pressreader, il fatto di martedì 28 giugno a pag. 15—-IL NOBEL LIU XIAOBO LIBERO DI MORIRE

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Il Nobel Liu Xiaobo libero, ma solo di morire

Pechino manda a casa lo scrittore dissidente, ormai malato terminale

LaPresse

Simbolo scomodo: L’8 ottobre 2010 è stato insignito del Nobel per la Pace

 

È solo a causa di un cancro al fegato in fase terminale che le autorità di Pechino, inflessibili con dissidenti e oppositori, hanno deciso di trasferire dalla cella alla stanza di un ospedale Liu Xiabo. Un gesto di clemenza tardiva e per questo colpevole, denunciano i suoi avvocati insieme alle associazioni non governative. Condannato nel 2009 a 11 anni di prigione in un processo farsa come “sovversivo”– e lì sepolto vivo per anni, disconnesso dal mondo e perfino dalla moglie. La sua colpa principale, quella di aver scritto con Charter 08, un manifesto per la democrazia, il pluralismo e i diritti in Cina.

Poeta, attivista per i diritti umani, già condannato a 2 anni di prigione dopo la rivolta di piazza Tienanmen nel 1989, vincitore del Nobel per la Pace nel 2010, Xiaobo viene ora curato nell’ospedale di Shenyang (700 chilometri a nord est di Pechino), non lontano dal luogo dove era detenuto da anni. Il regime ha fatto terra bruciata intorno a lui, rendendolo di fatto ignoto ai cinesi, ma molto conosciuto nel resto del mondo.

NEL 2010, durante la cerimonia di consegna del Nobel a Oslo, motivata della “lunga lotta non violenta per i diritti umani in Cina”, Xiaobo venne emblematicamente rappresentato da una sedia vuota. Il poeta non fu nemmeno informato di essere stato insignito. L’attrice svedese Liv Ullmann lesse il discorso che Xiaobo aveva scritto come memoriale di difesa al processo. Il discorso si concludeva così: “La libertà di espressione è il fondamento dei diritti umani, la fonte dell’umanità e la madre della verità. Sopprimerla significa distruggere tutto… da parte mia, non ho fatto altro che esercitare il mio diritto alla libertà di espressione: nulla di criminale, ma se vorrete condannarmi per questo non me ne lamento”. Dal momento della vittoria del Nobel, anche la moglie Liu Xia è stata costretta agli arresti domiciliari senza un capo d’imputazione formale, subendo una condizione di isolamento che l’ha portata alla depressione. Uno degli avvocati della famiglia ha rivelato come Xia non conosca le condizioni di salute del marito, dato che ai coniugi non è permesso neppure comunicare tra di loro.

“IL FATTO CHE gli sia stata diagnosticata una gravissima malattia mentre si trovava in prigione, dove non sarebbe mai dovuto andare, aggiunge una ferita all’insulto”, attacca Patrick Poon, ricercatore di Amnesty International a Hong Kong. L’Ong ha chiesto a Pechino di assicurare cure mediche adeguate e la liberazione immediata di Xiaobo. Anche Zhang Zuehezong, attivista di Shanghai, ricorda l’incredibile sacrificio del poeta per la democrazia e la libertà in Cina, aggiungendo: “(quella del cancro) è una notizia terribile per lui, la famiglia e tutte le persone che in lui hanno riposto fiducia”.

All’indomani di Tienanmen, Xiaobo fu portato davanti ai cancelli dell’ambasciata australiana, dove un diplomatico gli propose di chiedere asilo. Il dissidente decise di restare in Cina a combattere la sua battaglia. Che gli sta costando la vita.

 

 

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