Oasis – Stand By Me +++ parecchie altre, se ti piacciono…notte, chiara

 

 

 

 

5 risposte a Oasis – Stand By Me +++ parecchie altre, se ti piacciono…notte, chiara

  1. roberto rododendro scrive:

    reduce da un carinissimo infarto.
    Mi chiedi roba da pubblicare ,poi la dimentichi ..ahhhhhhhh Bru, stai diventando scordarella?
    Tra un po’ ti mando la terza …o forse no?
    Ora , diciamo, sto bene.
    Potrei perfino dire che è stato divertente e istruttivo…
    l’unico problema è che in casa o entrano le medicine e usciamo noi o veceversa: ormai riempiono una stanza!! :-)

    • Chiara Salvini scrive:

      caro Roberto, un ” carinissimo infarto ” mi fa preoccupare come un infarto meno carino, è la parola e…la nostra età! Non cominciare a fare belinate, come diciamo da noi…! Cura la tua tranquillità, il fumo il bere e…le donne. “scordatella” scalinatella lo sono, sono stata angusciata con il cambio stagione e la valigia per Milano… e il blog è lo specchio delle mie anguscie. Adesso ho una mezz’ora e se mi basta recupero subito, è un regalino al tuo cuore pazzerello…spero che avrai imparato abbastanza da non fare ” repeat “. Mi raccomando, pensa un po’ anche al nostro cuore, Donatella ha il computer rotto, ma ti scriverà appena lo aggiustano. Marina era in Spagna, ma dev’essere tornata a Sanremo, e poi hai tutti i tuoi amici altolocati…ciao, un forte abbraccio e non farci più preoccupare! chiara

      • roberto rododendro scrive:

        un carinissimo infarto perchè mi ha dato pochissimo dolore, pareva che con una “grattatina” sul petto passasse tutto, e, infatti , il dolore è passato tanto che per quasi due giorni l’ho dimenticato. Poi, per un fatto di ipertensione ( la pressione mi restava max e min entrambe al di sotto del 100) mi son preoccupato. Chiama medico, medico viene.Responso fibrillazione atriale che è anche il motivo per cui l’aggeggio pressorio non reagisce. Consiglio: subito pronto soccorso…. si, ci vado.. Poi la stotia diventa un po’ più lunga e te la risparmio. Solo una cosa:mentre ero “sotto i ferri” e si fa per dire che ferri non erano (Coronarioscopia) ho pensato alla cosa più brutta , magari infame o solamente riprovevole che ho combinato in vita mia: non mi è venuto in mente nulla, non perchè non sia capitata, ma perchè, sicuramente, l’ho nascosta così nel profondo da farla spsrire: sarei morto senza rimorsi! Notte chiara

        • Chiara Salvini scrive:

          E’ meglio se non muori del tutto che ” morire senza rimorsi “::: forse ne avevi fatto così tante (con tutte le tue donne cui regali un verso o due…) che non avevi tempo né pazienza di ricordarle tutte! E’ che, in quel momento, uno ha altro da pensare che alle cattive azioni fatte! Credo che solo nei romanzi, sempre scritti da vivi, uno ” al punto ” arrivato, faccia un bilancio della sua vita. Adesso ti rimarrà tutto il tempo per dedicarti a cose infami o solamente riprovevoli per avere qualcosa da pensare quando —mai più, però — ti ricapiterà… Magari, mi chiami, e le facciamo insieme… ciao, un grande abbraccio, chiara

  2. roberto rododendro scrive:

    Ballata n° 3

    Agosto a Roma

    Roma città in agosto
    piacere di una morte
    lenta assaporata trasognata

    I ragazzi nudi si tuffano
    nella fontana a Trevi come al mare
    sui bordi di marmo antico prendono il sole
    si schizzano lazzi con gesti osceni
    e le turiste tirano giù le calze
    alzano le gonne sulle cosce bianche

    Noi vagabondi disperati
    senza pace
    senza luce
    cerchiamo un locale dove andare
    fra cento chiusi per ferie
    ascoltare musica cubana o brasiliana
    o quel che c’è

    adattare il corpo al suono
    perché il suono è un rumore
    senza tempo oltre lo spazio

    Pellegrini assonnati e disattenti
    le fontane le strade le piazze
    ci trovano sempre presenti

    I diseredatati della città la notte
    ci scrutano col bianco degli occhi
    dai giardini di villa Pamphili
    dagli scalini delle chiese
    dalle scalinate delle piazze
    dove si toccano famelici
    dove ciondolano strippati
    ubriachi e disperati

    Come turisti ottusi
    camminiamo le strade senza vedere
    attenti a noi stessi
    ai nostri epidermici ricordi

    Mi accarezzi l’incavo del braccio
    con dita tenere
    ma se ti cerco non ci sei

    Non ci sei più

    io lo so che tu giochi
    ed anch’io gioco e mi diverto
    mi diverto un mondo

    Ti racconto allora di quando
    ragazzino godevo nei pantaloni
    stringendo un’inglesina insulsa e bionda
    a ridosso di un muro
    nella mia città assolata di mare e di scogli
    e tornando a casa facevo
    merenda con pane e fichi.

    Tu ridi e mi baci veloce e inattesa

    E allora?
    Andiamo a cercare quel benedetto locale
    e scacciamo i ricordi che scavano solchi
    di me
    quarantenne stempiato e fiacco

    E allora?
    Andiamo a prendere cornetti caldi all’alba
    da quel panettiere morto diecianni fa

    E poi?
    E poi basta
    finisce agosto in città a Roma
    mi rimetto la cravatta a righe
    e non ti riconosco più.

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