DONATELLA ::: MIYAZAKI, IL MAESTRO CHE NON PUO’ SMETTERE DI DISEGNARE—REPUBBLICA 3-11-2017

 

REPUBBLICA SPETTACOLI — 3-11-2017

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Miyazaki, il maestro che non può smettere di disegnare

CINEMA

Miyazaki, il maestro che non può smettere di disegnare

Presentato a Lucca Comics ‘Never ending man’, il documentario dedicato al genio dell’animazione in sala il 14 novembre


Hayao Miyazaki non può smettere di lavorare. Hayao Miyazaki è vecchio e non ce la fa più. Hayao Miyazaki quando è nel mezzo di un film entra in un’ossessione ed è sempre insoddisfatto. In questo triangolo di emozioni inconciliabili vive il documentario  Never Ending Man: Hayao Miyazaki, presentato a Lucca Comics & Games e nelle sale cinematografiche per un solo giorno, il 14 novembre, distribuito da Nexo Digital e Dynit.

Video: http://cdn.flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2017/11/02/409687/409687-video-rrtv-650-miyazakidoc021117rc.mp4

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Il regista Kaku Arakawa ci fa entrare nei pensieri più intimi del regista, che quando parla (anche con se stesso) dice sempre frasi importanti, sagge, pesanti. D’altra parte è un uomo anziano, perfettamente consapevole di essere nell’ultima parte della sua vita. Lo dice spesso che le sue forze non sono più quelle di un tempo anche se poi lo vediamo scattante, agile, perfettamente lucido.

La storia inizia con le riprese di uno Studio Ghibli deserto mentre fuori nevica. “Ormai tutto è nel passato, e forse è meglio così”, dice Hayao commentando il vuoto e il silenzio. Poi viene riproposto l’annuncio del suo addio in una storica conferenza stampa nel settembre del 2013 dopo l’uscita di Si alza il vento: “Ho annunciato altre volte il mio ritiro, quindi potete pensare che questa sia una di quelle volte. Ma ora faccio sul serio”. Il problema è che poi le idee arrivano, e stare fermo senza fare niente è per lui faticosissimo.

E allora lo vediamo entrare in contatto con un gruppo di giovani che sta lavorando sull’animazione al computer, che pure Miyazaki non ha mai amato. Si rimette in moto un progetto, quello di un cortometraggio su un bruco, e il lavoro riparte prima con eccitazione e ottimismo, come se il regista avesse trovato i compagni di lavoro perfetti e le soluzioni a ogni suo dubbio. Ma è solo un momento: in poche scene il lavoro torna a essere, come si diceva, un’ossessione.

Never Ending Man: Hayao Miyazaki è un documentario bellissimo, non solo per chi conosce bene il regista di Totoro e La principessa Mononoke, ma anche per chi vuole capire l’animo umano, la sua potenza e la sua debolezza. Tra l’altro il regista sembra cogliere e qualche volta rubare dei momenti di vera intimità in cui la moglie di Miyazaki viene appena nominata e non appare mai mentre del figlio Goro non c’è alcuna traccia. È presente invece il fondamentale produttore Toshio Suzuki, che in auto pronuncia una delle frasi chiave del film: “La verità è che il maestro vorrebbe incontrare una copia giovane di se stesso. E, ovviamente, è impossibile”.

Poi, a un certo punto Miyazaki confessa di aver letto (più volte) un libro che lo ha impressionato moltissimo e che addirittura gli ha fatto cambiare la visione sulla vita. Non lo dice, ma viene proprio da pensare che si tratti di Kimi-tachi ha Dou Ikiru ka? ovvero Qual è il tuo modo di vivere?, romanzo uscito nel 1937 del giornalista Genzaburo Yoshino. Miyazaki ha appena annunciato che si ispirerà a questo libro per un nuovo lungometraggio, in uscita tra tre o quattro anni. In questo documentario commenta ridendo: “Chissà se sarò ancora vivo quando sarà finito”.

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