una foto di palmiro togliatti degli anni ’20, quando collabora all’ordine nuovo …+ bello!

 

 

2 risposte a una foto di palmiro togliatti degli anni ’20, quando collabora all’ordine nuovo …+ bello!

  1. Donatella scrive:

    E’ vero: è più bello delle foto che si conoscono di lui.
    Approfitto di questo spazio per parlare del film che abbiamo visto ieri: ” Napoli velata” di Ferzan Ozpetek.
    La storia è un po’ complicata: si tratta di un giallo, soprattutto psicologico, che si svolge in una Napoli dei misteri. Napoli, come tutte le città con una storia antichissima, è fatta a strati: in superficie è una città moderna, coi palazzoni e con la metropolitana ( molto bella). Possiede però una stratificazione che ne fa una città museo: addentrarsi in quella miniera di tradizioni, di culture, di storie di generazioni la rende magica, misteriosa e inquietante. La razionalità viene meno e ha il sopravvento qualcosa di misterioso che cova nel cuore della città e nell’anima delle persone. Il senso del mistero che ci circonda esplode in alcuni riti pagani, in un naturale e perfetto sincretismo religioso. Una donna, che fa come chirurgo legale le autopsie, partecipando ad una festa si sente osservata da un giovane uomo. Nasce tra i due una grande attrazione, si amano ma non ci può essere un seguito normale. La donna, alla ricerca del suo amato, attraversa la città e le sembra di riconoscerlo… Oltre ai vicoli di Napoli, la donna, molto bene interpretata da Giovanna Mezzogiorno, attraversa la propria psiche e fa affiorare una terribile ferita. La realtà sembra prendere il sopravvento, anche se il buio dei vicoli rimane, come del resto la luminosità del mare e dell’aria. L’autore sembra voler dire che mistero e realtà non solo possono convivere, in una città come in un individuo, ma è proprio questa mescolanza che rende interessante qualcosa o qualcuno. Il titolo,” Napoli velata” si riferisce alla famosa statua del ” Cristo velato”, dove il cadavere di Gesù è reso più visibile nella sua fisicità dal velo che gli è stato scolpito addosso.
    E’ sicuramente un film che vale la pena di vedere, anche per alcune scene molto suggestive (il lamento degli uomini che fingono i dolori del parto, l’indovina che straparla immobile nel suo letto, la banda di tamburi che suona ossessivamente). Forse è un po’ troppo “esagerato” e ambizioso per il pensiero che l’autore vuole esprimere: i luoghi, le persone, alcune città ( un’altra città misteriosa è Istanbul nel suo precedente film “Rosso Istanbul”) sono reali e misteriose allo stesso tempo e ciò le rende particolarmente affascinanti. Molto bella è la colonna sonora, con canzoni coinvolgenti. Una di queste canzoni, particolarmente orecchiabile, è in napoletano ed è cantata da Arisa.

  2. nemo scrive:

    Ora, per analogia d’alemista, lo definirebbero ‘baffino’. Senza alcuna intenzione di mancare di rispetto a Togliatti e alla sua storia personale, qui ha un aspetto un po’ ‘inquietante’ ( che ricorda il dittatore del terzo Reich ). Ma forse era solo il look del tempo che voleva pettinatura e baffi a quel modo.

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