DUNLIRK DI CRISTOPHER NOLAN — VISTO DA DONATELLA D’IMPORZANO

 

 

 

 

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Non c’entra niente, ma mi viene di mettere un commento sul film ” Dunkirk”, che ho visto pochi giorni fa. Ci troviamo nella seconda guerra mondiale: centinaia di migliaia di truppe britanniche, sulla spiaggia del mare del Nord, sono intrappolate mentre le truppe tedesche continuano ad avanzare. La storia si sviluppa tra terra, mare ed aria. E’ la storia di un incubo : il film inizia il 26 maggio del 1940, con un gruppo di soldati inglesi filmati di spalle mentre camminano tra le macerie di una cittadina devastata. Poco dopo, sulla spiaggia, uno solo di quei soldati è ancora vivo: si aggira tra le file di ragazzi in attesa di imbarcarsi, cammina sperduto sulla battigia immensa della bassa marea. Poi, con uno stacco improvviso, vediamo la spiaggia dall’alto, dal punto di vista di un aereo tedesco. Le bombe tedesche esplodono sulla spiaggia e rendono da distante l’incubo e la morte degli inglesi : i corpi dei soldati uccisi riportati a riva dalle onde, gli inutili e continui tentativi di fuggire dalla spiaggia, la cambusa di una nave trasformata in una tomba d’acqua. Il ritmo inesorabile del film ci comunica tutto l’orrore vissuto da quell’umanità che cerca disperatamente di salvarsi e non trova rifugio possibile. Ci sono atti di cosciente eroismo ( il proprietario di una piccola imbarcazione che a tutti i costi, seguendo l’invito del governo inglese, va verso le coste della Francia con un figlio e con un altro volontario, pur avendo ( o forse proprio per questo) un altro figlio già morto in guerra. Churchill e le sue appassionate incitazioni sono distanti: qui si vive o si muore .Centinaia di imbarcazioni a vela si avvicinano con successo alla costa francese: un “arrivano i nostri” liberatorio, come se le vele potessero essere ali che ci portano lontano dall’incubo. Un soldato che si era addormentato per sfinimento sulla spiaggia, si risveglia di soprassalto e riesce ancora ad imbarcarsi. Un aereo inglese riuscirà, in un duello aereo terribile, ad annientare l’aereo tedesco, permettendo all’ infinita ritirata di compiersi. Il pilota, terminato il carburante, atterra, riesce a dare fuoco all’aereo e viene catturato dai tedeschi. Siamo fuori dall’incubo, ma la guerra continua. Non c’è nessuna ridondanza, l’eroismo sembra nascere dalla volontà di sopravvivere, non solo individuale ma di un intero popolo. Proprio per questo ci stupisce e ci commuove un insieme di uomini che si fanno in quel momento nazione, con tutti i limiti, lo sfinimento e la disperazione che è in ognuno di loro.

3 risposte a DUNLIRK DI CRISTOPHER NOLAN — VISTO DA DONATELLA D’IMPORZANO

  1. roberto rododendro scrive:

    non l’ho visto e non l’andrò a vedere ,ma se, per qualche strano caso ci dovessi andare, ci andrei solo per questo tuo bello, preciso e sintetico commento.

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