NEMO E LE SUE PERLE DI OTTOBRE FINO AL 25 /// attenzione a non perderne perché è facile quando durano un mese di pensiero e di riflessione…

 

nemonemo

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Piero Ignazi: ” una fantasia sfrenata, a volte, produce deliri “

25
OTT
2017

“””… < […] Da noi, il virus del plebiscitarismo e della reductio ad unum nella figura del leader ha tracimato anche a sinistra. Chi è alla guida di un partito pensa di essere un unto del signore, di avere mani libere nel fare e disfare. Di fronte a questa cultura politica, che appare sempre più tracotante, almeno la legge elettorale avrebbe dovuto porre qualche limite. E invece essa ha assecondato la tendenza, aggiungendo una ulteriore drammatica, aggravante: la possibilità di pluri-candidature. Ogni candidato può presentarsi, oltre che nel maggioritario anche in altri cinque (!) collegi proporzionali. Meglio evitare rischi, evidentemente…. Questo ampio paracadute, oltre a rafforzare il controllo della leadership sulle candidature, impedisce all’elettore di sapere chi sarà il proprio rappresentante perché l’eletto potrà optare per un altro collegio, privando così i cittadini della facoltà di conoscere il proprio parlamentare. C’è una coazione a ripetere nei legislatori italiani: dare sfogo alla fantasia rifiutando di seguire sperimentati modelli stranieri. Ma una fantasia sfrenata, a volte, produce deliri >. …”””

( da Il Rosatellum con le spine , la Repubblica di Giovedì 19 Ottobre 2017 ) 

 

Michele Serra : ” … essere pessimisti conviene “

19
OTT
2017

“””… < Pare che il nome  ‘Berlusconi’ nel simbolo elettorale valga almeno due milioni di voti. Dopo tutto quello che è successo. E nonostante il nostro sia impedito dalla legge, lignificato dal lifting e abbia appena perfezionato il già ricco repertorio di barzellette sui collant e sui malati di Aids con una battuta sui bidet. Da come giudicare questa notizia, è possibile valutare il vostro grado di ottimismo/pessimismo. Se vi sembra pazzesco che due milioni di italiani possano ancora votare per lui, allora siete inguaribili, ostinati ottimisti. Credete negli uomini, nelle donne e persino nella democrazia. Credete che l’esperienza insegni. Credete che esista un merito, a questo mondo: chi fa le cose perbene viene premiato, chi fa il furbo paga pegno. E dunque, essendo ottimisti, vi sgomenta la sola idea che non due milioni, ma anche solo due italiani possano votare per lui.  Se invece inclinate al pessimismo, la notizia vi sembrerà non solo poco sorprendente, ma persino lieta. Secondo la vostra percezione degli uomini, delle donne e della democrazia, potrebbero essere almeno venti i milioni di italiani innamorati di lui. E dunque per voi è di grande sollievo sapere che sono in così pochi quelli disposti a morire berlusconiani. Morale: essere pessimisti conviene >. …”””

 

 ( L’amaca di Michele Serra, la Repubblica di Mercoledì 18 Ottobre 2017 )

 

Vittore Trabucco: ” Non dimentichiamo la tragedia del Vajont “

14
OTT
2017

“””… < Il 9 Ottobre del 1963 dapprima fu l’aria, improvvisa, una forza tremenda, inaudita, poi l’acqua terribile, devastante, infine il silenzio agghiacciante, opprimente e tutto divenne Nulla. Solo Lei era ancora lì, in fondo alla forra del torrente, maestosa, intatta, a racchiudere il suo lago di squallide ipocrisie, di meschine bugie, di arroganze luride, che ora luccicava di fango e di morte. Dimenticare sarebbe un oltraggio non solo ai morti ma soprattutto a noi stessi >.

( Lettera a la Repubblica di Mercoledì 11 Ottobre 2017 )

 

Paolo Di Paolo : ” Chi ha più anni sulle spalle, di solito, guarda indietro. Ma questo non significa che stia rinunciando al futuro “

13
OTT
2017

“””… < […] Il paradosso è svegliarsi più conservatori di chi, per età, avrebbe qualche ragione di esserlo. Il paradosso è chiudersi dietro barriere, confini, dentro spazi sempre più angusti, nell’illusione di riguadagnare forza e sicurezza. Il paradosso è che a mostrarci il ridicolo di questa illusione debba essere chi l’ha vista tradursi in un incubo. Il paradosso è che a suonare l’allarme di fronte a idee retrive contrabbandate per pensieri nuovi, sia chi ha vissuto razzismi, guerre, divisioni nate nello stesso, sempreverde terreno dell’intolleranza. “Abbiamo la memoria corta, ricordiamo solo come era composta la Juventus nel ’36” ha detto l’altro giorno il navantaduenne Camilleri. Ed è paradossale anche questo: che sia costretto, arrivato a un passo dal secolo, a togliere di mezzo qualunque tentazione nostalgica. Per ricordare a discendenti distratti, smemorati e imprudenti la lezione più nera del passato -lui che avrebbe il diritto di liberarsene. E permostrarci come uno nato nel 1925 possa usare parole più generose e più fertili di quelle corte e aride con cui stiamo -noi nati dopo- inquinando il presente, riducendolo a un vicolo cieco >. …”””

(da L’età del coraggio di Paolo Di Paolo, la Repubblica di Mercoledì11 Ottobre 2017 )

Paolo Di Paolo : ” L’età è anche una questione di stati d’animo “

13
OTT
2017

“””… < […] il gesto più generoso di un essere umano avanti negli anni è prendersi cura del tempo che viene dopo di sé. Negli ultimi giorni sono rimasto impressionato, prima ancora che dalla lucidità, dall’ ardore di alcuni vecchi maestri – gente nata nella tempesta o fra le macerie del ventesimo secolo. Mario Vargas Llosa, ottantuno anni, domenica scorsa in piazza a Barcellona, che suda e si sgola per far riflettere sui pericoli di una divisione, di una rinuncia al dialogo. Amos Oz, settantotto, che si rivolge, in un libro fresco di stampa, ai ‘cari fanatici’; al loro, al nostro estremismo inconsapevole. Angela Davis, eterna ragazza di settantatre anni, che qualche giorno fa a Ferrara, incitava la platea a non rinunciare alla lotta contro ogni discriminazione. Rinunciare, d’altra parte, vuol dire accettare. Due grandi italiani, lo scrittore andrea Camilleri e l’architetto Renzo Piano, che -interpellati sull’inaccettabile rinvio della legge sullo Ius soli- inchiodano italiani più giovani alle loro ottusità e al loro razzismo. Ho provato ammirazione. Come la provo per certi nonni meno rassegnati dei nipoti, capaci di battere ancora il pugno sul tavolo, di fronte a un’ingiustizia. Convinti che l’indignazione non c’entra con l’anagrafe, e che alzare le spalle non è mai una soluzione. Ho sentito nelle loro parole nette e senza retorica, un sovrappiù di onestà. Come a dire: noi non abbiamo quasi più niente da perdere, voi avete da perdere tutto. Ho capito che per parlare così, indicando chiaramente il pericolo, bisogna averlo conosciuto, sapere dai segni sulla pelle che cosa ha prodotto e c ome ha ferito, come ha umiliato. Ho compreso che la libertà superiore di un’età matura, se non è risentimento e indifferenza, è la purezza di un discorso fatto senza calcoli.  Sgradevole e perfino indigesto, talvolta, ma non ipocrita. Ho apprezzato come -ben lontani dal farsi imprigionare dal passato- questi intellettuali autentici mettano in guardia noi dal rischio di imprigionare il futuro. […] >

(da Le età del coraggio di Paolo Di Paolo, la Repubblica di Mercoledì 11 Ottobre 2017 )

Franca Valeri : ” Ho sempre voluto scrivere qualcosa sul teatro… “

13
OTT
2017

“””… < […] La modestia. Bella. Era lei che guidava le scelte. Si può vivere in un periodo di scelte squilibrate, come oggi, ma non so cosa sia meglio. So che il fascino della modestia, in questi tempi, è che ci si limita a guardarla nelle vecchie fotografie o nei quadri di un buon pittore. […] >.

 

  (da La stanza dei gatti Una chiacchierata con il teatro di Franca Valeri, Einaudi  -Settembre 2017- pg. 103 e.14 )

 

Thimothy Garton Ash : ‘ Alle radici del populismo’

07
OTT
2017

“””… < […] Credo che sia necessario prestare più attenzione a dimensioni più sottili, meno facilmente misurabili della diseguaglianza. Le definirei disparità di attenzione e di rispetto. […] Quanta attenzione hanno dedicato i nostri media tradizionali liberali fino a poco tempo fa alle regioni e ai gruppi sociali ‘abbandonati’ ? […] La diseguaglianza di attenzione sfuma nella diseguaglianza di rispetto. ‘Redistribuzione del prestigio’ è ormai un’espressione quasi proverbiale della destra populista polacca. Le nostre società semplicemente non hanno dato sufficiente realizzazione a una delle promesse fondamentali del liberalismo, riassunta dal filosofo del diritto Ronald Dworkin in ‘pari rispetto e considerazione’ per ogni singolo membro della società. […] Tutto questo sfuma a sua volta nella dimensione culturale… ‘ Non riconosco più il mio paese’ è la classica affermazione dell’elettore populista di destra. ‘On est chez nous‘, è stato lo slogan rivelatore dei sostenitori della leader del front National francese Marine Le Pen . L’immigrazione è in questo caso ovviamente un elemento chiave, soprattutto se collegata a una reale  o immaginaria minaccia da parte dell’Islam. In un recente sondaggio polacco il 42% degli intervistati ha affermato che il terrorismo islamico costituisce una grave minaccia per la sicurezza nazionale della Polonia, sebbene la presenza di musulmani sia in pratica pari a zero e il paese abbia rifiutato di accogliere persino la quota minima di profughi provenienti dal Medio oriente prevista dall’ Ue.  Ma oltre l’immigrazione sono considerati una minaccia anche l’aborto e i matrimoni gay e il ‘politicamente corretto’, criticato come divieto di dire cose che una volta si potevano dire. Poi arriva Trump, Le Pen, la leader di Afd a farneticare e gli elettori esclamano ‘finalmernte qualcuno dice le cose come stanno !’. Ma non è tutto. In Europa, l’ostilità nei confronti dell’ Ue e specificamente dell’euro, è un forte vettore di populismo. Afd è nata come partito anti-euro. Ma queste dimensioni sociali e culturali sono comuni a gran parte del populismo, sia in Europa che altrove. Quindi, prestiamo attenzione. Se sbagliamo diagnosi, non troveremo mai la cura >. …”””

 

 

 da la Repubblica di Mercoledì 04 Ottobre 2017 (Traduzione di Emilia Benghi )

 

 

Philip Roth ” …. Raccontare storie per me era tutto. Ora, semplicemente, non lo è più “

04
OTT
2017

“””… < […] L’incubo che vive oggi l’America, ed è davvero un incubo, è che l’uomo eletto presidente è un narcisista maligno, un bugiardo patologico, un ignorante spaccone, abietto, vendicativo e probabilmente un po’ demente. E sto minimizzando i suoi difetti. Ogni giorno siamo scioccati dal suo comportamento immaturo, dalle sue dichiarazioni insulse e non c’è limite al pericolo che la sua follia comporta per gli Stati Uniti e per il mondo. […] >. … “””

 

( da Il personaggio intervista a Philip Roth di Josyane Savigneau, la Repubblica di Sabato 23 Settembre 2017 )

 

Lorenzo Di Giovanni: ‘Quella mancanza di coraggio sui circhi’

03
OTT
2017

“””… < Una marcia indietro, ancora una volta. Nella legge votata al Senato non si parla più di eliminazione ma di graduale superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi. Tutto per una ‘mediazione’ del governo, che non ha condiviso scelte già fatte da una cinquantina di Paesi civili nel mondo, per metà nell’ Unione europea. Dopo lo stop allo ius soli, un’altra mancanza di coraggio del governo nell’ultimo scorcio di legislatura>. …”””

Lettera a la Repubblica di Giovedì 21 Settembre 2017

 

Enzo Marigliano: Flaiano, i marziani e i nomi dei licei

03
OTT
2017

“””… < Leggo, senza molto stupirmi, le diatribe alessandrine sulla possibilità di intitolare il Liceo Classico a Umberto Eco. Trent’anni fa nella mia città, Pordenone, si scatenò una polemica furibonda sull’ ipotesi di intitolare il Liceo Classico a Pier Paolo Pasolini. Oggi è intitolato a ‘Giacomo Leopardi ed Ettore Majorana’ e perciò denominato ‘Leomajor’. Sarebbe lungo fare l’elenco degli allora docenti che si dichiararono a favore della scelta pasolinianna e altri, la maggioranza, che si scatenarono con ogni mezzo contro l’intitolazione al noto ‘comunista e omosessuale‘. Oggi, taluni di loro, ricoprono importanti ruoli istituzionali e altri non lesinano lezioni ‘di sinistra’. La verità è constatare che nella vita non è cambiato nulla di una virgola e che ogni città è uguale all’altra in questo strapaese. Come scrisse Flaiano: ‘ Il problema potrà essere risolto (o almeno accantonato) quando sulla Terra cominceranno a sbarcare i primi marziani ‘. Attendiamo fiduciosi >. …”””

Lettera a la Repubblica di Domenica 1° Ottobre 2017

 

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One Response to NEMO E LE SUE PERLE DI OTTOBRE FINO AL 25 /// attenzione a non perderne perché è facile quando durano un mese di pensiero e di riflessione…

  1. Donatella scrive:

    Tutti molto interessanti questi brani di articoli: danno coraggio e, proprio attraverso il pessimismo della ragione, anche un po’ di speranza.

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