GIOVANNI CI MANDA UN TESTO BELLISSIMO DELLA CANZONE DI THEODORAKIS: APRILE — LA CANTA IRENE PAPAS CHE A 90 ANNI CI PARLA DELLA CIVILTA’ BIZANTINA E DELLE SUE DONNE…

 

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GIOVANNI ::: ” Il testo è dello stesso Mikis Theodorakis, che, oltre al suo chiaro impegno politico, ha scritto molte canzoni popolari. ”

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http://www.stixoi.info/stixoi.php?info=Translations&act=details&t_id=10511

 

Aprile mio (M. Theodorakis) – 1379 Αναγνώσεις        
        
Στίχοι: Μίκης Θεοδωράκης
Μουσική: Μίκης Θεοδωράκης
Πρώτη εκτέλεση: Γρηγόρης ΜπιθικώτσηςΆλλες ερμηνείες:
Χορωδία Τερψιχόρης ΠαπαστεφάνουΑπρίλη μου, Απρίλη μου ξανθέ
και Μάη μυρωδάτε, καρδιά μου πώς αντέ
Καρδιά μου πώς, καρδιά μου πώς αντέχεις
μέσα στην τόση αγάπη και στις τόσες ομορφιέςΓιομίζ’ η γειτονιά τραγούδια και φιλιά
Την κοπελιά μου τη λένε Λενιώ
Την κοπελιά μου τη λένε Λενιώ
Την κοπελιά μου τη λένε Λενιώ, μα το `χω μυστικόΑστέρι μου, αστέρι μου χλωμό
του φεγγαριού αχτίδα στο γαϊτανόφρυδο
Στο γαϊτανο , στο γαϊτανοφρυδό σου
κρεμάστηκε η καρδιά μου σαν το πουλάκι στο ξόβεργοΓιομίζ’ η γειτονιά…Λουλούδι μου, λουλούδι μυριστό
και ρόδο μυρωδάτο, στη μάνα σου θα `ρθω
στη μάνα σου, στη μάνα σου θα `ρθω
να πάρω την ευχή της και το ταίρι που αγαπώΓιομίζ’ η γειτονιά…
Lyrics: Mikis Theodorakis
Musica: Mikis Theodorakis
Prima esecuzione: Yriyoris BithikotsisAltri spettacoli:
Horodia Terpsihoris PapastefanouAprile mio, mio biondo Aprile
e Maggio odoroso, cuore mio come re-
cuore mio come, cuore mio come resisti
in mezzo a tanto amore e a tante bellezzeSi riempie il quartiere di canzoni e di baci
La mia ragazza si chiama Leniò *
La mia ragazza si chiama Leniò
La mia ragazza si chiama Leniò ma resti un mio segretoStella mia, mia pallida stella
raggio di luna all’arco delle ciglia
all’arco delle tue ciglia
sta appeso il mio cuore come uccellino alla paniaSi riempie il quartiere..Fiore mio, mio fiore profumato
e rosa mia fragrante, verrò dalla tua mamma
dalla tua mamma, dalla tua mamma verrò
a prendere la benedizione e quella metà che amoSi riempie il quartiere…
da “La canzone del Fratello Morto”, Mikis Theodorakis, 1962
* Diminutivo di Elèni.
   Gian Piero Testa, Gian Piero Testa © 30-03-2009 @ 10:29

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LE CANZONI CONTINUANO PER TANTO ! SONO BELLE !

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IL CORRIERE DELLA SERA, 2 SETTEMBRE 2016

http://27esimaora.corriere.it/16_agosto_31/irene-papas-ha-90-anni-dea-greca-che-divento-principessa-b6010962-6f8a-11e6-b358-bda07fb9892d.shtml?refresh_ce-

 

 Irene Papas ha 90 anni
La dea greca che diventò principessa

di Valeria Palumbo

Il posto era e resta surreale: una sorta d’immensa pinna bianca di pescecane nel niente della campagna a sud di Roma. Si tratta del teatro dell’Università di Tor Vergata, progettato da Santiago Calatrava. Il 28 giugno del 2003 Irene Papas vi recitò, una dopo l’altra, Le troiane e Ecuba di Euripide, in italiano e spagnolo. Il progetto prevedeva, per l’anno successivo, l’Agamennone di Eschilo, ad Atene, in greco. Papas aveva allora 77 anni e troneggiava in quella notte insolitamente fredda e ventosa dell’estate romana. Da allora le sue apparizioni sono via via diminuite: il 3 settembre Irene Papas compie 90 anni (anche se qualche sito la fa nascere nel 1929). Oggi si può dire che sia lei stessa un monumento al teatro. E al cinema, ovvio. Ma anche a un’identità mediterranea che, in barba a invasioni, guerre e integralismi, ha lo stesso volto da millenni: l’ovale, la carnagione, gli occhi, gli zigomi, la bocca, perfino il naso importante di Irene Papas non hanno tempo. Lei è la dea madre di sempre.

L’esordio a 12 anni
Irini Lelekou, come si chiama in realtà, è nata in un villaggio a 18 km da Corinto, Chiliomodi, ed è entrata addirittura a 12 anni nella locale scuola d’arte drammatica. Si è poi trasferita ad Atene per studiare teatro e all’inizio, un po’ a sorpresa, è stata cantante e ballerina (a cantare ha continuato, in realtà). Dopo è arrivata la tragedia classica e, nel 1943, il matrimonio con il regista Alkis Papas, che poi è durato soltanto quattro anni: il cognome, però, è rimasto quello. Per la Grecia e per i greci erano anni durissimi: dopo l’invasione italiana e quella tedesca, la sanguinosa lotta di liberazione e poi il conflitto civile, primo segno della Guerra fredda.

Una greca a Hollywood
La fortuna di Irene è arrivata con il cinema italiano e poi con quello statunitense. Nel 1953 ha esordito al fianco di Gina Lollobrigida ne Le infedeli di Mario Monicelli, un anno dopo è stata con Sophia Loren in Attila di Pietro Francisci. La fama internazionale gliel’ha inevitabilmente regalata Hollywood, dove l’ha portata Michael Cacoyannis, poi regista di Zorba il greco (1964). Ma già conI cannoni di Navarone, del 1961 (Oscar nel 1962, con Gregory Peck e David Niven), Irene Papas era diventata il volto femminile greco per eccellenza (la sua quasi coetanea Melina Mercury aveva un viso molto meno caratteristico).  L’Italia le è comunque rimasta nel cuore: è tornata spessissimo a recitare. Nel 1966 ha interpretato con Gian Maria Volonté A ciascuno il suo di Elio Petri, ispirato all’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia. Franco Rossi le ha affidato il ruolo di Penelope per gli sceneggiati televisivi Le avventure di Ulisse (1967) e Odissea (1969). Sempre nel 1969 ha interpretato un film indimenticabile, Z – L’orgia del potere di Costa-Gavras, con Yves Montand: un manifesto contro la falsa democrazia greca, girato due anni dopo l’instaurazione della dittatura dei colonnelli.Con Cacoyannis ha proseguito nel filone classico con Le troiane(1971, interpretato anche da Katherine Hepburn che la stimava moltissimo) e l’Ifigenia (1977). Nel 1979 ha recitato per Francesco Rosi in Cristo si è fermato ad Eboli.

Quelle scelte singolari degli anni ’80
A volte ha preso parte a film davvero insoliti, come il cupissimo Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci, del 1972. O davvero brutti, come L’assistente sociale tutto pepe, del 1981.  Le scelte singolari non si giustificano, in apparenza, con la scarsa possibilità di scelta: durante gli anni Ottanta non ha mai smesso di lavorare. Era per esempio nel cast de Il leone del deserto, il film del regista siriano Moustafa Akkad su Omar al-Mukhtār e la sanguinosa invasione italiana della Libia (1981: da noi è stato a lungo vietato). Ha partecipato poi a Tutto in una notte (1985) di John Landis e a Cronaca di una morte annunciata (1987) di Francesco Rosi. Dalla metà degli anni Novanta si è trasferita in Portogallo dove ha lavorato con Manoel de Oliveira: per lui, nel 1996, ha recitato in Party, poi in Inquietudine (1998) e, dopo la parentesi de Il mandolino del capitano Corelli (2001), in Un film Parlato (2003).

E il serial sulle donne bizantine rimasto nel cassetto
In tutto questo Irene è riuscita a occuparsi di politica: è sempre stata egualitaria, femminista, antiamericana. Ha scritto un atto unico sull’imperatrice bizantina Teodora e aveva progettato per la Rai un serial tv sulla storia di Bisanzio, raccontata attraverso le sue grandi donne, che poi si è arenato. Dopo aver ricevuto il Leone d’oro alla carriera, a Venezia, nel 2009, ha detto in un’intervista a Silvia Ronchey, lamentandosi che a scuola si studiasse così male la storia bizantina: «È un tale peccato… Lo Stato bizantino era preveggente, anzi, veggente. Bisanzio è stata una profezia. C’era già tutto. L’università pubblica. La possibilità per le donne di farsi una cultura. Pensiamo ad Anna Comnena, o a sua nonna, Anna Dalassena, l’incarnazione più completa di quel potere femminile che è stato una caratteristica unica della politica di Bisanzio. Era su questo che avrei voluto fare il mio serial, sulla catena femminile che ha fatto la storia bizantina».

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