IL FATTO QUOTIDIANO SULLA CATALOGNA, 29 OTTOBRE 2017—OGGI MANIFESTAZIONE DEGLI UNIONISTI

 

IL FATTO QUOTIDIANO DEL 29 OTTOBRE 2017

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Catalogna, “Puigdemont può chiedere asilo in Belgio per sfuggire all’arresto”. Migliaia di unionisti a Barcellona

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A comunicarlo è stato il ministro belga all’asilo e alla migrazione, Theo Francken, attraverso il suo account Twitter. E secondo un sondaggio pubblicato su El Mundo, gli indipendentisti alle prossime elezioni potrebbero perdere la maggioranza

Nel braccio di ferro tra la Catalogna e Madridche ha deciso di indire le elezioni per il 21 dicembre, assumere i poteri della regione e destituire parlamento e governo – si fa strada anche la possibilità dell’arresto del presidente catalano Carles Puigdemont, che domani la procura spagnola potrebbe incriminare per “ribellione”. Un’ipotesi che non è stata confermata da fonti ufficiali, ma che è comparsa sui media spagnoli. E alla quale lo stesso Puigdemont potrebbe rimediare chiedendo asilo in Belgio. A comunicarlo è stato il ministro belga all’asilo e alla migrazione, Theo Francken, attraverso il suo account Twitter, dopo che la notizia era stata diffusa in precedenza dalla tv pubblica fiamminga VRT News.

E il ministro degli Esteri spagnolo, Alfonso Dastis, non ha sciolto i dubbi su un eventuale fermo del presidente destituito che, ha detto, potrà “teoricamente” partecipare alle elezioni regionali del 21 dicembre, indette da Madrid, “se non si troverà in carcere”. Una posizione ribadita anche dal portavoce del governo Rajoy, Inigo Méndez de Vigo, che aveva precisato che Puigdemont ha il diritto di continuare a fare politica nonostante la sua destituzione.

Unionisti in corteo a Barcellona – Intanto, dopo le manifestazioni di ieri a Madrid contro l’indipendenza dellaCatalogna, 300mila persone – secondo quanto riferito dalla Guardia urbana  – hanno sfilato a Barcellona in un mega corteo organizzato dagli unionisti di Societat Civil Catalana. Gli organizzatori, però, parlano di oltre un milione di partecipanti. Le immagini trasmesse dalle tv spagnole e dai siti web mostrano i manifestanti in piazza con bandiere spagnole e catalane, assieme a grandi bandiere europee. Si va dagli slogan ‘Viva Spagna e viva Catalogna’, fino a ‘Puigdemont in carcere’, ‘Golpisti in prigione’, e ‘Tutti siamo Catalogna’. Presenti molti leader politici, tra cui la ministra della Sanità Dolors Montserrat, il leader del Ppc Xavier García Albiol, il presidente di Ciudadanos Albert Rivera, la leader catalana Ines Arrimadas e il primo segretario del PscMiquel Iceta. Alla fine della manifestazione prenderanno la parola l’ex ministro del Pp Josep Piqué, l’ex ministro socialista Josep Borrell e l’ex leader del Pce Paco Frutos. Sulla città volano elicotteri, mentre molte zone sono transennate per sicurezza.

 Il sondaggio: indipendentisti a rischio – E a preoccupare gliindipendisti è quanto emerge da un di Sigma Dos pubblicato stamane da El Mundo: i partiti che vogliono la secessione dallaSpagna potrebbero perdere la maggioranza assoluta delParlamento alle elezioni del 21 dicembre, anche se il margine sottile tra le due parti prevede una campagna fortemente combattuta. Il sondaggio è stato realizzato intervistando mille persone tra martedì e giovedì, proprio mentre il governo centrale spagnolo si preparava a prendere il controllo della Catalogna che poi venerdì ha proclamato l’indipendenza. Se le elezioni dovessero tenersi oggi, agli indipendentisti andrebbe il 42,5% dei voti, pari a 61-65 seggi mentre la maggioranza nell’assemblea catalana è di 68. Gli unionisti invece otterrebbero il 43,4% dei seggi. Nelle ultime elezioni del 2015, i separatisti vinsero con il 47,7% dei voti conquistando 72 seggi.

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