DA WIKI, QUALCOSA SUL FILOSOFO/ STORICO DELLA SCIENZA FRANCESE —MICHEL SERRES (1930)

Africa Antica

 

vecchio portone

vecchio portone a Sanremo, china di bardelli

 

 

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Michel Serres (Agen, 1º settembre 1930) è un filosofo / storico della scienza

Figlio di un conduttore di chiatte, Michel Serres entrò nella Ecole Navale nel 1949 e nella École Normale Supérieure nel 1952. Dopo gli studi di filosofia conseguel’Agrégation de philosophie. Trascorse i successivi anni come ufficiale di marina, prima di ricevere il suo dottorato nel 1968 e cominciare ad insegnare a Parigi.

Da bambino, Serres fu testimone di prima mano della violenza e della devastazione della guerra: “vidi il mio primo cadavere a sei anni”, raccontò a Bruno Latour[senza fonte]. Ha studiato la matematica e la scienza all’ombra dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Queste esperienze formative, lo portarono a rifuggire coerentemente dalle borse di studio basate sui modelli della guerra, del sospetto, e della critica.

Nel corso dei successivi venti anni, Serres si guadagnò una reputazione come rigoroso docente di linguistica e come l’autore di scritti dalla prosa incredibilmente bella e enigmatica, così dipendenti da quella sonorità della lingua francese, che è praticamente intraducibile.

Nel 1990, Serres è stato nominato all’Académie Française, in segno della sua posizione, uno dei più importanti intellettuali della Francia. Nel mondo anglosassone, Serres è forse più conosciuto per il suo insegnamento presso la Stanford University e per la sua influenza verso alcuni giovani intellettuali come Bruno LatourSteven Connor.

 

 

ELENCO DELLE OPERE

https://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Serres

 

 

OPERE  (SU TRECCANI)—FINO AL ’93, con le traduzioni

 

Dopo aver dedicato uno studio a Leibniz (Le système de Leibniz et ses modèles mathématiques. Étoiles. Schémas. Points, 1968), si è impegnato in una monumentale storia delle scienze (Hermès, 5 voll., 1969-80; trad. it. del 5° vol. Le passage du nord-ouest, 1984, Il passaggio a nord-ovest), nella quale rifiuta l’approccio storiografico tradizionale, proponendo un’intercomunicabilità dei diversi campi della conoscenza e dedicando particolare attenzione ai rapporti tra rappresentazione artistica e interpretazione scientifica del mondo. Tra le altre sue opere si segnalano: Jouvences. Sur Jules Verne (1974; trad. it.Jules Verne), un’analisi dei romanzi di Verne alla luce della teoria delle catastrofi; Feux et signaux de brume: Zola(1975), sui rapporti tra Zola e la termodinamica; La naissance de la physique dans le texte de Lucrèce. Fleuves et turbulences (1977; trad. it. Lucrezio e l’origine della fisica); Genèse (1982; trad. it. Genesi); Les cinq sens (1985); Le contrat naturel (1990; trad. it. Il contratto naturale); Le tiers-instruit (1991; trad. it. Il mantello di Arlecchino); Les origines de la géométrie (1993; trad. it. Le origini della geometria).

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