INTERVISTA, Fratoianni (Si): «D’accordo con Art.1, uniamo il No di sinistra. Renzi è un avversario»—-NO A PISAPIA PER TROPPE AMBIGUITA’ + una nota di chiara

 

IL MANIFESTO DEL 24 MAGGIO 2017  a pag. 6

https://ilmanifesto.it/fratoianni-si-daccordo-con-art-uniamo-il-no-di-sinistra-renzi-e-un-avversario/

 

POLITICA

Fratoianni (Si): «D’accordo con Art.1, uniamo il No di sinistra. Renzi è un avversario»

Intervista/Alleanze. Il segretario di Sinistra italiana: Pisapia resta ambiguo, basta con i tatticismi, centrosinistra è parola vuota. Vediamoci subito con Prc e civici. Sarebbe un paradosso che Giuliano, che ha votato sì al referendum, guidasse il nostro fronte. Ma non mettiamo veti sul passato, parliamo della proposta e della prospettiva


Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana

Nicola Fratoianni, gli ex Pd hanno in programma un’assemblea comune con Giuliano Pisapia a fine giugno. Voi di Sinistra italiana invece non siete d’accordo con la sua offerta di dialogo con il Pd. Dunque per voi Pisapia è di ostacolo a un fronte comune?

L’ostacolo non è lui, sono le sue ambiguità. È ora di decidere da che parte si sta. A sinistra serve una proposta chiara, alternativa al Pd e a Renzi, e anche alla destra e ai 5 stelle, che abbia il coraggio di un cambiamento. Con le ambiguità non riporteremo al voto i milioni di voti di sinistra oggi rifugiati nell’astensione o nell’M5S. Il nostro popolo ci chiede unità, ma anche chiarezza.

Dunque se la proposta è quella dell’ex sindaco Pisapia l’unità non vi interessa?

Certo, in quel caso faremmo altro. La nostra proposta è mettere radicalmente in discussione il programma di Renzi e del Pd. Qualcuno non si è accorto che Renzi ha vinto le sue primarie e continua a rivendicare la bontà del jobs act, della “buona scuola”, persino della riforma costituzionale bocciata dagli italiani. Io chiedo di reintrodurre l’art.18, cancellare il jobs act e la buona scuola, fare investimenti pubblici, la patrimoniale e la riduzione dell’orario di lavoro. Non voglio che si faccia quello che dico io, ma neanche che si discuta ancora su politicismi e tatticismi. Ma che vuol dire «centrosinistra» con questo Pd? Ma su.

Alcune delle vostre proposte sono anche di Art.1.

È un’ottima notizia no? Sediamoci subito intorno a un tavolo, facciamolo domani, vediamo se riusciamo a condividere una proposta larga che coinvolga Art.1 ma anche tutto quello che si muove sul terreno del civismo, comitati, reti di movimenti. Vediamo se siamo d’accordo sui contenuti e sulla prospettiva. Roberto Speranza fa appello al mondo di sinistra che si è battuto per il No al referendum del 4 dicembre. Giusto, sono molto d’accordo.

Sta dicendo che Pisapia non potrebbe guidare questo fronte perché ha votato sì?

Sarebbe un paradosso. Ma non è questo il punto. Il punto è decidere se Renzi è un interlocutore o un avversario.

Art.1 però di fatto ha chiesto a Pisapia di mettersi alla guida di questo «centrosinistra per il cambiamento», come lo definisce Speranza.

Non metto veti sulla base delle biografie. Ma dobbiamo definire un perimetro sulla base della proposta e della prospettiva.

Per esempio: fra voi e Bersani c’è una bella differenza di valutazione sull’ultimo tentativo di centrosinistra, l’alleanza Italia bene comune a cui voi, con Vendola, avevate aderito.

La differenza c’è. Ma a me interessa l’oggi: oggi la prospettiva del centrosinistra non esiste, oggi il Pd guarda al centro e talvolta a destra, vedasi decreto Minniti-Orlando. Dal 2013 è cambiato tutto. L’ipotesi di addolcire il riformismo moderando le politiche economiche non esiste più. E il problema è sulle cose, non sui nomi: qual è la prospettiva che può riappassionare gli elettori?

Il suo è un no anche all’ alleanza con il Pd dopo il voto?

Sarebbe credibile una campagna elettorale che dice: oggi litighiamo ma poi ci mettiamo d’accordo? Ma se qualcuno proporrà il reddito di cittadinanza lo voteremo.

Intanto non temete di costruire una ’ridotta rossa’?

Detto così «ridotta rossa» è come «centrosinistra»: due parole astratte. L’idea che per evitare la «ridotta» bisogna annacquare i contenuti è quello che abbiamo visto troppe volte. Non parleremmo a nessuno. Quello che accade nel mondo, da Bernie Sanders a Mélenchon, ci dice che si prendono voti su contenuti chiari e radicali. Nessuno dei due ha avuto paura della «ridotta».

In Francia il giorno dopo il voto la sinistra si è messa a litigare.

Ne faremo tesoro, definiremo prima non solo i contenuti del programma ma anche i comportamenti successivi.

Rifondazione comunista vi propone di mollare il dialogo con D’Alema, che per loro resta il premier della guerra in Kosovo. E di rivolgervi a loro.

Dico con affetto a Maurizio Acerbo (segretario Prc, ndr) che noi facciamo una proposta aperta a tutti, al Prc naturalmente ma anche ai comitati e alle coalizioni civiche per le amministrative. Personalmente ho fatto mille cortei per la pace e ritengo oggi più che mai che il tema è centrale per la sinistra: pace, smilitarizzazione e moratoria sul commercio delle armi debbono stare al centro del nostro programma. Ma ripeto: non perimetriamo la nostra proposta sulle biografie.

In quanti comuni vi presentate in coalizione con il Pd?

In pochi e comunque non nei più grandi: Genova, Padova, Verona e Pistoia.

Dite sì alla legge proporzionale che Berlusconi propone a Renzi. Pisapia critica la prospettiva di larghe intese. Non temete di favorirle?

Le larghe intese si costruiscono sulla base della politica, non di una legge elettorale. Vogliamo ridare centralità alla rappresentanza e chiudere la lunga stagione del maggioritario. Per questo il modello tedesco per noi è una buona legge.

7 risposte a INTERVISTA, Fratoianni (Si): «D’accordo con Art.1, uniamo il No di sinistra. Renzi è un avversario»—-NO A PISAPIA PER TROPPE AMBIGUITA’ + una nota di chiara

  1. Chiara Salvini scrive:

    CHIARA: non è questo il centro-sinistra a cui aspiro. Per me Renzi non è ” il nemico”, fa la sua parte di centro con sguardo a destra. ha bisogno di qualcuno che tiri il suo sguardo a sinistra e soprattutto al lavoro e alle classi più deboli che non hanno di che vivere. Se gli passa l’isteria, può fare la sua parte della riforma dell’Europa. Che lui non accetti art. 1, posso crederci perché avrebbe nel suo partito qualcuno che lo attacca qualunque cosa faccia, mentre c’è bisogna di qualcuno che egemonizzi a sinistra, ma, questo, a mio parere, poterebbe farlo Pisapia che, oltre tutto, ha un’esperienza di governo della città di Milano:: Fratoianni che esperienze pratiche ha alle spalle. Roberto Speranza è un bambino. Per riassumere e dire meglio: mi riconosco in pieno nella posizione di Romano Prodi che, certo, un estremista non è!

  2. Carine scrive:

    Ho alcune perplessità su chi, al referendum, ha votato per il sì: si trattava di un momento cruciale per la democrazia in Italia, bisognava fare fronte comune e Renzi rappresentava tutto quello che ha sempre voluto rappresentare: il decisionismo del capo, il disprezzo verso le leggi, la bontà di un decisionismo a volte quasi infantile e sempre dalla parte dei più forti. Premesso questo, è inalterata la mia stima verso persone come Pisapia, Prodi, Cacciari, che hanno fatto politica scevra da interessi personali. Credo che dopo l’immane sforzo fatto per fare vincere il no per salvare la Costituzione, tutto quell’enorme numero di persone decise, per motivi forse anche diversi, a difendere la democrazia italiana, avrebbe dovuto essere preso come punto di partenza per una grande coalizione di sinistra democratica. Ciò non è avvenuto, non so se per sfinimento o perché sia mancato un disegno politico più ampio. Dopo una vittoria di quel tipo, contro quasi tutti i mezzi di propaganda e raggiunta con pochissimi soldi autofinanziati, si doveva sfruttare al meglio l’inaspettata ( per molti, me compresa) e magnifica vittoria: la popolazione italiana si era dimostrata matura politicamente, al di là di qualsiasi previsione. Forse non si è saputo cogliere quella occasione, che difficilmente si ripeterà se non a prezzo di altre fatiche inenarrabili.

  3. Carine scrive:

    Ieri, domenica 28 maggio, abbiamo visto un film bello, anche se molto duro: “Fortunata”, di Sergio Castellitto tratto da un libro della moglie Mazzantini. Il film è uno squarcio sulla vita di persone che lottano per sopravvivere: la protagonista lavora tutto il giorno come parrucchiera a domicilio, ha una figlia di 8 anni, una causa di divorzio con l’ex- marito violento che vuole strapparle la figlia, un negozio da parrucchiera che vorrebbe acquistare ma che le sarà strappato dagli strozzini. Il film sembra dire che non c’è possibilità di emergere per chi è segnato dal posto e dalla situazione in cui è nato. Fa anche vedere l’impossibilità dell’altro mondo, quello perbene e pieno di buoni sentimenti, di capire un mondo apparentemente più violento ( nei modi e nelle parole) ma anche capace di grandi sacrifici e di una visione a tratti più limpida della cruda realtà. Lo psicologo, impersonato da Stefano Accorsi, pur con tutte le buone intenzioni, ha paura della realtà di Fortunata e non riesce a capire le motivazioni profonde del suo modo di agire e di esprimersi. Molto brava l’attrice, che a tratti ricorda la Magnani e Mariangela Melato.

  4. nemo scrive:

    Ehh, sì, per Nemo il referendum ha ridotto la credibilità di molti ‘maitres-à-penser’ ( Scalfari, Augias, Coletti, Cacciari, Pisapia, Napolitano, Prodi, Obama, ecc. ecc. ) che avrebbero sacrificato l’equilibrio costituzionale voluto e studiato dai Costituenti alla cosiddetta ‘stabilità’ dei vari pasticcioni alla Berlusconi ( che ha votato no, con una ennesima giravolta ), Renzi & C. Nemo non concorda con l’ apprezzamento di Carina del film ‘Fortunata’, un polpettone dove hanno voluto infilarci di tutto. E che fa dire, uscendo dal cine, di Castellitto e della Mazzantini: ” Se li conosci -come regista e sceneggiatrice- li eviti ” .

    • Chiara Salvini scrive:

      Sono molto contenta di avere una tua opinione; certo sarai rimasto ” molto solo ” se ti è caduta l’immagine di tanta gente! Si dice: ” Meglio soli che mal accompagnati”…La stabilità è soprattutto apprezzata da chi privilegia il punto di vista dello stato economico del nostro paese che è ben giù. Forse sbaglio, ma la produzione è migliore anche in Grecia. E, ovviamente, chi ne soffre di più sono sempre gli stessi. Purtroppo credo di vedere che abbiamo (e abbiamo avuto) una classe dirigente molto al di sotto della gente normale come capacità e, non parliamo, di serietà! Di mio, mi sono convinta che questo nostro desolato paese non potrà avere un governo che sia riformista sul serio, che vada alla radice dei disagi e della povertà della maggioranza della nostra gente, per cui mi sembra che anche Renzi (fuori la Costituzione ) qualcosa faccia, per esempio il ministro Del Rio…Purtroppo faccio fatico a tradurre in parole delle confuse sensazioni dello spettacolo cui assisto…volendo Renzi si poteva giudicare già con Letta! E gli altri…? Non ho visto ” Fortunata”, ma ho detto alla Do che tu giudichi i films da un punto di vista “formale” (termine nella tua accezione) così come gli scritti; a lei–mi pare- abbia detto molto come esperienza di un vissuto. Vorrei che dessi uno speciale abbraccio a MA che, mi sembra, riesce a mantenerti in …” forma” (!) più che brillante! E noi, ce lo godiamo! chiara

  5. Carine scrive:

    Sono d’accordo che nel film “Fortunata”ci siano troppi temi, tutti molto impegnativi, che rischiano di renderlo polpettone. Nell’insieme però mi sembra che ci dia uno sguardo impietoso su quella parte di mondo che oggi definiremmo con un termine abusato “le periferie”, fuori dalla storia, dalla possibilità di emergere, senza cultura, senza denari, senza strumenti per decifrare la realtà. Dall’altra parte della barricata ci sta una società ancora più cieca, per volontà e per paura, che non capisce o non vuole capire. In questo quadro desolato le uniche cose vive sembrano essere i sentimenti autentici della “plebe”.

  6. nemo scrive:

    No, non ‘solo’….. ma sempre in compagnia dei suoi maestri.

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