ANTONELLO CAPORALE DE ” IL FATTO ” DEL 24 LUGLIO INTERVISTA BEPPE CIVATI::: ” NON RIUSCIAMO A ILLUSTRARE UN INTENTO DISTINTO, AUTONOMO “

IL FATTO QUOTIDIANO DEL 24 LUGLIO 2017

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lunedì 24/07/2017

“Troppo scollamento, potrei anche lasciare: tanto vivo di poco”

Giuseppe Civati – “Non riusciamo a illustrare un intento distinto, autonomo”. La spietata analisi del leader di Possibile
L’ex renziano – Civati è stato amico di Matteo Renzi con cui organizzò la prima Leopolda. Poi Massimo D’Alema – Ansa

Matteo sta male e anche Pippo non si sente più tanto bene. Il primo Civati faceva tandem alla Leopolda col primo Renzi. Tutti e due portati in palmo di mano. Poi Matteo prende il potere e caccia Pippo. Pippo si inalbera e fonda Possibile. Matteo perde il potere e Pippo perde la felicità.

Caro Civati, vi ha fregati il renzismo e vi sta fregando l’antirenzismo.

Non riusciamo a illustrare un intento distinto, autonomo. Dire dieci cose di sinistra, dieci propositi, realizzazioni, possibilità. Dieci ambizioni. Dopo la decima parola compare Renzi, dopo la quindicesima ecco D’Alema. Chi può ascoltare un soliloquio simile, che diciamo al bar? Parliamo di Pisapia?

Renzi sarà il passato, ma voi un po’ trapassati.

Ho dolore nel darle ragione, mi sembra un’analisi spietata e sincera. Avremmo bisogno di incardinare alcune idee, pensare al mondo che vogliamo e invece per conformismo politico e mediatico stiamo tutto il tempo a parlare di Renzi. Anche ora, anche quando Renzi è un po’ bollito.

Lei aveva utilizzato una parola volitiva e insieme vigorosa (Possibile) per chiamare il suo movimento. Ma il suo Possibile sta divenendo Improbabile.

La consapevolezza non mi manca, il guaio è proprio questo. Sentire su di sé il peso di una dissociazione cognitiva, uno scollamento tra noi e la società, capire che è esiziale e non riuscire a fermarlo.

Dispiace dirlo ma il declino di Renzi viaggia in parallelo al suo. Lui si indebolisce ma lei azzera le possibilità.

Perché il dualismo fa male, perché non sempre e non tutto è colpa di Renzi, perché l’attrito è stato ed è politico non personale. E manca non l’ambizione ma la nostra risposta, l’adeguatezza dell’alternativa come prospettiva, la determinazione nel costruirla.

La reputazione politica.

Anche. Infatti la questione è politica.

Pensa che D’Alema non abbia nulla di personale?

Penso che se siamo sempre ricondotti verso i nomi antichi della sinistra è per la nostra incapacità di muoverci in modo diverso, di divenire adulti e autonomi, di dire cosa vogliamo fare. Lo sconforto ti prende se persino la Falcone e Montanari come prima cosa dicono Pisapia non ci ha fatto parlare, Pisapia è cattivo. Dove andiamo con questo stile?

Aveva alle spalle un futuro glorioso. Dilapidato al pari di Matteo.

Sapevo che lasciare il Pd avrebbe comportato una mia marginalizzazione, sapevo che dopo tanta luce televisiva mi sarebbe capitato il buio ma non ho mai dubitato di aver fatto la scelta giusta. Il Pd era divenuto infrequentabile e la rottura inevitabile.

Adesso che è lontano dai talk show si diverte di più?

Non mi pento, sorrido perché mi chiamano o mi intervistano solo per parlar male di Renzi. E lei ci casca.

Parliamo della sua second life?

Ho messo nel conto di uscire dal Palazzo.

Magari si candida e non viene rieletto.

Magari nemmeno mi candido.

Magari viene rieletto ma fa tappezzeria.

Ho presente la questione al punto che spesso mi chiedo cosa fare. Non ho particolare apprensione sul mio futuro, riprenderò in mano il dottorato di ricerca in storia della filosofia.

Teme di perdere lo stipendio o lo status?

Sono abituato a vivere con poco, i soldi non mi preoccupano. La perdita dello status invece ammetto che potrebbe portarmi dolore. La politica fa somatizzare i momenti brutti. Al tempo dello scontro più aspro, quando mi sentivo solo, sono dimagrito tanto. Il malessere politico trasloca nel fisico.

Simul stabunt, simul cadent.

Ma mica con Matteo è stata questione di carattere? Che balla mostruosa è l’idea dell’odio. Mi hanno diviso da lui le politiche sbagliate, gli zig zag ideologici, gli sfondamenti nel reganismo, le posture familistiche. La simpatia non c’entra, l’amore è tema da soap opera.

Uno vorrebbe pure votarvi, ma poi vedendovi all’opera viene preso dai crampi.

Condivido. Parliamo del sistema solare, scambiamo messaggi in codice”.

Speriamo che cambiate.

Speriamo di farcela.

Finire così è brutto.

Mi sforzo perché le teste cambino, qualche volto nuovo copra la scena, usi espressioni intellegibili e parli di cose reali. L’orario di lavoro, la cura dell’ambiente, la lotta ai burocrati, non so, c’è un mare magnum. Basta volerlo.

Pippo Civati, ex deputato.

“Possibile”.

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4 Responses to ANTONELLO CAPORALE DE ” IL FATTO ” DEL 24 LUGLIO INTERVISTA BEPPE CIVATI::: ” NON RIUSCIAMO A ILLUSTRARE UN INTENTO DISTINTO, AUTONOMO “

  1. Chiara Salvini scrive:

    chiara: Civati è l’unico che, pur avendo le mani in pasta, riesce ad esprimere il profondo disorientamento di uno di base, uno che sta anche nelle ultime file in fondo alla base…A quanto pare è lui che non è così isolato dal mondo perché da parte mia c’è molto interessamento anche se critico.

  2. Carine scrive:

    Civati sembra parlare come mangia e non nasconde le grandi difficoltà e anche lo scoramento nella ricerca di una forza di sinistra coesa. Fatta salva la nostra ignoranza su cosa sta realmente succedendo alla sinistra del PD, penso che le varie formazioni dovrebbero cercare a tutti i costi di formare una realtà alternativa al PD di Renzi prima delle prossime elezioni. Molti progressisti sono ancora all’interno del PD, soprattutto quelli che non hanno cariche. Giusto quindi quanto fa Pisapia per non chiudere al PD, però forse poteva evitare l’abbraccio alla Boschi, una delle anime nere anche peggio di Renzi Ci va una formazione che non escluda nessun progressista; non credo però che quell’abbraccio sia possibile con un PD guidato da Renzi, l’unico gallo del pollaio che preferirà fare sprofondare tutto piuttosto che riconoscere la propria inadeguatezza.

  3. Iacopo scrive:

    Civati in effetti parla chiaro e ammette gli errori anche fatto in buona fede, cosa che non fa nessun altro, men che mai Renzi o Salvini ma neppure Grillo. l unico anche che può interloquire da Sinistra col.mov 5 stelle è al contempo essere il punto di equilibrio.tra tra Montanari e D Alema, tra Fratoianni e (forse) Pisapia, ecc. È oggi un bene prezioso per la politica italiana, altro che tornare alle minestre di lenticchie…

    • Chiara Salvini scrive:

      caro Iacopo, ti ringrazio del tuo eccellente contributo: non mi sono mai passati per la testa (e, come a me, forse ad alcuni altri) i collegamenti che, per te, puo’ tenere Pippo Civati. Spero che altri, oltre a me, li trovino utili, chiara

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