E’ DA NEMO, RAGAZZI ! GUIDO SEBORGA, SCRITTORE, PITTORE ECC. / CI RACCONTA DA PROTAGONISTA LA GUERRA CIVILE MENTRE LA GUERRA AI TEDESCHI.. —

GUIDO SEBORGA: per il 25 Aprile, ” .. Un ricordo della Resistenza di un protagonista ….”

25

APR

2016

12:41NEMONEMOSTORIA


Lasciammo Bordighera, prendemmo un treno e non sapevamo che era l’ultimo treno, poi i nazisti fecero saltare tutti i ponti del Roya. I tedeschi avevano già occupato Torino e dilagavano nei dintorni.
Alba ed io scendemmo a Trofarello. I nostri soldati, lasciati senza ordini, fuggivano senza sapere bene dove andavano. Alba sali su di un tavolo e fece un comizio di resistenza.
Raggiunsi più tardi Torino passando attraverso non poche insidie………..
La guerra civile cominciava, resa tanto peggiore dalla presenza dei repubblichini che ne furono i veri responsabili. …………………………………
Una mattina d’autunno già freddissimo scendo dalle valli di Lanzo per incontrare Mario Passoni del Comando delle Matteotti. Il treno si svuotava giungendo notizia di rastrellamenti tedeschi, mi metto nell’ultimo vagone, è penoso stare su di un treno che si svuota e mi lascio distrarre dai rumori di ferraglie.
Arrivo alla stazione Dora, non vedo nessuno, scendo, qui nella mattina fredda e deserta comincio a camminare verso il centro della città. Ma non sono pratico
di questi luoghi e mi trovo in una piazza inattesa. Tedeschi in bivacco, in mezzo alla piazza un lunghissimo cannone puntato su Torino.
Mi hanno visto. Ho attimi d’indecisione – errore grave sarebbe fuggire. Cammino in avanti con le mani fuori dalle tasche affinché si veda che sono disarmato, le mie gambe pesano ma attraverso la piazza.
Mi pare di sentire una raffica gelata, no, cammino, esco dalla piazza, non mi hanno sparato, non si sono mossi, non li vedo più quegli uomini grigi, le mie gambe diventano leggere, corro, dopo me ne vado a passi veloci entrando in città zona centro. Le strade sono ancora deserte, a poco a poco arrivano gli sfollati dalle circostanti colline dove non c’è pericolo di bombardamenti. I tedeschi vogliono che gl’italiani lavorino per loro. Passano prigionieri italiani, sono giovanissimi, i nazisti hanno i fucili spianati.

da: GUIDO SEBORGA “OCCHIO FOLLE OCCHIO LUCIDO”, DIARIO

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