AMRUTAM GAMAYA BAND — HAVA NAGILA —DI ABRAHAM ZEVI IDELSOHN, 1918 da una canzone popolare della Bucovina

 

 

 

Hava Nagila (הבה נגילה in lingua ebraica, “Rallegriamoci” in italiano) è una canzone popolare ebraica– Ispirata ad una melodia popolare ucraina della Bucovina,la canzone è stata composta dal musicologo Abraham Zevi Idelsohn nel 1918 per celebrare la vittoria inglese in Palestina al termine della Prima Guerra Mondiale, in occasione della Dichiarazione Balfour.

Testo in ebraico Traslitterazione Traduzione
הבה נגילה Hava naghila Rallegriamoci
הבה נגילה Hava naghila Rallegriamoci
הבה נגילה ונשמחה Hava naghila ve nis’mecha Rallegriamoci e siamo felici
(ripetere due volte)
הבה נרננה Hava neranenah Cantiamo
הבה נרננה Hava neranenah Cantiamo
הבה נרננה ונשמחה Hava neranenah ve nis’mecha Cantiamo e siamo felici
(ripetere due volte)
!עורו, עורו אחים Uru, uru achim! Svegliatevi, svegliatevi fratelli!
עורו אחים בלב שמח Uru achim b’lev sameach Svegliatevi fratelli col cuore felice
(ripetere quattro volte)
!עורו אחים, עורו אחים Uru achim, uru achim! Svegliatevi fratelli, svegliatevi fratelli!
בלב שמח B’lev sameach Col cuore felice

 

nota da wiki

La dichiarazione Balfour del 2 novembre 1917 è documento ufficiale della politica del governo britannico in merito alla spartizione dell’Impero Ottomano all’indomani della prima guerra mondiale.[1] Si tratta di una lettera, scritta dall’allora ministro degli esteri inglese Arthur Balfour a Lord Rothschild, inteso come principale rappresentante della comunità ebraica inglese, e referente del movimento sionista, con la quale il governo britannico affermava di guardare con favore alla creazione di un “focolare ebraico” in Palestina, allora parte dell’Impero Ottomano. Tale posizione del governo emerse all’interno della riunione di gabinetto del 31 ottobre 1917.
La Dichiarazione Balfour successivamente fu inserita all’interno del Trattato di Sèvres che stabiliva la fine delle ostilità con la Turchia e assegnava la Palestina al Regno Unito (successivamente titolare del Mandato della Palestina).
L’insediamento di una comunità ebraica in una Palestina rafforzò il ruolo arbitrale della Gran Bretagna nella regione (già assegnato con gli Accordi Sykes-Picot del 1916) in vista di una spartizione dei territori dell’ex Impero Ottomano: come avvenne con il Mandato della Società delle Nazioni nel 1922.
L’ambiguità intenzionale della definizione, che non alludeva a un vero Stato indipendente, non impedì la nascita di forti correnti di immigrazione ebraiche in Palestina (aliyah), coordinate dall’Agenzia ebraica, anche sotto la spinta delle ricorrenti persecuzioni antisemite e dei pogrom in Europa orientale. Agli occhi del mondo ebraico, infatti, la dichiarazione apparve come l’autorizzazione che molti aspettavano per poter compiere una migrazione legale in Palestina.

 

« Foreign Office
2 novembre 1917

Egregio Lord Rothschild,

È mio piacere fornirle, in nome del governo di Sua Maestà, la seguente dichiarazione di simpatia per le aspirazioni dell’ebraismo sionista che è stata presentata, e approvata, dal governo.

“Il governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico, e si adopererà per facilitare il raggiungimento di questo scopo, essendo chiaro che nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina, né i diritti e lo status politico degli ebrei nelle altre nazioni”. (sott. nostra)

Le sarò grato se vorrà portare questa dichiarazione a conoscenza della federazione sionista.

Con sinceri saluti
Arthur James Balfour »

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