ENNA E LA TORRE DI FEDERICO II—DA EZIO DI SERIO AD ANDREA CAMILLERI : NON SFUGGIRETE AD UN SUGGERIMENTO NUOVO SULLA ” SCUOLA SICILIANA ” ( gli Arabi! )

 

 

Il Cancelliere Aulico alla corte del mecenate Federico II, Re di Sicilia, a palazzo della Favara con letterati, artisti e studiosi siciliani.

L’incontro di Federico II e al-Malik al-Kāmil durante la sesta crociata

 

 

LA SCUOLA SICILIANA, LA PRIMA POESIA IN VOLGARE IN ITALIA —wiki, per chi mai…

https://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_siciliana

 

 

 

 

 

LA TORRE DI ENNA

 

 

ENZO DI SERIO –FACEBOOK

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ENNA INTERNO DELLA TORRE DI FEDERICO II

 

 

Veduta aerea Luigi Nifosì, archivio dell’autore

 

 

 

 

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2 Responses to ENNA E LA TORRE DI FEDERICO II—DA EZIO DI SERIO AD ANDREA CAMILLERI : NON SFUGGIRETE AD UN SUGGERIMENTO NUOVO SULLA ” SCUOLA SICILIANA ” ( gli Arabi! )

  1. Donatella scrive:

    E’ incredibile la somiglianza tra la Torre di Federico e Castel del Monte: è inconfondibile la bellezza geometrica di questi edifici, che forse stanno a simboleggiare la supremazia dell’imperatore. Al di là dei simboli, sono belli e sembrano trasmetterci una perfezione del tutto terrena, frutto di una visionaria razionalità.

  2. Donatella scrive:

    “Insegnanti contro la riforma: in Messico si uccide sempre- blocchi stradali e cariche della polizia- decine di morti, ma la protesta non si ferma”, articolo su “Il Fatto” di domenica 26 giugno 2016, pag.18, di Orsetta Bellani.
    La protesta,capeggiata dall’ala più combattiva di un sindacato di insegnanti, il CNTE ( Coordinadora Nacional de Trabajadores de la Educaciòn) è iniziata il 15 maggio scorso, contro una riforma del governo ( ci ricorda qualcosa) per introdurre la privatizzazione dell’educazione. E’ nata nelle regioni meridionali del Paese, quelle più povere, come il Chiapas, dove gli alunni arrivano a scuola senza aver potuto fare colazione, dove i libri di testo non possono essere comperati dalla maggior parte delle famiglie, che vive sotto la soglia di povertà, dove non arriva la corrente elettrica. Malgrado ciò , il governo ha promesso di inviare un tablet a ogni bambino ( anche questo ci ricorda qualcosa). Nello Stati di Oaxaca la polizia ha sparato sulla folla che protestava e ha ucciso 12 persone. Tra loro uno studente del seminario di 19 anni, che era accorso per soccorrere i feriti. Dall’inizio delle manifestazioni, dopo una decina di giorni, la polizia a Tuxtla Gutiérrez ha caricato con violenza gli insegnanti, ottenendo la reazione contraria a quella sperata: migliaia di cittadini che avevano visto le cariche della polizia dalle loro finestre sono scesi in piazza con la CNTE. In una intervista Julieta Albores Gonzales, architetta e scultrice del Chiapas, afferma: “Credo che il modo di evitare un altro massacro travestito da difesa dell’ordine pubblico sia scendere in strada a manifestare. La solidarietà che la gente sta dimostrando agli insegnanti si deve anche ad uno sfinimento generale, causato dalla crisi economica e sociale”. Molte persone hanno iniziato a portare viveri nell’accampamento che gli insegnanti hanno costruito nel centro della città, con pali, tendoni e materassi, dove hanno stabilito turni per cucinare, pulire e dormire, e da cui ogni giorno organizzano attività di protesta. Dopo più di un mese di manifestazioni e notti passate sotto i tendoni, la mobilitazione in Messico continua a crescere e si è estesa alle regioni più conservatrici del nord. Lo sciopero degli insegnanti sta assumendo le caratteristiche di un’insurrezione popolare, a cui si sono uniti dipendenti della sanità pubblica, universitari, alcuni settori della Chiesa e cittadini in generale. Lo Stato in cui le proteste sono più forti è Oaxaca. Da settimane le strade sono bloccate dalla CNTE e in molte regioni si fa fatica a trovare benzina e cibo. La polizia sgombera gli insegnanti, che in poco tempo reinstallano i bloqueos. Il saldo dei morti non conta solo i 12 di Nochixtlàn: a Juchitàn un giornalista è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco sparato a bruciapelo. Si registrano feriti, desaparecidos e detenuti, tra cui due leaders della CNTE. La notte dell’11 giugno la capitale dello Stato di Oaxaca ha visto il ripetersi di un episodio della sua storia. La polizia ha caricato una protesta della CNTE che, con l’aiuto della popolazione, ha costruito barricate e iniziato una battaglia con i poliziotti. Erano passati esattamente dieci anni dallo sgombero dell’accampamento dei professori del giugno 2006, quando le cariche furono così violente che i cittadini si unirono alla protesta, bloccarono l’accesso alla città, cacciarono i partiti politici e per mesi promossero un’esperienza di autogoverno nota come Comuna de Oaxaca.
    N.B. : ho riassunto l’articolo, cercando di mettere le cose essenziali. Le considerazioni tra parentesi sono naturalmente le mie.

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