTI DI INTERESSE ”

 

 

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EUROPA

La tv di Syriza: «Stop ai conflitti d’interesse»

Grecia. Parla Lefteris Kretsos, segretario per l’informazione e la comunicazione del governo Tsipras: «Trasparenza e più democrazia con la nuova legge. Vogliamo superare il problema della corruzione e quello della rete di interessi incrociati tra mondo politico ed economico. Qui non c’è stato un solo ed unico Berlusconi»

 

 

Lefteris Kretsos

 

 

 

25.10.2015

24.10.2015, 23:59

«Con la nuova legge sul rias­setto del sistema radio­te­le­vi­sivo, met­tiamo, final­mente, delle regole chiare e ciò avviene per la prima volta negli ultimi ven­ti­cin­que anni. È un bene per la demo­cra­zia» dichiara al mani­fe­sto Lef­te­ris Kre­tsos, segre­ta­rio gene­rale per l’informazione e la comu­ni­ca­zione del governo Tsi­pras. «Vogliamo supe­rare il pro­blema della cor­ru­zione e la rete di inte­ressi incro­ciati tra parte del mondo poli­tico ed eco­no­mico, vogliamo tra­spa­renza», aggiunge Kre­tsos, dal momento che, «in Gre­cia, non c’è stato un solo ed unico Berlusconi».

Per­ché que­sta legge sulle fre­quenze tele­vi­sive è stata con­si­de­rata una prio­rità dal governo Tsi­pras?
In realtà si tratta di una legge che il governo greco avrebbe dovuto appro­vare già ven­ti­cin­que anni fa. Il nostro paese ha tar­dato in modo inspie­ga­bile a rego­la­men­tare il set­tore dei media e della comu­ni­ca­zione, che va a toc­care aspetti molto impor­tanti per lo stesso fun­zio­na­mento della demo­cra­zia. Parlo della que­stione della tra­spa­renza, della pos­si­bi­lità che ci siano rap­porti “par­ti­co­lari” tra coloro che sono pro­prie­tari dei mezzi di infor­ma­zione e gruppi ban­cari, della pos­si­bi­lità di fir­mare con­tratti con set­tori dello stato e, ovvia­mente, dell’influenza che si eser­cita sull’opinione pub­blica e sulla realtà poli­tica. In Gre­cia c’è un grande pro­blema di cor­ru­zione e di una rete di inte­ressi incro­ciati tra parte della poli­tica e del mondo eco­no­mico, ed è per que­sto che stiamo cer­cando di supe­rare que­sta situa­zione e facendo in modo che il paese non venga più iden­ti­fi­cato con que­sti pro­blemi. Ci bat­tiamo, inol­tre, per­ché il diritto del lavoro e le regole della pre­vi­denza ven­gano appli­cate, visto che un sistema dei media che non risponde a delle regole, eser­cita pres­sioni anche sui giornalisti.


Con la riforma appena appro­vata il governo greco ritiene di poter garan­tire che que­sti ’do ut des’ di inte­ressi, appalti pub­blici e soste­gni diretti e indi­retti di cui parla, fini­ranno?


Sì, per­ché ven­gono poste delle regole molto pre­cise riguardo a chi può essere pro­prie­ta­rio di una rete tele­vi­siva nazio­nale a tra­smis­sione digi­tale. Dovrà dimo­strare da dove pro­ven­gono i suoi capi­tali, anche con la sua fedina penale — non deve avere mai fatto ban­ca­rotta frau­do­lenta — men­tre una società che firma con­tratti con lo stato in altri set­tori non può essere pro­prie­ta­ria di un mezzo di infor­ma­zione. E lo stesso vale anche per i loro pro­prie­tari e i mem­bri dei con­si­gli di ammi­ni­stra­zione. Abbiamo deciso di met­tere delle regole molto strin­genti riguardo all’obbligo di man­te­nere un capi­tale sociale minimo, ver­sato sin dall’inizio, e per­ché la ripar­ti­zione dei capi­tali non cambi sino a che la con­ces­sione è in vigore. Sono tutte con­di­zioni pre­cise che ven­gono poste per la prima volta e inol­tre que­ste con­ces­sioni potranno essere riti­rate, nel caso in cui non ven­gano rispet­tati gli obbli­ghi di legge.


Molti media hanno soste­nuto gli avver­sari di Syriza, sia alle ele­zioni, che al refe­ren­dum di luglio. Come spiega que­sta scelta di campo?


In modo molto diretto, potrei dire che la scelta è stata fatta per­ché Syriza ha rotto le uova nel paniere a que­sto gro­vi­glio di inte­ressi. È cer­ta­mente un caso unico al mondo, quello della Gre­cia, un paese in cui per ven­ti­cin­que anni le tele­vi­sioni pri­vate hanno tra­smesso gra­zie a dei per­messi tem­po­ra­nei e a con­ti­nui rin­vii. Una realtà che è stata con­dan­nata anche dal Con­si­glio di Stato del nostro paese, e in chiaro con­tra­sto con il diritto comu­ni­ta­rio che difende il plu­ra­li­smo dell’informazione in modo molto chiaro e che con­danna le posi­zioni domi­nanti nel mer­cato dei media. Non sono state rispet­tate, inol­tre, né la Costi­tu­zione, né la legge che afferma che tutti i cit­ta­dini devono pagare le tasse in base alla loro capa­cità con­tri­bu­tiva.

Nella cam­pa­gna per il refe­ren­dum dello scorso luglio abbiamo potuto con­sta­tare quanto fosse non equi­li­brato il sistema dei media, con dibat­titi tele­vi­sivi a cui par­te­ci­pa­vano anche sette soste­ni­tori del “si” al piano di auste­rità dei cre­di­tori e uno solo che difen­deva le ragioni del “no”. C’è stato anche un uso falso e calun­nioso delle noti­zie. Mi rife­ri­sco a imma­gini che sono state tra­smesse in quei giorni, ma che erano state regi­strate in Tur­chia subito dopo un ter­re­moto, oppure in Suda­frica, in seguito a eventi tra­gici acca­duti in alcune ban­che. Mal­grado tutto que­sto, il popolo greco ha dimo­strato di avere la capa­cità cri­tica e la matu­rità neces­sa­ria per con­dan­nare que­sto modo di fare informazione.

L’Italia ha vis­suto e in parte sta ancora vivendo il feno­meno Ber­lu­sconi. Con que­sta legge si vuole evi­tare che la Gre­cia segua la stessa strada, cer­cando di non iden­ti­fi­care il potere media­tico con quello poli­tico?


In realtà la Gre­cia ha seguito que­sta strada per molti anni. Non c’era un solo ed unico Sil­vio Ber­lu­sconi, nel nostro paese, ma c’è stato un sistema poli­tico bipo­lare, il quale ha fir­mato molti accordi con fondi di inve­sti­mento e società stra­niere, che sono ora oggetto di con­trolli appro­fon­diti. Ci sono stati gli scan­dali della borsa e molti altri ten­ta­tivi di redi­stri­buire il red­dito a disca­pito del lavo­ra­tori. Si trat­tava di una situa­zione strut­tu­rata, che è diven­tata ancora più chiara con lo scop­pio della crisi eco­no­mica. Credo che gli ita­liani pos­sano com­pren­dere lo sforzo che sta facendo Syriza, sia per il pre­do­mi­nio del gruppo Ber­lu­sconi in tutti que­sti anni, che per l’esperienza delle con­ces­sioni per la tra­smis­sione in digitale.

C’è chi vi cri­tica, dicendo che il vostro governo ha troppi poteri, riguardo alla pos­si­bi­lità di deci­dere il prezzo base per le con­ces­sioni e il numero delle reti…


In Gre­cia è in corso uno scon­tro tra il vec­chio e il nuovo, e lo vediamo chia­ra­mente anche per il set­tore dei media. In par­la­mento abbiamo sen­tito obie­zioni che face­vano quasi sor­ri­dere: ad esem­pio, che con il digi­tale lo spa­zio tele­vi­sivo è infi­nito è quindi la legge sarebbe ana­cro­ni­stica. O che il mini­stro alla pre­si­denza Nikos Pap­pàs detiene troppi poteri, men­tre ha solo la pos­si­bi­lità di defi­nire il numero delle reti. Il prezzo di par­tenza per le con­ces­sioni lo deci­derà insieme al mini­stro delle finanze. Tutto ciò, men­tre nel nostro paese molte zone non hanno ancora accesso al segnale digi­tale. Vogliamo far capire a tutti che la tele­vi­sione è parte inte­grante della demo­cra­zia. Non è solo intrat­te­ni­mento, ma con­tri­bui­sce a creare lo spi­rito cri­tico e a dif­fon­dere infor­ma­zione e conoscenza.


Come valuta la visita di Fran­cois Hol­lande ad Atene, a cui è stato dato un peso poli­tico molto forte?


È stata real­mente una visita molto impor­tante, la prima visita di un capo di stato di un grande paese nel corso degli ultimi dieci mesi. Rite­niamo fon­da­men­tale che si sia espresso a favore della trat­ta­tiva sulla ristrut­tu­ra­zione del debito.

È una posi­zione che Hol­lande aveva già preso in pas­sato, ma ora viene ricon­fer­mata. La Gre­cia si sta allon­ta­nando velo­ce­mente dal rischio Gre­xit e sta entrando in una nuova fase di tran­quil­lità. Ma, per poterne vedere i risul­tati, dovremo poter rea­liz­zare tutti gli inter­venti neces­sari, come quello, appunto, della legge sul rias­setto del sistema radiotelevisivo.

 

 


 

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