ALBERTO ZIPARO, IL MANIFESTO 28-01-’18 ::: SENZA CASA NEL PAESE DELLE CASE VUOTE

 

IL MANIFESTO DEL 28 GENNAIO 2018

https://ilmanifesto.it/senza-casa-nel-paese-delle-case-vuote/

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nella Piana di Gioia Tauro ci sono 35.000 abitazioni vuote o sottoutilizzate

 

Senza casa nel paese delle case vuote

Rosarno. In Calabria ci sono 480 mila appartamenti vuoti, nell’area di Rosarno in cui è avvenuta tragedia, ovvero la Piana di Gioia Tauro, sono oltre 35 mila. Il rapporto tra abitazioni non utilizzate e abitanti è il più alto d’Italia

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Non ci stancheremo mai di ripetere che è assurdo e umanamente inaccettabile, assistere al ripetersi di tragedie – come quella accaduta nell’accampamento calabrese di Rosarno – che colpiscono i migranti nel nostro paese, dove una casa su quattro è vuota. Specie in Calabria dove il rapporto tra abitazioni non utilizzate e abitanti è il più alto d’Italia. Nel Belpaese infatti non dovrebbe esistere alcun disagio abitativo, né bisogno di case nuove. Recenti ricerche forniscono un dato di «oltre otto milioni e mezzo di case e appartamenti sottoutilizzati», pari a circa un quarto dell’intero patrimonio abitativo italiano, di cui quasi sette milioni effettivamente vuoti .

Questo enorme spreco economico e ambientale accentua i termini del degrado territoriale, dovuto a consumo di suolo, cementificazione irrazionale, dissesti, inquinamenti e abbandono. In questo quadro appare chiaro che non dovrebbe esistere fabbisogno abitativo inevaso: si parla di un’offerta potenziale pari a circa 10 volte la domanda, compresa quella da immigrazione.
I dati sono clamorosi: oggi il numero degli edifici presenti sul territorio nazionale è pari a circa 14,5 milioni per poco più di 31 milioni di appartamenti residenziali, di cui appunto circa un quarto vuoti.

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Rosarno

 

Le Regioni meridionali esasperano il quadro nazionale: la Campania presenta circa 1 milione di edifici, di cui 65 mila vuoti e inutilizzati per una popolazione di 5.760 mila abitanti, la Sicilia 1.722 mila abitazioni e 132 mila vuote per circa 5 milioni di abitanti, la Calabria 1.250.000 alloggi (di cui 480 mila inutilizzati) per poco meno di 2 milioni di abitanti. Il dato nazionale relativo agli appartamenti vuoti – o scarsamente utilizzati – è a sua volta strabiliante: quasi un alloggio su quattro è vuoto, con una «punta» relativa ancora alla Calabria con una quota pari al 40%; seguono Sicilia e Sardegna con circa il 30% del patrimonio abitativo inutilizzato, ancora in Piemonte 1 alloggio su 4 è vuoto, in Veneto e Toscana il rapporto è di uno su cinque, seguono il Lazio con il 22% del patrimonio sfitto e la Lombardia con il 16%.

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In Calabria dunque ci sono 480 mila appartamenti vuoti. Nell’area di Rosarno in cui è avvenuta tragedia, ovvero la Piana di Gioia Tauro, ce ne sono oltre 35 mila. Qualcuno obietta che la grandissima parte di tale patrimonio (oltre 85%) è privato, quindi indisponibile per il mercato sociale, sia da domanda «indigena» che da immigrati.
A parte l’urgenza di strumenti normativi e programmatici tali da permettere l’avvio di politiche abitative che muovano decisamente anche verso l’acquisizione e il riuso sociale di almeno una parte del patrimonio in questione, va detto che per quanto riguarda l’accoglienza diffusa dei migranti, l’acquisizione del patrimonio privato per usi sociali è già una realtà.

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Incendio al campo migranti

 

In alcune regioni, tra cui Toscana, Lazio, Lombardia, Emilia, si è infatti assunta da tempo tale disponibilità di abitazioni, puntando con decisione – per quanto riguarda i migranti – sull’accoglienza diffusa, attraverso protocolli speciali con i privati. In pochi anni si è arrivati ad accogliere quasi 30 mila persone. Sarebbe ora che anche nel Mezzogiorno e in Calabria si intraprendesse al più presto questa strada, come del reso sostiene lo stesso Osservatorio calabrese per il disagio abitativo, promosso dalle università locali, insieme ad associazioni e gruppi impegnati da tempo sul tema.

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Cinquefrondi::: casa ad 1 euro

 

Nella Piana di Gioia Tauro lo fanno purtroppo solo i comuni di Cinquefrondi e Palmi, per pochi migranti. Proprio in Calabria invece c’è forse il migliore esempio italiano di integrazione dei migranti, con il comune di Riace amministrato dal sindaco Mimmo Lucano sindaco . Un modello per l’intero Belpaese.

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4 Responses to ALBERTO ZIPARO, IL MANIFESTO 28-01-’18 ::: SENZA CASA NEL PAESE DELLE CASE VUOTE

  1. Giovanni scrive:

    E’ un dato di fatto che i prezzi degli immobili sono di fatto raddoppiati dopo l’introduzione dell’euro con tasso “mnemonico” 2 a 1 e mutui facili da parte delle banche che rendevano comunque conveniente l’acquisto rispetto al mutuo. I prezzi sono un po’ diminuiti dopo vari problemi che hanno reso le banche più attente, ma i tassi sono ancora convenienti (in questo caso grazie alla stabilità conseguenza dell’euro). Chi ha costruito a suo tempo e non ha bisogno di vendere cerca di tenere i prezzi alti , chi ha investito nel mattone è restio ad affittare a prezzi bassi, per gli immigrati ci può essere diffidenza – immagino che i citati protocolli diano qualche garanzia ai proprietari, ma spese della comunità? Può andar bene finchè sono pochi, e i per nostri giovani chi ci pensa?
    Una soluzione per la domada “indigena”, soprattutto per i giovani, potrebbe essere finanziare la costruzione di nuovi alloggi da vendere a prezzi più bassi del mercato in modo che anche quelli degli immobili vuoti diminuisca verso prezzi più ragionevoli (pre-euro).

    • Chiara Salvini scrive:

      il tuo, caro Giovanni, è un parere ” istruito “, che ho ascoltato, ma non so quanto capito… ti ringrazio di aver contribuito a vivacizzare il nostro blog che, adesso, è un po’ anche tuo, se lo vuoi. Ciao, arrivederci appena puoi, chiara per gli altri

  2. nemo scrive:

    A Nemo pare che la proposta di Giovanni renda necessario riflettere sul famoso adagio antico che metteva in guardia chi mai avesse pensato di vendere o regalare vasi a Samo (dove si fabbricavano vasi … ). Se fosse giovane, Nemo darebbe ‘anima e corpo’ per una legge che stabilisse su tutto il territorio, e nel Mezzogiorno in particolare, la crescita zero dei volumi. La distruzione del paesaggio e con essa del ben vivere è un qualche cosa di impressionante e tragico. E l’economia basata sui valori immobiliari è un’economia drogata destinata, nel brevissimo tempo come ben sappiamo, a collassare.

  3. Giovanni scrive:

    Giusta l’osservazione di Nemo, ma se a Samo i vasi vengono venduti a prezzi che pochi si possono permettere, chi li portasse a prezzi ragionevoli farebbe da calmiere al mercato e poi si venderebbero quelli locali.. Basterebbe innescare un circolo virtuoso, senza aumentare troppo i volumi per spezzare i “cartelli” e fermare la speculazione. Stranamente, la bolla immobiliare in America ha causato anche il fallimento delle banche, in Germania i prezzi sono scesi di circa il 30% , da noi per ora, anche se “drogati”, non sono collassati.
    E poi non sempre si dovrebbero aumentare i volumi, ci sono ad es edifici pubblici da riqualificare o case abbandonate etc. , e anche nel nostro Sud, dove ci sono paesaggi bellissimi, si potrebbero inserire sviluppi ragionevoli in luoghi opportuni, evitando la speculazione sui terreni.

    Ricordo quando interrogarono Draghi, sull’ aumento dei prezzi dovuti all’effetto dell’euro, rispose:
    “perché non c’è la concorrenza..”- Certo non potevano farla i semplici cittadini…
    In altri settori sono arrivati i cinesi, ma è lavoro che perdiamo noi.

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