RACHELE GONNELLI, IL MANIFESTO DEL 24 AGOSTO 2017, ” SUBALTERNITA’ ALLA DESTRA SUI MIGRANTI “, GAD LERNER LASCIA IL PD—LE MOTIVAZIONI—al fondo il link della rivista dei Padri cambogiani ” Nigrizia ” (dal 1883)

 

IL MANIFESTO DEL 24 AGOSTO 2017

https://ilmanifesto.it/subalternita-alla-destra-sui-migranti-gad-lerner-lascia-il-pd/

 

«Subalternità alla destra sui migranti», Gad Lerner lascia il Pd

Addio al Pd. Il giornalista, tra i 45 fondatori del partito democratico dieci anni fa, rieletto di recente nell’assemblea nazionale, ha stretto rapporti con l’ex sindaco Pisapia

L’emorragia di personalità di spicco dal Pd renziano continua in quest’agosto torrido anche dal punto di vista politico. É appena finita l’eco della porta sbattuta da Vasco Errani ed ecco quella di Gad Lerner, che lascia il partito con parole di fuoco contro la politica di Minniti e soci sulle migrazioni, in primis per le accuse denigratorie contro le ong che salvano i migranti in mare e il rinvio alle calende greche dello ius soli.

Il giornalista, nato a Beirut in una famiglia di ebrei libanesi e arrivato in Italia da immigrato bambino, ha deciso di comunicare la sua decisione di disconoscere la creatura che ha contribuito a far nascere dieci anni fa ( è tra i 45 fondatori del Pd) con un articolo in cui parla di «disarmo culturale» e «subalternità psicologica alle dicerie sparse dalla destra». Il testo si pone come un «bilancio di fine legislatura su una materia, quella dei diritti umani e di cittadinanza, dei rapporti presenti e futuri tra le due sponde del Mediterraneo che – argomenta – considero di importanza cruciale».

Lerner non ha mai fatto mistero in questi ultimi tre anni di trovarsi a disagio nel Pd di Renzi. Dal 2010, del resto, ha legami sempre più stretti con Giuliano Pisapia, iniziati – da milanese – con la campagna elettorale a sindaco della città quando ancora Pisapia era il campione di Sel nell’alleanza bersaniana Italia Bene Comune.

Pur avendo a suo tempo scartato l’idea di seguire gli scissionisti bersaniani – «non consideravo motivi sufficienti di divorzio le riforme istituzionali e il Jobs act», spiega – e disposto a ingoiare più di un rospo pur di salvaguardare «l’unità dentro un partito grande e plurale», si è visto costretto a tornare sui suoi passi «a malincuore» a causa di una involuzione politica sui «valori fondativi» del partito.

Con Pisapia i rapporti non si sono mai interrotti e lo scorso 1 luglio era stato proprio Gad Lerner a fare da speaker sul palco di Piazza Santi Apostoli all’assise di lancio del raggruppamento dell’ex sindaco. Sono passati solo due mesi da allora, due mesi che di solito sono «di buco» per la politica, ma non quest’anno e soprattutto non su un tema come l’immigrazione. Con la derubricazione dello ius soli pur «temperato» mentre si gonfiava l’ondata cattivista piddina fino alla prefigurazione di quello che Lerner chiama «l’indedita oscena fattispecie che è il reato umanitario» e alle esternazioni recenti di Luciano Violante sul Corsera.

«Per me – spiega Lerner – la goccia che ha fatto traboccare il vaso è la campagna di denigrazione mossa contro le ong impegnate nei salvataggi in mare. Culminata in accuse di complicità con gli scafisti e tradotta nella pretesa governativa di sottometterle a vincoli non contemplati dal diritto internazionale né dai codici di navigazione». Una campagna in cui la tesi – Lerner la definisce «ideona bellicosa» – di Matteo Salvini di respingere con la forza i profughi, viene ripresa e ripetuta infinite volte «da leader di opposti schieramenti, dal centrodestra al centrosinistra ai grillini» per poi parlare di emergenza «percepita» – come fa il ministro dell’Interno Marco Minniti ndr – , anche se «smentita dalle cifre, alimentata dai giornaloni».

Non è un’emergenza migranti ma una emergenza elezioni, sostiene l’ex direttore del Tg1, di Otto e mezzo e dell’Infedele. E sceglie, non a caso, la sua rubrica fissa sul settimanale cattolico Nigrizia per vuotare il sacco. La rubrica, intitolata a l’idiot savant Giufà della tradizione marrana, per l’occasione è diventata l’editoriale della rivista. «Non per provocazione – scrive Nigrizia – ma perché coglie con precisione un problema». Tra i commenti sul sito più di un lettore tra cattolici del Pd, approva.

 

 

http://www.nigrizia.it/

Il termine Nigrizia deriva dal latino nigritia: paese dei neri (corrisponde al nome “Sudan”). Fino al secolo XIX indicava comunemente l’Africa a sud del Sahara.

Nigrizia: la rivista

Dal 1883 una pubblicazione ininterrotta, tra continuità e fedeltà al presente.

Nasce nel gennaio 1883 quando dagli Annali dell’Associazione del Buon Pastore – fascicoli bimestrali che dal 1872 riportavano principalmente testi di Daniele Comboni, ma poi sempre più anche di altri missionari – diventa La Nigrizia.

Le prime annate sono incentrate sulla rivoluzione mahdista in Sudan, primo campo d’azione di Comboni (primo vescovo di Khartoum) e dei comboniani. Ben presto appaiono i primi studi etnografici e, nel 1887, il primo articolo di un africano (don Daniele Sorur). Nel 1895 diventa mensile. (SEGUE)

Una risposta a RACHELE GONNELLI, IL MANIFESTO DEL 24 AGOSTO 2017, ” SUBALTERNITA’ ALLA DESTRA SUI MIGRANTI “, GAD LERNER LASCIA IL PD—LE MOTIVAZIONI—al fondo il link della rivista dei Padri cambogiani ” Nigrizia ” (dal 1883)

  1. Donatella scrive:

    Sul PD tutto e il contrario di tutto è stato detto e pensato. Sembra un ammalato in punto di morte che aspetti invano un dottore che lo salvi. Da nessuna parte vediamo il Salvatore, ma nelle nostre coscienze sappiamo ancora quello che è di destra e quello che è di sinistra, quello che ci farebbe stare meglio tutti e quello che fa male a quasi tutti. Da lì, dal profondo delle nostre aspirazioni, dovrebbe formarsi una organizzazione che abbia memoria storica, che abbia consapevolezza dei propri limiti e che guardi un po’ più in là delle elezioni.

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